domenica 17 febbraio 2013
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
 
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa
Edizione html
il manifesto 2013.02.07 - 03 LA PAGINA 3
 
Sinistra-centro«Non intendo tradire il patto con gli elettori», assicura il candidato premier. Che però insiste sulla collaborazione con Scelta civica: «Niente di nuovo, lo dico da settimane»
Bersani tra due fuochi: giù le mani dal mio polo
ARTICOLO

ARTICOLO
Monti: «Collaborazione? O me o Vendola». Il leader di Sinistra e libertà: «Il segretario del Pd si assuma la responsabilità di rompere l'alleanza»
Micaela Bongi
«Il mio polo è il mio polo e che nessuno lo tocchi». Costretto a mettere pezze da tutte le parti, dopo l'ultima, risoluta mossa di avvicinamento a Mario Monti che ha messo in ulteriore difficoltà l'alleato Nichi Vendola, il segretario del Pd abbandona le metafore in bersanese. Per assumere un improbabile piglio bonapartista.
L'ennesima apertura di Pier Luigi Bersani a un'alleanza post-elettorale con la formazione del professore, ostentata davanti alla platea tedesca, martedì aveva trovato Monti pronto a raccogliere la palla, pur con tutti i «se» del caso. Il giorno dopo, il presidente del consiglio uscente rilancia: «Immagino che se Bersani è interessato, come ha dichiarato, a una collaborazione con le forze che rappresento, dovrà fare delle scelte all'interno del suo polo». Insomma, molli Vendola e poi se ne parla. Il leader di Sel, a sua volta, trovandosi nell'angolo, era già partito al contrattacco: «Spero che Bersani non si voglia assumere la responsabilità di rompere l'alleanza del centrosinistra». Perché «abbiamo il dovere di governare senza il partito delle élite. L'alleanza è stata sancita dal voto popolare di tre milioni di persone. Abbiamo il dovere di rispettare i nostri elettori e i nostri programmi» e con Monti «ci sono distanze siderali». Insomma, un'alleanza è «fantapolitica» come lo è un Professore «ministro» nel governo Bersani. E il dialogo con Scelta civica e i suoi alleati Fini e Casini, ripete il governatore pugliese - rimproverando tra l'altro a Bersani di non aver lasciato la guida del partito per dedicarsi esclusivamente alla coalizione - è possibile solo sulle riforme istituzionali, per le quali serve una larga maggioranza.
Dal Pd parte dunque una raffica di dichiarazioni volte a rassicurare il leader di Sel sul fatto che l'alleanza non è in discussione. Non significa certo che a questo punto la porta per il Professore è chiusa. Anzi, lo stesso Bersani non si stanca di ripetere - come del resto dice «da settimane», ricorda lui stesso - che dopo il voto una qualche forma di collaborazione con il centro si troverà, «vedremo se per fare le riforme o il governo», dice di mattina a Radio anch'io. Poi la sera, al Tg5, assicura: «Non intendo tradire il patto che ho fatto con i miei elettori».
Ma l'insistenza del segretario del Pd sul dialogo con il Prof deprime sempre più la sua ala sinistra, che nei sondaggi paga pegno in favore della lista Ingroia. E preoccupa anche molti big del Pd, compresi quelli che ritengono inevitabile una collaborazione, e tuttavia riflettono sull'effetto boomerang dell'incessante minuetto tra il leader della coalizione di centrosinistra e il premier uscente, non a caso cavalcato vigorosamente da Silvio Berlusconi e dai suoi, che lanciano lo slogan «voti uno prendi due».
Il leader di Sinistra e libertà prova comunque a volgere in suo favore l'offensiva: «Il voto a Sel è la polizza assicurativa, per gli elettori di sinistra, della non invadenza dell'ipoteca pesante di Monti». A sua volta il Professore ribadisce l'aut aut a Bersani - «o me o Vendola» - per rassicurare l'elettorato moderato. Ma non solo: perché l'ex premier tecnico continua a coltivare l'idea di una grande coalizione che escluda Sel e la Lega, nel caso in cui dalle urne non uscirà una maggioranza per il senato. Ogni cosa a suo tempo, ripete però: di eventuali alleanze si parlerà solo dopo le elezioni. NICHI VENDOLA E PIERLUIGI BERSANI /FOTO EMBLEMA
 
[stampa]
 
 
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah.  Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
 in edicola
sabato 15 diceMbre
 
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
 
 
In edicola
da giovedì 13 dicembre
GANGBANG
40 anni
tradotti in fumetti
 IN VENDITA NELLO STORE
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
PROGRAMMI

 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it