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il manifesto 2013.02.07 - 03 LA PAGINA 3
DARIO FO «Al Quirinale? Non sono così pazzo»
Io, il mio amico Grillo, e quel timido di Casaleggio
ARTICOLO
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«Quelli del Movimento 5 Stelle hanno lo spirito dei primi comuni. Ma l'apertura a CasaPound è stata una stronzata»
Andrea Fabozzi
Non ci sarà un presidente della Repubblica in famiglia, dopo che c'è stata la senatrice Franca Rame. Perché i voti dei parlamentari del Movimento 5 Stelle non basteranno e perché comunque Dario Fo non accetterebbe. «Sono anche pazzo - dice - ma con un minimo di ragione».
Beppe Grillo ha pensato a lei. Siete amici, ma non è uno scherzo: tra qualche giorno potrà contare su un centinaio di voti in parlamento.
È solo una simpatica follia. Naturalmente mi ha fatto piacere, lo considero un gesto di affetto. Conosco Beppe da quarant'anni. Alla mia età, per quanto possa essere forte, non potrei gestire il peso di quella responsabilità. Non mi sento in grado. È divertente che qualcuno l'abbia preso sul serio. Forse visto che la politica è diventata un bailamme comico e grottesco, un po' un circo equestre, hanno pensato che un clown professionista ci starebbe bene.
Lei però ricambia l'affetto ed è un sostenitore di Grillo.
Sono stato con lui diverse volte. Mi hanno fatto una grande impressione i ragazzi che lo seguono. Preparati e seri, hanno un linguaggio finalmente umano e non parlano il politichese. Non puntano a stupire, in questo senso sono l'esatto opposto di Beppe.
Con Grillo e Gianroberto Casaleggio, Dario Fo ha scritto anche un libro - Il grillo canta sempre al tramonto - in uscita la prossima settimana. «Siamo stati assieme un paio di giorni, ci siamo divertiti, poi abbiamo lavorato scambiandoci i testi», racconta. Il modello è la satira di Luciano di Samosata, lo stesso di Leopardi e Laurence Stern. E soprattutto il premio Nobel ha così conosciuto il guru.
Che impressione le ha fatto Casaleggio? Ce lo racconti, visto che non si riesce a intervistarlo.
È un timido, penso sia per questo. L'ho sentito anche poco fa, è preoccupato perché torna fuori quel vecchio incidente di Grillo, quella condanno che io proprio non mi spiego per l'incidente del 1981. Casaleggio è un tipo molto informato, sa tutto della rete e non solo, legge molto.
Diceva che i 5 Stelle le piacciono. Ci trova qualcosa dei movimenti di sinistra che ha conosciuto?
Risalirei un po' più indietro nel tempo, al basso Medio Evo. I 5 Stelle hanno qualcosa dei primi movimenti popolari. Le loro regole di comportamento mi fanno tornare alla mente la nascita dei comuni, quel senso di collettività e il diritto di far parte di una comunità. Non so se è una somiglianza voluta o casuale, dovrebbero metterla un po' più a fuoco.
Intanto riempiono le piazze, e sono gli unici perché i partiti vanno a convegno nei teatri.
Gli altri hanno paura. Preferiscono la televisione e lasciano che sia Grillo ad andare tra la gente.
Veramente sta per andare anche lui in tv. Servirà?
Non lo so, immagina che con Casaleggio l'avranno valutato con grande attenzione. Di certo le ultime mosse sono state geniali. Come questa di prendersi piazza San Giovanni a Roma per il comizio di chiusura. Oppure quella di attraversare a nuoto lo stretto di Messina. Un'impresa eroica, da mito greco. E so bene cosa significa, sono un nuotatore anch'io, da giovane ho fatto la traversata del lago Maggiore. Ma lo stretto è tutt'altra cosa, rischiosissimo, e Beppe si è allenato per mesi. Ha fatto bene, i siciliani sono rimasti sconvolti.
Ha fatto bene anche a invitare quelli di CasaPound nel Movimento, a dire che l'antifascismo non gli compete?
Non ha fatto bene per niente. Diciamo che è stata una leggerezza. Certe volte la stanchezza, l'ubriacatura dopo tanti comizi... Ma questi di CasaPound non deve nemmeno avvicinarli, possono girarla come vogliono, ma io li riconosco. Forse Beppe non li ha riconosciuti, non li conosce, è completamente disinformato. È vero, gli si sono avvicinati con furbizia, ho visto e rivisto il video. Comunque, ha fatto una stronzata.
