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il manifesto 2013.02.13 - 02 LA PAGINA 3
Finmeccanica decapitata
ARTICOLO - Marika Manti MILANO
ARTICOLO - Marika Manti MILANO
Arrestati con l'accusa di corruzione internazionale il presidente e amministratore delegato Giuseppe Orsi e l'ad di Agusta Westland Bruno Spagnolini
MILANO
Questa campagna elettorale è segnata dalla crisi dei centri di potere del capitalismo italiano. Mentre i politici si azzuffano in cerca di voti, non passa giorno senza che i vertici del sistema finanziario e industriale italiano vengano scossi da inchieste della magistratura sempre più gravi. Dopo lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena, è stato il turno di Paolo Scaroni. L'ad di Eni - la maggiore impresa italiana partecipata al 30% dallo stato - settimana scorsa è stato indagato per corruzione internazionale, coinvolto, secondo gli inquirenti, in un giro di tangenti da 200 milioni di euro per ottenere una commissione da 11 miliardi di dollari in Algeria.
Ieri un altro durissimo colpo. E' stato arrestato Giuseppe Orsi, amministratore delegato e presidente di Finmeccanica. Anche lui è accusato di corruzione internazionale. Sarebbe coinvolto in un giro di tangenti da 51 milioni di euro pagate per favorire la vendita per oltre 550 milioni di 12 elicotteri all'esercito indiano nel periodo in cui Orsi era ad di Agusta Westland, controllata di Finmeccanica. Agli arresti domiciliari anche l'attuale ad di Agusta, Bruno Spagnolini. Mentre è stata chiesta l'estradizione per i due intermediari residenti a Lugano, Guido Haschke e Carlo Gerosa. Inoltre i carabinieri del Noe hanno effettuato perquisizioni nell'abitazione di Orsi a Sesto Calende (Varese), nella sede di Agusta Westland a Cascina Costa di Samarate (Varese) e negli uffici di Finmeccanica in piazza San Babila a Milano.
Secondo il gip Luca Labianca - che ha firmato l'ordinanza di arresto su richiesta del procuratore di Busto Arsizio Eugenio Fusco - i provvedimenti di custodia cautelare sono stati spiccati perché esistono gravi rischi di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. Per gli inquirenti Orsi e Spagnolini «sembrano essere consueti al pagamento di tangenti» fino al punto di farne una sorta di «filosofia aziendale». A comprovarlo anche un'intercettazione in cui Orsi rivela il suo disincanto per la «pratica tangentizia» e il «suo convincimento che la stessa sia una fattore naturale della pratica aziendale». Come dire che per chi fa affari, soprattutto in paesi esteri come l'India, la tangente è uno strumento di lavoro quotidiano. Ma non solo. Il gip nell'ordinanza sottolinea altre due circostanze inquietanti che la dicono lunga sul potere di Orsi e sulla sua capacità di influenza in Italia. In particolare, avrebbe fatto di tutto per tentare di sfilare l'inchiesta al pm Fusco facendo pressioni sul Consiglio superiore della magistratura. E premeva anche sui giornali per ottenere una campagna di stampa a suo favore, anche telefonando al presidente di Confindustria Squinzi (vedi articolo sotto). Per finire il gip scrive che la condotta di Orsi avrebbe imbarazzato anche il governo Monti che però ha deciso di lasciarlo al suo posto. E per questo ora si deve difendere dalle accuse di inazione.
Ce n'è quanto basta per far tremare dalle fondamenta tutto il sistema di potere italiano. L'inchiesta era stata avviata dalla procura di Napoli, dai pm Piscitelli e Woodcock. Venne trasferita per competenza a Busto Arsizio con un intervento della Cassazione proprio su richiesta di Orsi. Nel novembre del 2011 Lorenzo Borgogni, ex responsabile relazioni esterne di Agusta, rivelò proprio ai pm di Napoli l'esistenza di una tangente a favore della Lega e di Comunione e Liberazione. Parlò del pagamento da parte di Orsi di 10 milioni recuperati proprio dall'affare degli elicotteri venduti in India, per ottenere il loro appoggio nella sua nomina al vertice di Finmeccanica. Cosa che poi avvenne. Lo scorso novembre, ai magistrati di Busto Arsizio, Giuseppe Zampini, ad di Ansaldo Energia, un'altra controllata di Finmeccanica, ha confermato che la nomina di Orsi fu spinta dall'allora ministro Tremonti e dai dirigenti leghisti. E sull'utenza di Orsi sono state intercettate diverse telefonate con esponenti leghisti. Nelle ordinanze di ieri, però, non c'è traccia di quella tangente. Ma il sospetto da parte di molti rimane, tanto che Maroni è costretto a dinfendersi e minaccia querele per chiunque «faccia insinuazioni».
