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il manifesto 2013.02.15 - 03 LA PAGINA 3
Truffe Finanza predatrice: manager milionari comprano e gestiscono beni essenziali per la democrazia come ospedali, aziende pubbliche, organi di informazione e istituti di credito MILANO Arrestato il finanziere che puntava a Rcs e aveva preso Pubblico
Proto, «abile truffatore»
ARTICOLO
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Trentotto anni, aveva acquistato il 2,8% del Corriere della Sera. E solo tre giorni fa il quotidiano di Telese, per 400mila euro
MILANO
L'ultima (e forse unica) sua impresa è stato l'acquisto di Pubblico, il quotidiano fondato da Luca Telese e chiuso dopo pochi mesi. Ma solo ventiquattro ore fa, prima che la guardia di finanza bussasse alla sua porta, aveva annunciato l'intenzione di comprare anche la storica sede del Corriere della Sera in via Solferino a Milano magari, aveva spiegato, «per metterci una parte della redazione di Pubblico».
Almeno per un po' di tempo, però, Alessandro Proto dovrà mettere da parte i suoi progetti. Il finanziere è stato arrestato ieri sera con l'accusa di manipolazione del mercato azionario e ostacolo all'attività degli organi di vigilanza. In particolare Proto avrebbe divulgato «false informazioni concretamente idonee ad alterare in maniera sensibile il prezzo delle azioni Rcs-Mediagroup e Tod's», come scrive il gip di Milano Stefania Donadeo nell'ordinanza di custodia cautelare. Rcs e Tod's sono due delle tante imprese avviate dal discusso finanziere che nella sua carriera di imprenditore ha più volte annunciato acquisizioni delle quali poi si è persa traccia. Al punto che il gip non può fare a meno di rilevare come «tutte le operazioni comunicate al mercato da Proto rimangono avvolte in un alone di mistero e la condotta di Proto appare evidentemente idonea a ostacolare le funzioni di vigilanza svolte dalla Consob». E il giudizio che il giudice dà dell'uomo non potrebbe essere più netto: Alessandro Proto, scrive infatti il gip, è «un abile truffatore in danno di sprovveduti imprenditori in cerca di liquidità al di fuori di canali bancari».
38 anni, un passato recente come candidato alla primarie del Pdl e un velo di mistero persino sugli studi fatti (ieri sera la Bocconi ha smentito di averlo mai avuto tra i suoi studenti) Proto è conosciuto più che altro per i suoi tanti annunci solenni fatti sempre tramite la stampa. Insieme alla (presunta) conoscenza di grossi nomi dello spettacolo. Come quando affermò di essere stato raccomandato da George Clooney a Brad Pitt per l'acquisto di una casa in Italia.
Da più di un anno non c'è comunque operazione finanziaria di rilievo alla quale Proto non abbia in qualche modo partecipato attraverso le società legate al «Gruppo Proto organizzation»che ha sede a Londra: dal San Raffaele di Milano a Fonsai-Unipol, dalla Fiat, all'acquisto di azioni de L'Espresso, Mediaset e La7. Tutto sempre regolarmente annunciato, tutto sempre regolarmente mai dimostrato. Anche grazie all'accortezza di mantenere la partecipazione (sua o acquisita per conto di terzi mai dichiarati) sotto la soglia del 2% oltre la quale scatta l'obbligo di comunicazione alla Consob. Uniche eccezioni, per l'appunto, Rcs e Tod's, delle quali Proto avrebbe rilevato il 2,8% delle azioni il cui valore, secondo il gip, avrebbe poi alterato attraverso la divulgazione di «false informazioni idonee ad alterare in maniera sensibile il prezzo delle azioni». Un'operazione che ha insospettito la Consob, che a novembre ha presentato denuncia alla procura di Milano.
In mesi di indagine hanno permesso ai magistrati di svelare la «tecnica» messa a punto da Proto per le sue operazioni: uno «schema» che consisteva proprio nel far crescere il calore della azioni attraverso false dichiarazioni alla stampa. E sentito dalla Consob, che chiedeva chiarezza sulle notizie diffuse Proto, è scritto nell'ordinanza, forniva «informazioni generiche, prive di qualsivoglia serio approccio conoscitivo circa l'effettiva consistenza delle transazioni di borsa di cui egli si è dichiarato in più occasioni artefice».
