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il manifesto 2013.02.14 - 12 VISIONI
Al cinemaIn «Promised land» Gus Van Sant racconta l'impatto ambientale devastante del fracking; il fratello gemello di Toni Servillo «entra in politica» per Roberto Andò DRAMMATICO La migliore alternativa alla schiavitù del p
Quegli strani effetti collaterali
ARTICOLO - Giulia D'Agnolo Vallan
ARTICOLO - Giulia D'Agnolo Vallan
PROMISED LAND DI GUS VAN SANT, CON MATT DAMON E FRANCES MCDORMAND, USA 2012
Giulia D'Agnolo Vallan
Nato da una serie di conversazioni tra Matt Damon, l'attore di The Office John Krasinski e lo scrittore Dave Eggers, Promised Land è ambientato sullo sfondo della campagna idilliaco/arcaica della Pennsylvania occidentale e di un tema attualissimo, cui ha accennato ancora martedì sera Barack Obama nel discorso sullo stato dello unione. Nel film, Damon è Steve Butler, executive della Global Crosspower Solutions, un gigante dell'energia alternativa che elargisce ricchi assegni a contadini poveri in cambio del diritto di estrarre il gas naturale nascosto sotto i loro campi. Il processo per cui si accede a quella che viene generalmente promossa come «una delle migliori alternative alla schiavitù delle dipendenza dal petrolio arabo» è la fratturazione idraulica, ovvero il fracking (da hydraulic fracturing), e cioè l'inserzione, a pressione elevatissima, di una miscela di acqua e sostanze chimiche che, frantumando lo strato di roccia che lo protegge, permettono la fuoriuscita in superficie del gas. Soggetto di un memorabile documentario di Josh Fox, Gasland (a Sundance 2010 e poi nominato all'Oscar), il fracking (tecnologia sviluppata dalla Halliburton «di» Dick Cheney) ha però degli effetti collaterali piuttosto spiacevoli tra cui, inquinare le sacche di acqua circostanti uccidendo raccolti e bestiame, o di rendere l'acqua potabile tossica al punto di essere infiammabile. Ripresa da Fox nel suo film, la scena di un signore che «accende» l'acqua che esce da rubinetto è un classico su YouTube.
Tali effetti collaterali non sono parte del pitch che Butler fa ai potenziali clienti, agricoltori cui è rimasto poco o nulla sia del business che della tradizione di famiglia. Perché, oltre alle preoccupazioni ambientali ed economiche, Promised Land, ricorda che la tradizione è importante. Si tratta di un concetto alieno per Butler che, insieme a una collega interpretata da Frances McDormand pensa di essere «la» soluzione ideale per ovviare la miseria dei residenti,ma anche la loro marginalizzazione dalla società contemporanea: con un assegno solo, la Global Crosspower Solutions ti rimpolpa il conto in banca e ti (ri)mette al passo con il resto del mondo.
«I am a good guy», sono una brava persona, si ripete convinto Steve Butler. «You are a good guy», gli dicono i residenti di McKinley. In tutto questo tripudio di buone intenzioni, e mentre le cose stanno procedendo per il meglio per la Global Crosspower, durante un consiglio comunale, un vecchio ex professore (Hal Holbrook) alza la mano e apre il vaso di Pandora. Allo stesso tempo, arriva in paese un giovanotto in pick up truck (Krasinski) che si presenta come l'emissario di un gruppo ambientalista e, munito di fotografie del disastro che il fracking ha causato alla fattoria di famiglia, porta dalla sua la piccola comunità che, a quel punto, è decisamente confusa. Per ovviare alla seduzione del «verde», Butler e soci si inventano una fiera dove i contadini potrebbero immaginare come spendere tutti quei soldi che non hanno. Ma l'evento finisce travolto da una pioggia torrenziale. Pure la meteorologia è contro la fratturazione idraulica! Un tocco doppiamente ironico, visto che tra i finanziatori di Promised Land c'è anche l'emirato petroliere di Abu Dhabi.
Mano a mano che si va avanti, la storia si avvita sulla crisi di coscienza di Butler, che ha meno a che vedere con la possibilità di avvelenare o no qualche mucca che con la riscoperta dei valori di un'esistenza che lui, con logica darwiniana, giudicava estinta. Basta citare The Informant per essere sicuri che Steven Soderbergh avrebbe fatto un film più avvincente, ricco e politicamente affilato di Gus Van Sant, arrivato in soccorso di Matt Damon (suo sceneggiatore in Good Will Hunting) quando l'attore si è trovato troppo impegnato per dirigere il film lui stesso. Le ossessioni abituali di Van Sant non c'entrano con il tono alla Capra delle sceneggiatura di Krasinski (soggetto di Eggers). Uno ha l'impressione che se il regista di Milk si trovasse bloccato una settimana a McKinley si sparerebbe dalla noia. In passato, Obama si è detto cautamente non contrario al fracking. Martedì ha accennato a «metodi di estrazione sicuri» e, la primavera scorsa, la sua amministrazione ha fatto entrare in vigore alcune restrizioni al modo in cui viene praticato. Ma nel 2005, il governo Bush/Cheney aveva esentato il fracking dal Safe Drink Act, la legge che protegge la potabilità delle falde acquifere, garantendo a chi estrae la possibilità di mantenere segrete le sostanze chimiche usate durante il procedimento. Dal 2009 giace al Congresso, incapace di passare. una proposta per revocarla.