La storia delle inchieste e dei sospetti che hanno colpito Finmeccanica è molto complessa e va ben oltre la vicenda degli elicotteri in India. L'ex ad Pierfrancesco Guarguaglini si dimise dopo essere stato coinvolto e prosciolto dalle accuse nella vicenda sugli appalti dell'Enav. Orsi, inoltre, aveva spesso contatti con Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior e rappresentante italiano di Banca Santander, la stessa banca che ha venduto per una cifra astronomica Antonveneta al Monte dei Paschi di Siena (com'è piccolo il mondo del capitale italiano). I due, intercettati in un ristorante romano, parlano di false consulenze date all'ex moglie di Vittorio Grilli, vice ministro all'economia del governo Monti, lo stesso governo che non solo non ha sotituito Orsi ma l'ha nominato presidente. Ma soprattuto le inchieste che riguardano Finmeccanica sono ramificate in tutto il mondo: dall'America latina dove sono al vaglio degli inquirenti i contatti dell'ex direttore de L'Avanti Valter Lavitola, alla Russia di Putin, alle forniture in Brasile su cui indaga la procura di Napoli e dove spunta il nome dell'ex ministro Claudio Scajola.
In gioco non c'è solo un enorme giro di soldi, ma anche l'industria italiana e i suoi programmi per il futuro. Finmeccanica è la seconda azienda industriale italiana dopo la Fiat, ha 69 mila dipendenti e 17 miliardi di fatturato. Opera nei settori aerospaziali e della difesa, ma anche nell'energia e nei trasporti. Orsi puntava soprattutto sulle produzioni destinate alla difesa, sacrificando il reparto civile. E su questo basava il rilancio di un'azienda che negli ultimi anni ha chiuso il bilancio in rosso. Adesso quell'ipotesi di rilancio è sempre più difficile. Ieri Finmeccanica è crollata in borsa (-7,31%), e la Cgil chiede che sia commissariata nell'interesse dei lavoratori e del paese.
Il capitaleDopo Eni e Mps, un altro colosso italiano è travolto dalle inchieste. Aleggia come
un fantasma l'ipotesi di una tangente da 10 milioni alla Lega. Maroni minaccia querele: «Non c'entriamo»
Questa campagna elettorale è segnata dalla crisi dei centri di potere del capitalismo italiano. Mentre i politici si azzuffano in cerca di voti, non passa giorno senza che i vertici del sistema finanziario e industriale italiano vengano scossi da inchieste della magistratura sempre più gravi. Dopo lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena, è stato il turno di Paolo Scaroni. L'ad di Eni - la maggiore impresa italiana partecipata al 30% dallo stato - settimana scorsa è stato indagato per corruzione internazionale, coinvolto, secondo gli inquirenti, in un giro di tangenti da 200 milioni di euro per ottenere una commissione da 11 miliardi di dollari in Algeria.
Ieri un altro durissimo colpo. E' stato arrestato Giuseppe Orsi, amministratore delegato e presidente di Finmeccanica. Anche lui è accusato di corruzione internazionale. Sarebbe coinvolto in un giro di tangenti da 51 milioni di euro pagate per favorire la vendita per oltre 550 milioni di 12 elicotteri all'esercito indiano nel periodo in cui Orsi era ad di Agusta Westland, controllata di Finmeccanica. Agli arresti domiciliari anche l'attuale ad di Agusta, Bruno Spagnolini. Mentre è stata chiesta l'estradizione per i due intermediari residenti a Lugano, Guido Haschke e Carlo Gerosa. Inoltre i carabinieri del Noe hanno effettuato perquisizioni nell'abitazione di Orsi a Sesto Calende (Varese), nella sede di Agusta Westland a Cascina Costa di Samarate (Varese) e negli uffici di Finmeccanica in piazza San Babila a Milano.
