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il manifesto 2013.02.12 - 04 LA PAGINA 3
 
LE GAFFE
Teologia progressista, Islam e preservativi i tre nemici del papa
ARTICOLO

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Geraldina Colotti
Finissimo intellettuale, ma pessimo politico. Benedetto XVI sarà ricordato anche così, per le crisi provocate nel sud del mondo dalle sue controverse dichiarazioni. La prima «gaffe» risale al 12 settembre 2006, quando il pontefice pronuncia un discorso sull'islam, a Ratisbona. Una citazione dell'imperatore bizantino Manuele II Paleologo (1350-1425) viene considerata un'offesa all'islam e ai musulmani e provoca violenze e proteste in Africa e nel mondo arabo. Dappertutto, i leader musulmani richiedono le scuse e minacciano di ritirare gli ambasciatori dal Vaticano: le parole del papa - affermano - rafforzano pericolosamente una immagine falsa e distorta dell'islam.
Nel marzo 2009, Ratzinger è sull'aereo che lo porta in Camerun e conversa con i giornalisti sugli obiettivi del suo viaggio in Africa. Un cronista francese gli rivolge una domanda sull'Aids, e il papa risponde che la distribuzione dei preservativi aggrava il problema, non lo risolve. Al Parlamento europeo, una mozione di censura del pontefice totalizza 119 voti. Spagna, Francia e Germania gli chiedono di scusarsi. Il Belgio vota una mozione di censura nei confronti delle sue dichiarazioni e provoca una crisi diplomatica con il Vaticano. Un gruppo di teologhe e teologi dell'associazione spagnola Giovanni XXIII non esita a invitare «un papa che non ha né l'età né la mentalità per rispondere alle sfide che affronta la chiesa» a dimettersi. Secondo l'associazione - che conta nomi prestigiosi quali Juan José Tamayo e José Maria Castillo -, non solo il pontificato di Joseph Ratzinger ha portato alla paralisi del programma di riforma del Concilio Vaticano II, ma «è andato nella direzione opposta: ritornando a posizioni contrarie allo stesso Concilio o interpretandolo in modo conservatore».
Un indirizzo evidente nelle politichedel Vaticano in America latina, già esplicitato da Giovanni Paolo II, avverso alla Teologia della liberazione che ha costeggiato e affiancato il cammino del marxismo nel sud del mondo. Ratzinger effettua due visite in America latina, dove si trova il 42% della popolazione cattolica di tutto il mondo: la prima a maggio del 2007 per assistere all'Assemblea generale della conferenza episcopale dell'America latina e dei caraibi (Celam), che si tiene ad Aparencia, in Brasile. In quell'occasione nega che la religione cattolica sia stata imposta con la forza ai popoli originari americani. Laici e religiosi gli ricordano le atrocità commesse dai conquistadores in nome della fede. Nel marzo 2012 visita il Messico e Cuba, dove commemora la prima storica visita del suo predecessore (nel '98). «Ratzinger è stato l'esecutore per conto di Wojtyla della repressione del pensiero teologico e delle teorie portate avanti durante il Concilio Vaticano II», ha detto ieri Giovanni Battista Franzoni, ex sacerdote espulso nel '76 per il suo appoggio al Partito comunista.
 
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