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il manifesto 2013.02.13 - 03 LA PAGINA 3
 
DIFESA I dati di «Taglia le ali alle armi»
F35, bluff dei posti di lavoro
ARTICOLO

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«Una truffa sotto ogni aspetto, anche quello dei 10.000 posti di lavoro, compreso l'indotto, che non ha nessun appiglio alla realtà». Le associazioni pacifiste, riunite nella campagna «Taglia le ali alle armi», bocciano l'acquisto dei caccia F35 anche sul versante occupazionale tanto sbandierato da governo e vertici militari.
Dal 2003 al 2012 abbiamo già sborsato, senza che la produzione sia stata avviata, oltre 1.900 milioni di euro, ma i costi continuano a lievitare, sono stati rilevati diversi problemi tecnici, l'avanzamento del programma è in forte ritardo e molti Paesi si sono ritirati dal programma d'acquisto, ma l'Italia prosegue dritta nella sua impresa spericolata promettendo posti di lavoro. Ed è qui che il dossier presentato da Rete disarmo, Sbilanciamoci! e Tavola della pace, ricco di cifre sull'insostenibilità economica dei 90 Joint Strike Fighter, interviene con precisione confutando i dati sul reale impatto lavorativo dell'attività industriale italiana negli impianti di Cameri. «La Difesa - si legge nel rapporto - continua a rilanciare 10.000 posti di lavoro, non considerando che la stessa Finmeccanica è passata da una stima di 3-4.000 addetti a una più realistica di circa 2.000, vicina a stime sindacali che si attestano poco sopra le 1.000 unità».
Un altro punto dolente su cui si concentra il dossier è quello dei ritorni industriali: «La Difesa favoleggia del 100% di ritorni, nella realtà - sottolineano i pacifisti - oggi le nostre industrie hanno ottenuto circa 800 milioni di dollari di appalti a fronte di una spesa già sostenuta dall'Italia di circa 3 miliardi di euro. Un ritorno poco sopra il 20% della spesa, che rende ancora più insensati i 14 miliardi di ritorni 'possibili' che la Difesa continua a sbandierare. Non si capisce come sia possibile arrivare a un 100% del ritorno se ora siamo a livelli molto più bassi ed anche i nostri aerei non verranno costruiti integralmente da noi». Per pacifisti «è giunto il momento di avviare un'indagine parlamentare e una della Corte dei conti sui dati reali dell'impatto economico, occupazionale e industriale degli F35».
 
[stampa]
 
 
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