Secondo il gip Luca Labianca - che ha firmato l'ordinanza di arresto su richiesta del procuratore di Busto Arsizio Eugenio Fusco - i provvedimenti di custodia cautelare sono stati spiccati perché esistono gravi rischi di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. Per gli inquirenti Orsi e Spagnolini «sembrano essere consueti al pagamento di tangenti» fino al punto di farne una sorta di «filosofia aziendale». A comprovarlo anche un'intercettazione in cui Orsi rivela il suo disincanto per la «pratica tangentizia» e il «suo convincimento che la stessa sia una fattore naturale della pratica aziendale». Come dire che per chi fa affari, soprattutto in paesi esteri come l'India, la tangente è uno strumento di lavoro quotidiano. Ma non solo. Il gip nell'ordinanza sottolinea altre due circostanze inquietanti che la dicono lunga sul potere di Orsi e sulla sua capacità di influenza in Italia. In particolare, avrebbe fatto di tutto per tentare di sfilare l'inchiesta al pm Fusco facendo pressioni sul Consiglio superiore della magistratura. E premeva anche sui giornali per ottenere una campagna di stampa a suo favore, anche telefonando al presidente di Confindustria Squinzi (vedi articolo sotto). Per finire il gip scrive che la condotta di Orsi avrebbe imbarazzato anche il governo Monti che però ha deciso di lasciarlo al suo posto. E per questo ora si deve difendere dalle accuse di inazione.
Ce n'è quanto basta per far tremare dalle fondamenta tutto il sistema di potere italiano. L'inchiesta era stata avviata dalla procura di Napoli, dai pm Piscitelli e Woodcock. Venne trasferita per competenza a Busto Arsizio con un intervento della Cassazione proprio su richiesta di Orsi. Nel novembre del 2011 Lorenzo Borgogni, ex responsabile relazioni esterne di Agusta, rivelò proprio ai pm di Napoli l'esistenza di una tangente a favore della Lega e di Comunione e Liberazione. Parlò del pagamento da parte di Orsi di 10 milioni recuperati proprio dall'affare degli elicotteri venduti in India, per ottenere il loro appoggio nella sua nomina al vertice di Finmeccanica. Cosa che poi avvenne. Lo scorso novembre, ai magistrati di Busto Arsizio, Giuseppe Zampini, ad di Ansaldo Energia, un'altra controllata di Finmeccanica, ha confermato che la nomina di Orsi fu spinta dall'allora ministro Tremonti e dai dirigenti leghisti. E sull'utenza di Orsi sono state intercettate diverse telefonate con esponenti leghisti. Nelle ordinanze di ieri, però, non c'è traccia di quella tangente. Ma il sospetto da parte di molti rimane, tanto che Maroni è costretto a dinfendersi e minaccia querele per chiunque «faccia insinuazioni».
La storia delle inchieste e dei sospetti che hanno colpito Finmeccanica è molto complessa e va ben oltre la vicenda degli elicotteri in India. L'ex ad Pierfrancesco Guarguaglini si dimise dopo essere stato coinvolto e prosciolto dalle accuse nella vicenda sugli appalti dell'Enav. Orsi, inoltre, aveva spesso contatti con Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior e rappresentante italiano di Banca Santander, la stessa banca che ha venduto per una cifra astronomica Antonveneta al Monte dei Paschi di Siena (com'è piccolo il mondo del capitale italiano). I due, intercettati in un ristorante romano, parlano di false consulenze date all'ex moglie di Vittorio Grilli, vice ministro all'economia del governo Monti, lo stesso governo che non solo non ha sotituito Orsi ma l'ha nominato presidente. Ma soprattuto le inchieste che riguardano Finmeccanica sono ramificate in tutto il mondo: dall'America latina dove sono al vaglio degli inquirenti i contatti dell'ex direttore de L'Avanti Valter Lavitola, alla Russia di Putin, alle forniture in Brasile su cui indaga la procura di Napoli e dove spunta il nome dell'ex ministro Claudio Scajola.
In gioco non c'è solo un enorme giro di soldi, ma anche l'industria italiana e i suoi programmi per il futuro. Finmeccanica è la seconda azienda industriale italiana dopo la Fiat, ha 69 mila dipendenti e 17 miliardi di fatturato. Opera nei settori aerospaziali e della difesa, ma anche nell'energia e nei trasporti. Orsi puntava soprattutto sulle produzioni destinate alla difesa, sacrificando il reparto civile. E su questo basava il rilancio di un'azienda che negli ultimi anni ha chiuso il bilancio in rosso. Adesso quell'ipotesi di rilancio è sempre più difficile. Ieri Finmeccanica è crollata in borsa (-7,31%), e la Cgil chiede che sia commissariata nell'interesse dei lavoratori e del paese.
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Il capitaleDopo Eni e Mps, un altro colosso italiano è travolto dalle inchieste. Aleggia come
un fantasma l'ipotesi di una tangente da 10 milioni alla Lega. Maroni minaccia querele: «Non c'entriamo»
Foto: IL PRESIDENTE DI FINMECCANICA GIUSEPPE ORSI A BORDO DELL'AGUSTA /FOTO LUIGI MISTRULLI - EMBLEMA
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
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