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il manifesto 2013.02.15 - 02 LA PAGINA 3
 
PROGRAMMI Dopo i 7,5 miliardi di euro del Pd, Monti ne propone 8. È polemica
Scuole, per ora tagli, per dopo promesse
ARTICOLO

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Il Professore promette fondi agli istituti, ma taglia 300 milioni all'università e il 92% delle borse di studio
Dopo i 7,5 miliardi promessi da Bersani per la scuola, Monti rilancia. L'ultima offerta è di 8 miliardi, più o meno la cifra tagliata da Tremonti e Gelmini tra il 2008 e il 2013. Sulla roulette elettorale le promesse contenute nell'«agenda scuola» di Scelta Civica provocano la reazione stizzita del Pd che, dopo avere fatto la stampella del governo tecnico, adesso si risente, forse perché il Professore ha copiato il programma «più soldi/più crescita» che dovrebbe «creare un po' di lavoro». Le risorse arriveranno gradualmente nel corso della prossima legislatura: dai beni inutilizzati del Demanio, dai beni confiscati alla mafia, risorse statali ed europee. Allo studio anche forme di esclusione dai patti di stabilità che bloccano risorse e impediscono risparmi.
Un'eresia per il cultore dell'«austerità espansiva» che da qualche mese si è ricreduto e ora ha tutta l'intenzione di dimostrarlo. Anche quando annuncia un nuovo status giuridico per quei professori che aveva tacciato di «corporativismo». A loro prospetta un aumento di stipendio, previa valutazione delle prestazioni, mentre ai precari che ha incastrato e umiliato nel «concorso-truffa» promette una stabilizzazione. Esclusa la riapertura delle graduatorie, Monti minaccia nuovi concorsi (a quiz?) per i neo-laureati. Le sue affermazioni sul fondo ad hoc per alunni disabili a carico del ministero del Welfare sono state stigmatizzate da Francesca Puglisi (Pd). La cortina fumogena alzata da Scelta Civica non aiuta a vedere le conseguenze dell'azione del governo Monti sulla scuola o il diritto allo studio. Il ministro Profumo è stato costretto a rinviare al 28 febbraio, cioè a dopo la fine del suo governo, il decreto sul diritto allo studio ma per gli studenti di Link e Uds ha tagliato il fondo delle borse di studio del 92%. E ha anche approvato il decreto sulla valutazione. Monti ha così messo le mani sull'Indire e l'Invalsi, i due istituti che gestiranno la partita colossale della valutazione nei prossimi anni, quella su cui punta il suo programma elettorale. «Quella di Monti è una pubblicità ingannevole» sostiene Nichi Vendola (Sel) ricordando i tagli all'università inflitti dal suo governo. Sel annuncia un piano straordinario per le assunzioni di docenti e ricercatori, una radicale modifica al sistema di valutazione delle istituzioni e infine in generale un incremento dei fondi per il sistema educativo. Nel programma del Pd emerge una novità: il partito di Bersani vuole modificare la riforma Gelmini e ripensare il ruolo dell'Anvur. Questo non farà piacere a Monti. Ma bisogna capire come il centrosinistra intende disinnescare la bomba della valutazione made in Gelmini&Profumo. ro. ci.
 
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