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il manifesto 2013.02.12 - 16 STORIE
 
Lo scandalo alimentare / IN GRAN BRETAGNA E FRANCIA
Lasagne al ragù con carne «fake»: era cavallo spacciato per manzo
ARTICOLO - Anna Maria Merlo

ARTICOLO - Anna Maria Merlo
Una complessa filiera porta dalla Findus fino ai macelli rumeni, dove la carne degli equini costa meno di quella di vitello
Anna Maria Merlo PARIGI PARIGI
L'Europa della truffa è la politica comune che funziona meglio. Lo ha messo in luce lo scandalo della carne di cavallo nelle lasagne surgelate, vendute con l'etichetta «puro manzo», scoppiato in Gran Bretagna lo scorso week end. In poche ore, è stato levato un velo sui danni collaterali sulla qualità dei prodotti messi in commercio nell'era della mondializzazione e del mercato unico europeo.
La frode sulla carne di cavallo fatta passare per carne di bue è stata scoperta nel Regno Unito, dove c'è stata una vera e propria levata di scudi non solo per la truffa ma anche perché i britannici non mangiano cavallo. La carne di cavallo era stata macellata in Romania, dove esistono 25 macelli specializzati in equini (lì è una carne che costa meno di quella di manzo, vista la grande quantità di cavalli mandati al macello). Questa carne era poi stata importata dalla società francese Spanghero, di proprietà della cooperativa basca Lur Berri e parte della holding Poujol, che l'aveva però comprata da un trader cipriota, che, a sua volta, aveva subappaltato l'ordinazione a un broker olandese. Spanghero ha rivenduto la merce alla francese Comigel, società di Metz (Mosella), che ha fatto confezionare le lasagne incriminate nella sua fabbrica situata in Lussemburgo.
La svedese Findus, che subappalta alla Comigel la produzione di piatti fatti congelati (non solo lasagne, ma anche cannelloni, «spaghetti bolognese», moussaka greca etc.) ha poi venduto il prodotto in vari paesi europei. Le lasagne surgelate, non solo di marca Findus, sono state ritirate dalla vendita in Gran Bretagna, ma anche in Francia.
Dove è avvenuta la frode? Di chi è la responsabilità? Perché i controlli non hanno funzionato? Una mafia della carne potrebbe essere dietro questa brutta storia. Ogni protagonista, da Findus ai rumeni, scarica la responsabilità sugli altri. Ci sono state ieri delle denunce incrociate, tutti affermano di essere stati imbrogliati. Il leader contadino europarlamentare José Bové ha messo in causa la «logica finanziaria» che domina in questo mercato. «Gli intermediari sapevano benissimo come fare soldi», afferma Bové.
Il sottosegretario francese al consumo, Benoît Hamon, sostiene che con l'operazione carne di cavallo gli intermediari hanno potuto incassare fino a 300 mila euro solo cambiando le etichette sui surgelati. Anche la Commissione Ue, che dovrebbe vegliare al buon funzionamento del mercato interno, se ne lava le mani. Dal 2004 è in vigore il «pacchetto igiene», che per risparmiare si basa soprattutto sull'autocontrollo dei produttori a ogni livello del processo di produzione. Ogni nazione ha poi dei controlli sanitari, ma che si preoccupano soprattutto di controllare i prodotti provenienti da fuori Ue. E recentemente, per risparmiare, la Commissione ha proposto di trasferire una parte dei controlli ufficiali ai singoli macelli (privati). In Francia, tra l'altro, a causa dell'austerità, i funzionari addetti ai controlli sono diminuiti del 12% (da 5200 nel 2007 agli attuali 4579).
 
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