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il manifesto 2013.02.14 - 07 LA PAGINA 3
EMERGENZA CASA Sì all'esame della legge dei comitati
La pressione della piazza costringe il Pp al dietrofront
ARTICOLO - l.t.b.
ARTICOLO - l.t.b.
BARCELLONA
Mentre lo stillicidio di suicidi per gli sfratti imposti dalle banche continua (negli ultimi 3 giorni 4 persone si sono tolte la vita per disperazione), il mondo politico ha iniziato a scuotersi dal torpore.
Con una clamorosa marcia indietro il Pp martedì sera ha votato a favore dell'ammissione alla discussione della legge di iniziativa popolare che prevede l'introduzione retroattiva della dación en pago (cioè l'estinzione del debito restituendo l'immobile), la moratoria totale degli sfratti per i debitori in buona fede e la creazione di un parco di case sociali. L'iniziativa, promossa dalla Piattaforma colpiti dal mutuo (Pah), era riuscita a raccogliere 1.400.000 firme, il triplo di quanto richiesto dalla costituzione. Il Congresso e le principali sedi del Pp erano state circondate da cittadini che protestavano contro la possibilità che la legge non venisse neppure discussa. Una petizione online era partita per fare un mail-bombing ai parlamentari del Pp, rimasti i soli a difendere l'indifendibile. Alla fine il parlamento ha votato all'unanimità (tranne il voto di un ex banchiere del Pp, che si è astenuto) per l'ammissione della legge.
Ieri la portavoce del Psoe Soraya Rodríguez, dopo un ulteriore incontro con la Pah, ha preso l'iniziativa di costringere i popolari ad accettare una corsia preferenziale per la discussione. Intanto i militanti della Pah hanno minacciato che, se il congresso svuotasse la legge, inizieranno a perseguire (pacificamente) i deputati «nei loro quartieri, nei ristoranti dove vanno a mangiare e al bar dove si prendono una caña». Negli ultimi sei anni, denunciano, ci sono state 420mila esecuzioni giudiziarie e 220mila sfratti. l.t.b.
Mentre lo stillicidio di suicidi per gli sfratti imposti dalle banche continua (negli ultimi 3 giorni 4 persone si sono tolte la vita per disperazione), il mondo politico ha iniziato a scuotersi dal torpore.
Con una clamorosa marcia indietro il Pp martedì sera ha votato a favore dell'ammissione alla discussione della legge di iniziativa popolare che prevede l'introduzione retroattiva della dación en pago (cioè l'estinzione del debito restituendo l'immobile), la moratoria totale degli sfratti per i debitori in buona fede e la creazione di un parco di case sociali. L'iniziativa, promossa dalla Piattaforma colpiti dal mutuo (Pah), era riuscita a raccogliere 1.400.000 firme, il triplo di quanto richiesto dalla costituzione. Il Congresso e le principali sedi del Pp erano state circondate da cittadini che protestavano contro la possibilità che la legge non venisse neppure discussa. Una petizione online era partita per fare un mail-bombing ai parlamentari del Pp, rimasti i soli a difendere l'indifendibile. Alla fine il parlamento ha votato all'unanimità (tranne il voto di un ex banchiere del Pp, che si è astenuto) per l'ammissione della legge.
Ieri la portavoce del Psoe Soraya Rodríguez, dopo un ulteriore incontro con la Pah, ha preso l'iniziativa di costringere i popolari ad accettare una corsia preferenziale per la discussione. Intanto i militanti della Pah hanno minacciato che, se il congresso svuotasse la legge, inizieranno a perseguire (pacificamente) i deputati «nei loro quartieri, nei ristoranti dove vanno a mangiare e al bar dove si prendono una caña». Negli ultimi sei anni, denunciano, ci sono state 420mila esecuzioni giudiziarie e 220mila sfratti. l.t.b.
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