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il manifesto 2013.02.06 - 06 POLITICA & SOCIETÀ
GRAN BRETAGNA La Camera dei Comuni dice sì. Conservatori spaccati
Matrimoni omosex, Londra approva
ARTICOLO
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Primo passo, per diventare legge il provvedimento dovrà passare alla House of Lords
Giuseppe Acconcia
La nuova legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso compie un primo passo verso l'approvazione. Con 400 voti a favore e 175 contrari, il Parlamento britannico ha dato il primo via libera. «Si tratta di un passo avanti che ci rende più forti», ha dichiarato il premier Cameron. Laburisti e liberali si sono schierati a favore mentre i Tory si sono divisi: 139 i conservatori contrari e 132 favorevoli alla legge, voluta dal premier.
I parlamentari Tory che hanno votato per la legge si muovono sul solco di Margaret Tatcher che negli anni sessanta sosteneva già le aperture sui diritti degli omosessuali. Ma anche l'ex primo ministro si muoveva su un terreno minato e trovava la dura opposizione dell'ala tradizionalista del suo partito. E così i ministri dell'Economia, degli Esteri e dell'Interno, George Osborne, William Hague e Theresa May hanno inviato una lettera al Daily Telegraph per assicurare che la legge «è la cosa giusta da fare. Non è accettabile escludere qualcuno dal matrimonio solo perché ama una persona del suo stesso sesso», si legge nella missiva. Secondo esponenti del partito conservatore, molti deputati Tory stanno subendo pressioni dal loro elettorato per votare contro la misura. In una lettera inviata a Downing Street da almeno venti sedi periferiche del partito di Cameron si legge che i Tory potrebbero fronteggiare «un grave danno» alle prossime elezioni se la legge venisse approvata.
Ma è proprio la missiva dei tre ministri conservatori a spiegare nel dettaglio perché è giusto sostenere la nuova legislazione: «Il matrimonio si è evoluto nel tempo. Pensiamo che aprirlo alle coppie dello stesso sesso rafforzerà e non indebolirà questa istituzione». Non solo, secondo i ministri, l'attitudine verso lesbiche e omosessuali è cambiata. «Una maggioranza sostanziale è a favore di matrimoni tra persone dello stesso sesso e le percentuali aumentano di giorno in giorno. Come ha detto David Cameron, noi dobbiamo sostenere i matrimoni gay non nonostante, ma perchè siamo conservatori», aggiungono.
Se i Tory hanno lasciato libertà di coscienza ai loro deputati nel voto sul provvedimento, Cameron ha spinto per l'approvazione di questa norma con l'intento di modernizzare l'immagine del suo partito. Ma i conservatori contrari denunciano di essere sottoposti ad una pressione senza precedenti. Il deputato David Burrowes, politico Tory noto per le sue posizioni contrarie ai diritti degli omosessuali, ha denunciato pressioni e minacce di morte via email e Twitter se si esprimerà contro la legge. Chris Grayling, ministro della Giustizia, che aveva fatto andare su tutte le furie Cameron per aver appoggiato i prorpietari di un bed and brekfast che difendevano il loro diritto di non dare alloggio ad una coppia gay, è passato a sostenere Cameron. «Dobbiamo proteggere il diritto dell'individuo ad avere una coscienza e alle istituzioni religiose di seguire il loro cammino. Ma questo non significa che lo Stato debba fare lo stesso. Il suo compito è di riconoscere l'impegno di una coppia a vivere insieme e a non giudicare da chi questa coppia sia formata», conclude.
Ma una dura opposizione viene dalla chiesa inglese. La scorsa settimana le chiese anglicana e cattolica di Londra hanno inviato una lettera assicurando che la loro preoccupazione in merito alla legge rimane intatta. Anche il vescovo di Canterbury, Justin Welby, che si era detto favorevole alle unioni civili tra persone dello stesso sesso, ha confermato la sua opposizione. La legge prevede libertà di scegliere se celebrare o meno le nozze omosex per tutte le chiese, compresa quella cattolica che si oppone, mentre resta il divieto per le chiese anglicana e gallese che se cambieranno idea dovranno chiedere al parlamento una modifica della legge.
Nel vecchio continente sta ormai mutando il diritto di famiglia. Se in Francia il Parlamento ha dato un primo via libera alla legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, la riforma inglese arriva dopo i «sì» di Olanda, Belgio, Spagna, Portogallo, Svezia e Norvegia.
