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il manifesto 2013.02.12 - 04 LA PAGINA 3
 
LA BATTAGLIA D'EUROPA
In Germania 300mila fedeli in meno per gli abusi sessuali
ARTICOLO - Anna Maria Merlo PARIGI

ARTICOLO - Anna Maria Merlo PARIGI
PARIGI
Stupore e rispetto da parte dei potenti, critiche aperte da parte di associazioni di cittadini, sono i due poli delle reazioni europee all'annuncio delle dimissioni del papa.
In Germania, paese natale di Benedetto XVI, Angela Merkel ha espresso «il più grande rispetto» per la decisione e ha definito Benedetto XVI «uno dei più grandi pensatori religiosi della nostra epoca». «Se il papa stesso, dopo matura riflessione, è arrivato alla conclusione che le sue forze non sono più sufficienti per esercitare la funzione, questo suscita il mio più grande rispetto», ha affermato la cancelliera (che è protestante). Il cattolicesimo in Germania ha vissuto una forte crisi a causa degli scandali di pedofilia che hanno coinvolto i preti e per le posizioni molto conservatrici del papa, dal contestato discorso di Ratisbona sull'islam fino alle prese di distanza con i protestanti. In Germania, circa 300mila cattolici hanno abbandonato la chiesa tra il 2010 e il 2011 e sono altrettante tasse in meno a favore della chiesa.
Anche in Francia per François Hollande la scelta del papa è «una decisione umana, legata a una volontà che deve essere rispettata». Nel paese della «laicità», dove oggi all'Assemblea c'è il voto solenne sul matrimonio per gli omosessuali, il presidente francese, ha tenuto a ricordare di non avere «un commento particolare da fare su questa decisione, la Repubblica saluta il papa ma non ha da fare ulteriori commenti su una questione che appartiene solo alla chiesa». Qualche politico che rivendica l'appartenenza al mondo cattolico ha commentato ufficialmente. Tra questi, il centrista François Bayrou, che ha parlato di «gesto responsabile, molto coraggioso», che «apre una nuova epoca nella vita della chiesa». Per il cardinale di Parigi, monsignor Vingt-Trois, si tratta di «una decisione lucida e coraggiosa».
In Gran Bretagna, David Cameron ha affermato che Benedetto XVI «mancherà come capo spirituale a milioni di persone» e ha ricordato che il papa ha «lavorato assiduamente a rafforzare le relazioni tra Gran Bretagna e Santa sede»: difatti è stato il primo papa a fare il primo viaggio di stato oltre Manica, nel settembre 2010. Il nuovo arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, capo spirituale degli anglicani, ha affermato di avere «il cuore pesante», pur comprendendo «totalmente» la decisione. A Londra le dimissioni hanno fatto scatenare i bookmaker, che prevedono un braccio di ferro Africa-Italia per il successore di Benedetto XVI. In testa arriva il nigeriano Francis Arinze, dato a 2,9, seguito dal ghaniano Peter Turkson (3,25) e dal canadese Marc Ouellet (6). Il primo italiano è Angelo Scola, dato a 8, seguito da Tarcisio Bertone.
Il mondo politico in Spagna invece ha tardato a reagire, mentre il quotidiano El Pais ha messo in luce la figura del «grande inquisitore», molto conservatore. In Irlanda, il portavoce dell'associazione di vittime di sevizie da parte dei preti, John Kelly, ha accusato il papa, che «ha avuto una grande occasione di reagire a decenni di sevizie nella chiesa cattolica, ha promesso molto, ma non ha fatto nulla». In Olanda, Coc, la più antica associazione omosessuale, ha affermato di non provare «nessuna tristezza» per le dimissioni e si augura che il prossimo papa mostri «maggiore bontà» verso i gay.
 
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