L'ultima (e forse unica) sua impresa è stato l'acquisto di Pubblico, il quotidiano fondato da Luca Telese e chiuso dopo pochi mesi. Ma solo ventiquattro ore fa, prima che la guardia di finanza bussasse alla sua porta, aveva annunciato l'intenzione di comprare anche la storica sede del Corriere della Sera in via Solferino a Milano magari, aveva spiegato, «per metterci una parte della redazione di Pubblico».
Almeno per un po' di tempo, però, Alessandro Proto dovrà mettere da parte i suoi progetti. Il finanziere è stato arrestato ieri sera con l'accusa di manipolazione del mercato azionario e ostacolo all'attività degli organi di vigilanza. In particolare Proto avrebbe divulgato «false informazioni concretamente idonee ad alterare in maniera sensibile il prezzo delle azioni Rcs-Mediagroup e Tod's», come scrive il gip di Milano Stefania Donadeo nell'ordinanza di custodia cautelare. Rcs e Tod's sono due delle tante imprese avviate dal discusso finanziere che nella sua carriera di imprenditore ha più volte annunciato acquisizioni delle quali poi si è persa traccia. Al punto che il gip non può fare a meno di rilevare come «tutte le operazioni comunicate al mercato da Proto rimangono avvolte in un alone di mistero e la condotta di Proto appare evidentemente idonea a ostacolare le funzioni di vigilanza svolte dalla Consob». E il giudizio che il giudice dà dell'uomo non potrebbe essere più netto: Alessandro Proto, scrive infatti il gip, è «un abile truffatore in danno di sprovveduti imprenditori in cerca di liquidità al di fuori di canali bancari».
38 anni, un passato recente come candidato alla primarie del Pdl e un velo di mistero persino sugli studi fatti (ieri sera la Bocconi ha smentito di averlo mai avuto tra i suoi studenti) Proto è conosciuto più che altro per i suoi tanti annunci solenni fatti sempre tramite la stampa. Insieme alla (presunta) conoscenza di grossi nomi dello spettacolo. Come quando affermò di essere stato raccomandato da George Clooney a Brad Pitt per l'acquisto di una casa in Italia.
Da più di un anno non c'è comunque operazione finanziaria di rilievo alla quale Proto non abbia in qualche modo partecipato attraverso le società legate al «Gruppo Proto organizzation»che ha sede a Londra: dal San Raffaele di Milano a Fonsai-Unipol, dalla Fiat, all'acquisto di azioni de L'Espresso, Mediaset e La7. Tutto sempre regolarmente annunciato, tutto sempre regolarmente mai dimostrato. Anche grazie all'accortezza di mantenere la partecipazione (sua o acquisita per conto di terzi mai dichiarati) sotto la soglia del 2% oltre la quale scatta l'obbligo di comunicazione alla Consob. Uniche eccezioni, per l'appunto, Rcs e Tod's, delle quali Proto avrebbe rilevato il 2,8% delle azioni il cui valore, secondo il gip, avrebbe poi alterato attraverso la divulgazione di «false informazioni idonee ad alterare in maniera sensibile il prezzo delle azioni». Un'operazione che ha insospettito la Consob, che a novembre ha presentato denuncia alla procura di Milano.
In mesi di indagine hanno permesso ai magistrati di svelare la «tecnica» messa a punto da Proto per le sue operazioni: uno «schema» che consisteva proprio nel far crescere il calore della azioni attraverso false dichiarazioni alla stampa. E sentito dalla Consob, che chiedeva chiarezza sulle notizie diffuse Proto, è scritto nell'ordinanza, forniva «informazioni generiche, prive di qualsivoglia serio approccio conoscitivo circa l'effettiva consistenza delle transazioni di borsa di cui egli si è dichiarato in più occasioni artefice».
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
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