Giulia D'Agnolo Vallan
Nato da una serie di conversazioni tra Matt Damon, l'attore di The Office John Krasinski e lo scrittore Dave Eggers, Promised Land è ambientato sullo sfondo della campagna idilliaco/arcaica della Pennsylvania occidentale e di un tema attualissimo, cui ha accennato ancora martedì sera Barack Obama nel discorso sullo stato dello unione. Nel film, Damon è Steve Butler, executive della Global Crosspower Solutions, un gigante dell'energia alternativa che elargisce ricchi assegni a contadini poveri in cambio del diritto di estrarre il gas naturale nascosto sotto i loro campi. Il processo per cui si accede a quella che viene generalmente promossa come «una delle migliori alternative alla schiavitù delle dipendenza dal petrolio arabo» è la fratturazione idraulica, ovvero il fracking (da hydraulic fracturing), e cioè l'inserzione, a pressione elevatissima, di una miscela di acqua e sostanze chimiche che, frantumando lo strato di roccia che lo protegge, permettono la fuoriuscita in superficie del gas. Soggetto di un memorabile documentario di Josh Fox, Gasland (a Sundance 2010 e poi nominato all'Oscar), il fracking (tecnologia sviluppata dalla Halliburton «di» Dick Cheney) ha però degli effetti collaterali piuttosto spiacevoli tra cui, inquinare le sacche di acqua circostanti uccidendo raccolti e bestiame, o di rendere l'acqua potabile tossica al punto di essere infiammabile. Ripresa da Fox nel suo film, la scena di un signore che «accende» l'acqua che esce da rubinetto è un classico su YouTube.
Tali effetti collaterali non sono parte del pitch che Butler fa ai potenziali clienti, agricoltori cui è rimasto poco o nulla sia del business che della tradizione di famiglia. Perché, oltre alle preoccupazioni ambientali ed economiche, Promised Land, ricorda che la tradizione è importante. Si tratta di un concetto alieno per Butler che, insieme a una collega interpretata da Frances McDormand pensa di essere «la» soluzione ideale per ovviare la miseria dei residenti,ma anche la loro marginalizzazione dalla società contemporanea: con un assegno solo, la Global Crosspower Solutions ti rimpolpa il conto in banca e ti (ri)mette al passo con il resto del mondo.
«I am a good guy», sono una brava persona, si ripete convinto Steve Butler. «You are a good guy», gli dicono i residenti di McKinley. In tutto questo tripudio di buone intenzioni, e mentre le cose stanno procedendo per il meglio per la Global Crosspower, durante un consiglio comunale, un vecchio ex professore (Hal Holbrook) alza la mano e apre il vaso di Pandora. Allo stesso tempo, arriva in paese un giovanotto in pick up truck (Krasinski) che si presenta come l'emissario di un gruppo ambientalista e, munito di fotografie del disastro che il fracking ha causato alla fattoria di famiglia, porta dalla sua la piccola comunità che, a quel punto, è decisamente confusa. Per ovviare alla seduzione del «verde», Butler e soci si inventano una fiera dove i contadini potrebbero immaginare come spendere tutti quei soldi che non hanno. Ma l'evento finisce travolto da una pioggia torrenziale. Pure la meteorologia è contro la fratturazione idraulica! Un tocco doppiamente ironico, visto che tra i finanziatori di Promised Land c'è anche l'emirato petroliere di Abu Dhabi.
Mano a mano che si va avanti, la storia si avvita sulla crisi di coscienza di Butler, che ha meno a che vedere con la possibilità di avvelenare o no qualche mucca che con la riscoperta dei valori di un'esistenza che lui, con logica darwiniana, giudicava estinta. Basta citare The Informant per essere sicuri che Steven Soderbergh avrebbe fatto un film più avvincente, ricco e politicamente affilato di Gus Van Sant, arrivato in soccorso di Matt Damon (suo sceneggiatore in Good Will Hunting) quando l'attore si è trovato troppo impegnato per dirigere il film lui stesso. Le ossessioni abituali di Van Sant non c'entrano con il tono alla Capra delle sceneggiatura di Krasinski (soggetto di Eggers). Uno ha l'impressione che se il regista di Milk si trovasse bloccato una settimana a McKinley si sparerebbe dalla noia. In passato, Obama si è detto cautamente non contrario al fracking. Martedì ha accennato a «metodi di estrazione sicuri» e, la primavera scorsa, la sua amministrazione ha fatto entrare in vigore alcune restrizioni al modo in cui viene praticato. Ma nel 2005, il governo Bush/Cheney aveva esentato il fracking dal Safe Drink Act, la legge che protegge la potabilità delle falde acquifere, garantendo a chi estrae la possibilità di mantenere segrete le sostanze chimiche usate durante il procedimento. Dal 2009 giace al Congresso, incapace di passare. una proposta per revocarla.
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
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