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il manifesto 2013.02.03 - 03 LA PAGINA 3
BOLOGNA Il comico 5Stelle chiede (ironicamente) ad Al Qaeda di agire su Roma
Grillo vuole «bombardare» il Parlamento
ARTICOLO - Dino Collazzo BOLOGNA
ARTICOLO - Dino Collazzo BOLOGNA
BOLOGNA
Non è bastata la pioggia battente a Bologna per fermare lo Tsunami tour di Beppe Grillo e del Movimento cinque stelle. Il leader è salito sul palco senza ombrello e ha cominciato il suo comizio in piazza Maggiore al grido «Piove governo tecnico». «È iniziato tutto qua e stiamo tornando qua», rievocando il primo Vaffa-day tenutosi proprio nel capoluogo emiliano. «È fantastico vedere migliaia di ombrelli. Lo Tsunami si sta allargando. Siamo un'epidemia, non ci fermiamo più». E poi: «Venti giorni e mandiamo tutti a casa».
Il discorso di Grillo tocca subito i temi dell'attualità, partendo proprio dallo scandalo Monte dei Paschi di Siena. La vicenda, che vede coinvolti il presidente Giuseppe Mussari, il direttore generale Antonio Vigni e altri dirigenti, è scoppiata come una bomba nella campagna elettorale. «L'inchiesta Monte dei Paschi? Sono 21 miliardi di tangenti sino ad oggi. - urla il comico dal palco - È il più grosso scandalo finanziario della storia. Sono due Parmalat insieme al Banco Ambrosiano. Non è possibile che nessuno sapesse». Poi indirizza le sue invettive verso Giorgio Napolitano e il Partito democratico: «Anche il loro presidente della Repubblica dice che ci vuole la privacy, vuole mettere sotto silenzio questo sfascio. È incredibile». «È uno scandalo pazzesco, c'è dentro tutto il Pd».
Grillo attacca poi la scelta dell'Italia di appoggiare l'intervento francese in Mali, sottolineando come dietro si nascondano solo interessi economici. Poi, in maniera satirica invita Al Qaeda, in caso di rappresaglie per l'escalation militare in Mali, a indirizzare i propri missili su una «ridente cittadina, un po' più a Sud di Bologna: Roma», indicando le coordinate Gps della Camera. «Ma fatelo prima del 25 febbraio sennò - aggiunge riferendosi al giorno dopo le elezioni - finisce che ci prendiamo anche noi».
Una frecciata il comico la indirizza anche al quotidiano La Repubblica e al suo editore Carlo De Benedetti. Dopo che il giornale aveva rilanciato le sue dichiarazioni sul Mali e l'invito ai terroristi di bombardare la Camera, il leader M5S attacca il giornale: «Dicono che voglio bombardare l'Italia. venga qui De Benedetti, invece di mandare i suoi scagnozzi. È questo il vero fascismo».
Tra chi sorride e chi annuisce alle sue parole il popolo dei grillini sembra compatto e pronto a seguire l'avanzata verso il Parlamento. Nessuno crepa, nessuna indignazione per le parole su CasaPound, o per l'assenza di democrazia denunciata dai fuoriusciti, a partire proprio da Giovanni Favia e Federica Salsi, rispettivamente consigliere regionale dell'Emilia Romagna e del comune di Bologna. Non sembra ma c'è chi, pur continuando a votare M5S, ha storto il naso su tali scelte.
«Io sono grillina sin dall' inizio - dice Giulia, impiegata - e ho condiviso tutte le battaglie che sono state fatte. Non mi è piaciuto però quando hanno mandato via la Salsi o Favia. O almeno non senza discussione. Continuerò comunque a votare M5S perché siamo un movimento giovane e che può cambiare realmente le cose». Dello stesso avviso anche Andrea, giovane studente di Ferrara: «Per anni ho votato Italia dei Valori, ma alla fine mi hanno deluso anche loro. Ora sono qui ad ascoltare Grillo, penso che voterò M5S. Quello che dicono è giusto, ci vuole cambiamento». Poi però sulla questione democrazia ha qualche riserva e spera che le cose migliorino andando avanti. A conclusione dell'ora e mezza Grillo si congeda concedendo ai candidati di Bologna di presentarsi e parlare ai propri concittadini, ma non c'è più tempo, il pubblico ha già cominciato a tornare a casa. L'onda dello Tsunami è passata.
