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il manifesto 2013.02.06 - 11 CULTURA
 
TECNOLOGIA
Microsoft compra la società di computer Dell
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BenOld
Bill Gates ne faceva un punto d'onore. La Microsoft doveva limitare il campo delle sue attività alla produzione di software, lasciando ad altri il compito di produrre i computer che poi avrebbero usato i suoi sistemi operativi o programmi informatici applicativi. Solo così poteva diventare, come poi è accaduto, un leader mondiale nell'high technology. A questo proposito la Microsoft si è attenuta, eccetto il rapporto privilegiato che ha avuto, ed ha, con il produttore di microprocessori Intel e qualche partnership con altre imprese per quanto riguarda telefoni cellulari. Ieri, invece la notizia che da indiscrezione del Wall Street Journal è diventata realtà: Microsoft ha fatto una proposta di acquisto di Dell. Per 24,4 miliardi di dollari la società di Redmond e governata da Steve Ballmer diventerà padrona del terzo produttore mondiale di computer da tavolo e notebook.
È difficile comprendere i motivi che hanno portato la Microsoft ad acquistare Dell. Il punto di forza della società di Redmond è tutt'ora il software e i suoi dirigenti sanno benissimo che vendere computer non porta alti profitti nelle casse di chi li produce. È infatti questo un mercato «saturo», come dicono gli esperti. E altamente competitivo, come dimostrano la spregiudicatezza delle imprese cinesi nell'acquisire, nel recente passato, la divisione computer della Ibm o a sfornare portatili di buona qualità che stanno conquistando posizioni della classifica nelle vendite di personal computer.
Un mercato che ha messo quasi in ginocchio la Dell, società simbolo dell'informatica anni Ottanta e Novanta del Novecento. Fondata in una cittadina vicina a Austin nel Texas è stata l'emblema della trasformazione del Texas, dell'Arizona e del New Mexico in uno dei più importanti poli tecnologici degli Stati Uniti. Allo stesso tempo, Dell è stata una società che per molti anni vendita i computer on-line, assemblandoli così come desiderava il cliente. Una sorta di just in time, elevato alla massima potenza. Questo significava quasi assenza di magazzino e velocità nella consegna per computer venduti a costi ridotti.
Molti parlarono di un modello di business che poteva diventare «universale». Previsione sbagliata, visto che Dell era arrivata quasi al punto di lasciare Wall Street visto che il valore delle sue azioni era arrivato ai minimi termini.
La società texana continuerà ad essere diretta da uno dei fondatori (Michael Dell), che possiede il 16 per cento delle azioni. Per il resto, nulla si sa di cosa vuol farne Microsoft.
 
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