MANIFESTAZIONE PER IL SÌ ALLA LEGGE SUI MATRIMONI OMOSEX DAVANTI AL PARLAMENTO DI LONDRA /FOTO REUTERS
La nuova legge sui matrimoni tra persone dello stesso sesso compie un primo passo verso l'approvazione. Con 400 voti a favore e 175 contrari, il Parlamento britannico ha dato il primo via libera. «Si tratta di un passo avanti che ci rende più forti», ha dichiarato il premier Cameron. Laburisti e liberali si sono schierati a favore mentre i Tory si sono divisi: 139 i conservatori contrari e 132 favorevoli alla legge, voluta dal premier.
I parlamentari Tory che hanno votato per la legge si muovono sul solco di Margaret Tatcher che negli anni sessanta sosteneva già le aperture sui diritti degli omosessuali. Ma anche l'ex primo ministro si muoveva su un terreno minato e trovava la dura opposizione dell'ala tradizionalista del suo partito. E così i ministri dell'Economia, degli Esteri e dell'Interno, George Osborne, William Hague e Theresa May hanno inviato una lettera al Daily Telegraph per assicurare che la legge «è la cosa giusta da fare. Non è accettabile escludere qualcuno dal matrimonio solo perché ama una persona del suo stesso sesso», si legge nella missiva. Secondo esponenti del partito conservatore, molti deputati Tory stanno subendo pressioni dal loro elettorato per votare contro la misura. In una lettera inviata a Downing Street da almeno venti sedi periferiche del partito di Cameron si legge che i Tory potrebbero fronteggiare «un grave danno» alle prossime elezioni se la legge venisse approvata.
Ma è proprio la missiva dei tre ministri conservatori a spiegare nel dettaglio perché è giusto sostenere la nuova legislazione: «Il matrimonio si è evoluto nel tempo. Pensiamo che aprirlo alle coppie dello stesso sesso rafforzerà e non indebolirà questa istituzione». Non solo, secondo i ministri, l'attitudine verso lesbiche e omosessuali è cambiata. «Una maggioranza sostanziale è a favore di matrimoni tra persone dello stesso sesso e le percentuali aumentano di giorno in giorno. Come ha detto David Cameron, noi dobbiamo sostenere i matrimoni gay non nonostante, ma perchè siamo conservatori», aggiungono.
Se i Tory hanno lasciato libertà di coscienza ai loro deputati nel voto sul provvedimento, Cameron ha spinto per l'approvazione di questa norma con l'intento di modernizzare l'immagine del suo partito. Ma i conservatori contrari denunciano di essere sottoposti ad una pressione senza precedenti. Il deputato David Burrowes, politico Tory noto per le sue posizioni contrarie ai diritti degli omosessuali, ha denunciato pressioni e minacce di morte via email e Twitter se si esprimerà contro la legge. Chris Grayling, ministro della Giustizia, che aveva fatto andare su tutte le furie Cameron per aver appoggiato i prorpietari di un bed and brekfast che difendevano il loro diritto di non dare alloggio ad una coppia gay, è passato a sostenere Cameron. «Dobbiamo proteggere il diritto dell'individuo ad avere una coscienza e alle istituzioni religiose di seguire il loro cammino. Ma questo non significa che lo Stato debba fare lo stesso. Il suo compito è di riconoscere l'impegno di una coppia a vivere insieme e a non giudicare da chi questa coppia sia formata», conclude.
Ma una dura opposizione viene dalla chiesa inglese. La scorsa settimana le chiese anglicana e cattolica di Londra hanno inviato una lettera assicurando che la loro preoccupazione in merito alla legge rimane intatta. Anche il vescovo di Canterbury, Justin Welby, che si era detto favorevole alle unioni civili tra persone dello stesso sesso, ha confermato la sua opposizione. La legge prevede libertà di scegliere se celebrare o meno le nozze omosex per tutte le chiese, compresa quella cattolica che si oppone, mentre resta il divieto per le chiese anglicana e gallese che se cambieranno idea dovranno chiedere al parlamento una modifica della legge.
Nel vecchio continente sta ormai mutando il diritto di famiglia. Se in Francia il Parlamento ha dato un primo via libera alla legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, la riforma inglese arriva dopo i «sì» di Olanda, Belgio, Spagna, Portogallo, Svezia e Norvegia.
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