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il manifesto 2013.02.12 - 06 POLITICA & SOCIETÀ
 
FECONDAZIONE ASSISTITA La Corte europea dei diritti dell'uomo conferma la bocciatura della legge 40
Strasburgo respinge il governo
ARTICOLO - Micaela Bongi

ARTICOLO - Micaela Bongi
I giudici: la diagnosi preimpianto va consentita. Pd, Sel e Idv: «Ora una nuova legge»
Micaela Bongi
Il ricorso presentato dal governo italiano nel novembre scorso torna al mittente. Respinto dalla Corte europea dei diritti dell'uomo che il 28 agosto 2012 aveva bocciato gli articoli 4 e 13 della legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita. Quello che consente l'accesso alle tecniche solo alle coppie sterili o infertili o nel caso in cui l'uomo sia colpito da una malattia virale trasmissibile per via sessuale, e quello che vieta la diagnosi preimpianto.
La Corte di Strasburgo aveva accolto il ricorso di Rosetta Costa e Walter Pavan - portatori sani di fibrosi cistica e già con un figlio malato - condannando l'Italia per violazione dell'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti umani sul rispetto per la vita privata e familiare di ciascuno. Il ministro della salute Renato Balduzzi aveva subito annunciato che il governo avrebbe chiesto il riesame della sentenza da parte della Grande Chambre, e così fu. Perché, aveva argomentato palazzo Chigi, la coppia si sarebbe rivolta a Strasburgo «senza aver prima esperito - come richiede la Convenzione - tutte le vie di ricorso interne» e a sua volta la Corte non avrebbe rispettato «la regola del previo esaurimento dei ricorsi interni, ritenendo che il sistema giudiziario italiano non offrisse sufficienti garanzie».
Ma ieri, appunto, la richiesta di riesame è stata respinta. Per gli avvocati Filomena Gallo e Nicolò Paoletti, rispettivamente segretario dell'associazione Luca Coscioni e difensore della coppia Costa-Pavan, si tratta di «una vittoria della cultura laica e un'affermazione dei diritti delle persone che vorrebbero avere un figlio».
I giudici di Strasburgo rendono infatti definitiva la sentenza emessa in agosto. Quando la Corte ha sancito «l'incoerenza del sistema legislativo italiano in materia di diagnosi preimpianto»: da una parte la legge 40 del 2004, l'obbrobrio giuridico che l'allora governo Berlusconi aveva voluto regalare alle gerarchie ecclesiastiche e che il referendum del 2005 - vinto dal fronte dell'astensione capeggiato dall'ex capo della Cei Camillo Ruini - non era riuscito a scalfire. Una legge che, appunto, vieta la diagnosi preimpianto e l'impianto dei soli embrioni non affetti da gravi patologie genetiche. Dall'altra, la legge 194 , che autorizza l'interruzione di gravidanza se il feto risulta afflitto da quelle stesse patologie. Secondo uno studio condotto dalla Corte di Strasburgo, l'Italia rimane uno dei pochissimi paesi, assieme all'Austria e alla Svizzera (che dovrebbe presto cambiare la legge) a vietare la diagnosi preimpianto.
«Sono stati risolti i dubbi del ministro Balduzzi. Strasburgo boccia il suo ricorso, la legge 40 è da riscrivere», commenta il sentore del Pd Ignazio Marino. «Speriamo che il prossimo parlamento possa farsi quanto prima carico della soluzione di un problema così importante», aggiunge Vittoria Franco, anche lei Pd. E Nichi Vendola incalza: «Ora dal governo di centrosinistra una nuova legge di civiltà, moderna, giusta, umana». Per il responsabile sanità dell'Idv Antonio Palagiano, il governo italiano «ha perso un'altra occasione per fare una bella figura». Ma Eugenia Roccella, del Pdl, una delle animatrici del Family day, non demorde. E chiede a Balduzzi di emanare in extremis le linee guida sulla legge 40 che erano state elaborate dal governo Berlusconi e «tenute nel cassetto per un intero anno».
Anche Ivan Scalfarotto, Pd, chiede a Monti di battere un colpo, ma non nel senso sollecitato da Roccella: «Il presidente e la sua lista chiariscano: vogliono tenere un profilo di laicità e tutela dei cittadini, come indicato dalle sentenze europee, o prendere posizioni come quella che ha portato alla presentazione del ricorso?». Per il momento, il Professore non si esprime. SEGGIO PER IL REFERENDUM SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA NEL 2005 /FOTO EIDON SOTTO FOTO BIAGIANTI
 
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