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il manifesto 2013.02.14 - 02 LA PAGINA 3
Mira/VIA LE DELEGHE ALL'ASSESSORE ALLO SPORT
È incinta. E il sindaco grillino la licenzia in tronco
ARTICOLO - Nicola Massaro MIRA (VENEZIA)
ARTICOLO - Nicola Massaro MIRA (VENEZIA)
MIRA (VENEZIA)
«Licenziata» dalla giunta a cinque stelle, perché incinta da 33 settimane. Roberta Agnoletto, 38 anni, avvocato, assessore allo sport e all'ambiente, è stata rimossa dal sindaco Alvise Maniero, 27 anni, eletto clamorosamente al ballottaggio il 6 maggio dello scorso anno. Ma la comunicazione della decisione «per le vie brevi» è stata affidata alla presidente del consiglio comunale Serena Giuliato.
Dentro e fuori il municipio la notizia ha innescato una santabarbara di polemiche. Nella cittadina di 39 mila abitanti lungo la Riviera del Brenta, un tempo legata a filo doppio all'olandesina della MiraLanza e feudo elettorale del Pci-Pds-Ds-Pd, tutti si conoscono: in un lampo il «caso» da personale è diventato politico, e viceversa. La diretta interessata ha preso carta e penna: «Vi lascio solo immaginare il mio stato emotivo e la profonda delusione di fronte alla soluzione pensat a dai miei colleghi, non foss'altro per la sacralità indiscutibile del diritto alla maternità ma anche all'indomani di proficui mesi di lavoro nei referati di mia competenza». E nella lettera, Roberta Agnoletto ha messo in chiaro la sua posizione: «In questi giorni sento prezioso e fondamentale il sostegno che mi sta garantendo l'assessore Orietta Vanin nonché la sua premura per il mio stato di salute e la esorto a continuare lo splendido lavoro che ha iniziato e la difesa dei valori di cui è sincera e autentica testimone affinché scelte come quella che mi hanno raggiunto non abbiano a verificarsi più e pensieri di questa natura non si sedimentino nei valori del nostro Movimento 5 Stelle. Un Movimento del quale mi sento parte e che appoggerò fino in fondo».
Tuttavia, la giunta dei grillini è nell'occhio del ciclone. Dall'Idv fino al Pdl tutti puntano l'indice sulla discriminazione e invocano le dimissioni. Laura Puppato, capolista del Pd al Senato, attacca anche Beppe Grillo: «C'è un aspetto inquietante che si ritrova in ogni episodio che vede donne in politica nel Movimento 5 Stelle, vederle liquidate con un laconico quanto imbarazzante sms dal «capo» di turno, sia leader o sindaco eletto. Quello di Mira rappresenta l'ennesimo atteggiamento discriminatorio nei confronti di una donna».
E il sindaco di Mira? Aveva promesso di «aggiustare la macchina» dell'amministrazione, ma è andato da solo-fuori strada. Arduo rimettersi in carreggiata.
«Licenziata» dalla giunta a cinque stelle, perché incinta da 33 settimane. Roberta Agnoletto, 38 anni, avvocato, assessore allo sport e all'ambiente, è stata rimossa dal sindaco Alvise Maniero, 27 anni, eletto clamorosamente al ballottaggio il 6 maggio dello scorso anno. Ma la comunicazione della decisione «per le vie brevi» è stata affidata alla presidente del consiglio comunale Serena Giuliato.
Dentro e fuori il municipio la notizia ha innescato una santabarbara di polemiche. Nella cittadina di 39 mila abitanti lungo la Riviera del Brenta, un tempo legata a filo doppio all'olandesina della MiraLanza e feudo elettorale del Pci-Pds-Ds-Pd, tutti si conoscono: in un lampo il «caso» da personale è diventato politico, e viceversa. La diretta interessata ha preso carta e penna: «Vi lascio solo immaginare il mio stato emotivo e la profonda delusione di fronte alla soluzione pensat a dai miei colleghi, non foss'altro per la sacralità indiscutibile del diritto alla maternità ma anche all'indomani di proficui mesi di lavoro nei referati di mia competenza». E nella lettera, Roberta Agnoletto ha messo in chiaro la sua posizione: «In questi giorni sento prezioso e fondamentale il sostegno che mi sta garantendo l'assessore Orietta Vanin nonché la sua premura per il mio stato di salute e la esorto a continuare lo splendido lavoro che ha iniziato e la difesa dei valori di cui è sincera e autentica testimone affinché scelte come quella che mi hanno raggiunto non abbiano a verificarsi più e pensieri di questa natura non si sedimentino nei valori del nostro Movimento 5 Stelle. Un Movimento del quale mi sento parte e che appoggerò fino in fondo».
Tuttavia, la giunta dei grillini è nell'occhio del ciclone. Dall'Idv fino al Pdl tutti puntano l'indice sulla discriminazione e invocano le dimissioni. Laura Puppato, capolista del Pd al Senato, attacca anche Beppe Grillo: «C'è un aspetto inquietante che si ritrova in ogni episodio che vede donne in politica nel Movimento 5 Stelle, vederle liquidate con un laconico quanto imbarazzante sms dal «capo» di turno, sia leader o sindaco eletto. Quello di Mira rappresenta l'ennesimo atteggiamento discriminatorio nei confronti di una donna».
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