Non è bastata la pioggia battente a Bologna per fermare lo Tsunami tour di Beppe Grillo e del Movimento cinque stelle. Il leader è salito sul palco senza ombrello e ha cominciato il suo comizio in piazza Maggiore al grido «Piove governo tecnico». «È iniziato tutto qua e stiamo tornando qua», rievocando il primo Vaffa-day tenutosi proprio nel capoluogo emiliano. «È fantastico vedere migliaia di ombrelli. Lo Tsunami si sta allargando. Siamo un'epidemia, non ci fermiamo più». E poi: «Venti giorni e mandiamo tutti a casa».
Il discorso di Grillo tocca subito i temi dell'attualità, partendo proprio dallo scandalo Monte dei Paschi di Siena. La vicenda, che vede coinvolti il presidente Giuseppe Mussari, il direttore generale Antonio Vigni e altri dirigenti, è scoppiata come una bomba nella campagna elettorale. «L'inchiesta Monte dei Paschi? Sono 21 miliardi di tangenti sino ad oggi. - urla il comico dal palco - È il più grosso scandalo finanziario della storia. Sono due Parmalat insieme al Banco Ambrosiano. Non è possibile che nessuno sapesse». Poi indirizza le sue invettive verso Giorgio Napolitano e il Partito democratico: «Anche il loro presidente della Repubblica dice che ci vuole la privacy, vuole mettere sotto silenzio questo sfascio. È incredibile». «È uno scandalo pazzesco, c'è dentro tutto il Pd».
Grillo attacca poi la scelta dell'Italia di appoggiare l'intervento francese in Mali, sottolineando come dietro si nascondano solo interessi economici. Poi, in maniera satirica invita Al Qaeda, in caso di rappresaglie per l'escalation militare in Mali, a indirizzare i propri missili su una «ridente cittadina, un po' più a Sud di Bologna: Roma», indicando le coordinate Gps della Camera. «Ma fatelo prima del 25 febbraio sennò - aggiunge riferendosi al giorno dopo le elezioni - finisce che ci prendiamo anche noi».
Una frecciata il comico la indirizza anche al quotidiano La Repubblica e al suo editore Carlo De Benedetti. Dopo che il giornale aveva rilanciato le sue dichiarazioni sul Mali e l'invito ai terroristi di bombardare la Camera, il leader M5S attacca il giornale: «Dicono che voglio bombardare l'Italia. venga qui De Benedetti, invece di mandare i suoi scagnozzi. È questo il vero fascismo».
Tra chi sorride e chi annuisce alle sue parole il popolo dei grillini sembra compatto e pronto a seguire l'avanzata verso il Parlamento. Nessuno crepa, nessuna indignazione per le parole su CasaPound, o per l'assenza di democrazia denunciata dai fuoriusciti, a partire proprio da Giovanni Favia e Federica Salsi, rispettivamente consigliere regionale dell'Emilia Romagna e del comune di Bologna. Non sembra ma c'è chi, pur continuando a votare M5S, ha storto il naso su tali scelte.
«Io sono grillina sin dall' inizio - dice Giulia, impiegata - e ho condiviso tutte le battaglie che sono state fatte. Non mi è piaciuto però quando hanno mandato via la Salsi o Favia. O almeno non senza discussione. Continuerò comunque a votare M5S perché siamo un movimento giovane e che può cambiare realmente le cose». Dello stesso avviso anche Andrea, giovane studente di Ferrara: «Per anni ho votato Italia dei Valori, ma alla fine mi hanno deluso anche loro. Ora sono qui ad ascoltare Grillo, penso che voterò M5S. Quello che dicono è giusto, ci vuole cambiamento». Poi però sulla questione democrazia ha qualche riserva e spera che le cose migliorino andando avanti. A conclusione dell'ora e mezza Grillo si congeda concedendo ai candidati di Bologna di presentarsi e parlare ai propri concittadini, ma non c'è più tempo, il pubblico ha già cominciato a tornare a casa. L'onda dello Tsunami è passata.
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
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