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il manifesto 2013.02.12 - 06 POLITICA & SOCIETÀ
LAZIO Contestato il candidato alle regionali di Rivoluzione Civile
Casa Pound irrompe al comizio Ruotolo: «Mi hanno minacciato»
ARTICOLO - Roberto Ciccarelli
ARTICOLO - Roberto Ciccarelli
Roberto Ciccarelli ROMA ROMA
Sandro Ruotolo, candidato alla presidenza della Regione Lazio per Rivoluzione Civile, è stato contestato ieri da una decina di militanti di Casapound (Cpi) durante un incontro nella sala Neruda di Civita Castellana (Viterbo).
«Mi hanno minacciato e insultato - ha detto Ruotolo - Sono volate le sedie, hanno acceso un fumogeno all'ingresso dell'edificio poi sono fuggiti». Il giornalista è entrato nel mirino di Cpi da quando si è rifiutato di stringere la mano a Simone Di Stefano, candidato dei «fascisti del terzo millennio» alla regione, dopo una recente tribuna elettorale in Tv. Ruotolo ha spiegato il suo gesto ricordando le offese omofobe contro Nichi Vendola apparse sul profilo facebook di un candidato Cpi al IV municipio di Roma.
«Resto orgogliosamente antifascista - ha ribadito- Non c'è dialogo con chi offende e insulta e con chi, addirittura, com'è successo in un'intercettazione, minaccia di violentare una ragazza perché è ebrea». Ruotolo si riferisce alle indagini del Gip napoletano Raffaele Cananzi sugli esponenti napoletani di Cpi e di altre sigle neo-fasciste accusati di «associazione con finalità di eversione dell'ordine democratico».
Dalle foto postate da Rivoluzione Civile si vede un gruppo di una decina di persone, quasi tutte calzano un cappello, uno ha un megafono, altri reggono uno striscione. Secondo alcune testimonianze sarebbero stati lanciati alcuni fumogeni fuori dalla sala. I manifestanti avrebbero usato anche delle trombe. Per Ruotolo, questa incursione «è una minaccia allo svolgimento democratico della campagna elettorale».
Il presidente di Rivoluzione Civile Antonio Ingroia ha chiesto l'intervento del ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri e ha lanciato un appello per garantire «la libertà di partecipare a una campagna elettorale già fin troppo aggressiva e violenta nei toni». Solidarietà a Ruotolo è stata espressa dal presidente della Camera Gianfranco Fini, da Paolo Ferrero (Rifondazione Comunista) e Antonio Di Pietro (Idv) che parla di «un'aggressione vile e inaccettabile». Casapound minimizza e definisce quella di Civita Castellana una «goliardica contestazione all'"antidemocratico" Ruotolo» che sarebbe un politico «maleducato». Diversamente da lui, il candidato Pd alla regione Lazio, Nicola Zingaretti, e l'esponente della «Destra» Francesco Storace, l'hanno e questo, ad avviso di Cpi, li renderebbe più «educati».
«L'antifascismo è elemento fondante della democrazia italiana ed è inaccettabile che Casa Pound spacci la sua bravata con una lezione di comportamento democratico» taglia corto il candidato indipendente a sindaco di Roma Sandro Medici.
«Chissà se Grillo sarà ancora ecumenico e dialogante con i militanti di Casa Pound dopo un episodio così grave» si domanda Giovanni Favia, il dissidente grillino ora candidato per Rivoluzione Civile.
Sandro Ruotolo, candidato alla presidenza della Regione Lazio per Rivoluzione Civile, è stato contestato ieri da una decina di militanti di Casapound (Cpi) durante un incontro nella sala Neruda di Civita Castellana (Viterbo).
«Mi hanno minacciato e insultato - ha detto Ruotolo - Sono volate le sedie, hanno acceso un fumogeno all'ingresso dell'edificio poi sono fuggiti». Il giornalista è entrato nel mirino di Cpi da quando si è rifiutato di stringere la mano a Simone Di Stefano, candidato dei «fascisti del terzo millennio» alla regione, dopo una recente tribuna elettorale in Tv. Ruotolo ha spiegato il suo gesto ricordando le offese omofobe contro Nichi Vendola apparse sul profilo facebook di un candidato Cpi al IV municipio di Roma.
«Resto orgogliosamente antifascista - ha ribadito- Non c'è dialogo con chi offende e insulta e con chi, addirittura, com'è successo in un'intercettazione, minaccia di violentare una ragazza perché è ebrea». Ruotolo si riferisce alle indagini del Gip napoletano Raffaele Cananzi sugli esponenti napoletani di Cpi e di altre sigle neo-fasciste accusati di «associazione con finalità di eversione dell'ordine democratico».
Dalle foto postate da Rivoluzione Civile si vede un gruppo di una decina di persone, quasi tutte calzano un cappello, uno ha un megafono, altri reggono uno striscione. Secondo alcune testimonianze sarebbero stati lanciati alcuni fumogeni fuori dalla sala. I manifestanti avrebbero usato anche delle trombe. Per Ruotolo, questa incursione «è una minaccia allo svolgimento democratico della campagna elettorale».
Il presidente di Rivoluzione Civile Antonio Ingroia ha chiesto l'intervento del ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri e ha lanciato un appello per garantire «la libertà di partecipare a una campagna elettorale già fin troppo aggressiva e violenta nei toni». Solidarietà a Ruotolo è stata espressa dal presidente della Camera Gianfranco Fini, da Paolo Ferrero (Rifondazione Comunista) e Antonio Di Pietro (Idv) che parla di «un'aggressione vile e inaccettabile». Casapound minimizza e definisce quella di Civita Castellana una «goliardica contestazione all'"antidemocratico" Ruotolo» che sarebbe un politico «maleducato». Diversamente da lui, il candidato Pd alla regione Lazio, Nicola Zingaretti, e l'esponente della «Destra» Francesco Storace, l'hanno e questo, ad avviso di Cpi, li renderebbe più «educati».
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