Non ci sarà un presidente della Repubblica in famiglia, dopo che c'è stata la senatrice Franca Rame. Perché i voti dei parlamentari del Movimento 5 Stelle non basteranno e perché comunque Dario Fo non accetterebbe. «Sono anche pazzo - dice - ma con un minimo di ragione».
Beppe Grillo ha pensato a lei. Siete amici, ma non è uno scherzo: tra qualche giorno potrà contare su un centinaio di voti in parlamento.
È solo una simpatica follia. Naturalmente mi ha fatto piacere, lo considero un gesto di affetto. Conosco Beppe da quarant'anni. Alla mia età, per quanto possa essere forte, non potrei gestire il peso di quella responsabilità. Non mi sento in grado. È divertente che qualcuno l'abbia preso sul serio. Forse visto che la politica è diventata un bailamme comico e grottesco, un po' un circo equestre, hanno pensato che un clown professionista ci starebbe bene.
Lei però ricambia l'affetto ed è un sostenitore di Grillo.
Sono stato con lui diverse volte. Mi hanno fatto una grande impressione i ragazzi che lo seguono. Preparati e seri, hanno un linguaggio finalmente umano e non parlano il politichese. Non puntano a stupire, in questo senso sono l'esatto opposto di Beppe.
Con Grillo e Gianroberto Casaleggio, Dario Fo ha scritto anche un libro - Il grillo canta sempre al tramonto - in uscita la prossima settimana. «Siamo stati assieme un paio di giorni, ci siamo divertiti, poi abbiamo lavorato scambiandoci i testi», racconta. Il modello è la satira di Luciano di Samosata, lo stesso di Leopardi e Laurence Stern. E soprattutto il premio Nobel ha così conosciuto il guru.
Che impressione le ha fatto Casaleggio? Ce lo racconti, visto che non si riesce a intervistarlo.
È un timido, penso sia per questo. L'ho sentito anche poco fa, è preoccupato perché torna fuori quel vecchio incidente di Grillo, quella condanno che io proprio non mi spiego per l'incidente del 1981. Casaleggio è un tipo molto informato, sa tutto della rete e non solo, legge molto.
Diceva che i 5 Stelle le piacciono. Ci trova qualcosa dei movimenti di sinistra che ha conosciuto?
Risalirei un po' più indietro nel tempo, al basso Medio Evo. I 5 Stelle hanno qualcosa dei primi movimenti popolari. Le loro regole di comportamento mi fanno tornare alla mente la nascita dei comuni, quel senso di collettività e il diritto di far parte di una comunità. Non so se è una somiglianza voluta o casuale, dovrebbero metterla un po' più a fuoco.
Intanto riempiono le piazze, e sono gli unici perché i partiti vanno a convegno nei teatri.
Gli altri hanno paura. Preferiscono la televisione e lasciano che sia Grillo ad andare tra la gente.
Veramente sta per andare anche lui in tv. Servirà?
Non lo so, immagina che con Casaleggio l'avranno valutato con grande attenzione. Di certo le ultime mosse sono state geniali. Come questa di prendersi piazza San Giovanni a Roma per il comizio di chiusura. Oppure quella di attraversare a nuoto lo stretto di Messina. Un'impresa eroica, da mito greco. E so bene cosa significa, sono un nuotatore anch'io, da giovane ho fatto la traversata del lago Maggiore. Ma lo stretto è tutt'altra cosa, rischiosissimo, e Beppe si è allenato per mesi. Ha fatto bene, i siciliani sono rimasti sconvolti.
Ha fatto bene anche a invitare quelli di CasaPound nel Movimento, a dire che l'antifascismo non gli compete?
Non ha fatto bene per niente. Diciamo che è stata una leggerezza. Certe volte la stanchezza, l'ubriacatura dopo tanti comizi... Ma questi di CasaPound non deve nemmeno avvicinarli, possono girarla come vogliono, ma io li riconosco. Forse Beppe non li ha riconosciuti, non li conosce, è completamente disinformato. È vero, gli si sono avvicinati con furbizia, ho visto e rivisto il video. Comunque, ha fatto una stronzata.
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