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il manifesto 2013.02.15 - 07 POLITICA & SOCIETÀ
Messina / ERA STATO RESTITUITO ALLA CITTÀ IN DICEMBRE
Sgomberato il «Teatro Pinelli», ma gli occupanti non mollano
ARTICOLO - Tonino Cafeo MESSINA
ARTICOLO - Tonino Cafeo MESSINA
Il collettivo di artisti denunciato «per apertura abusiva di spazi pubblici». Presidio notturno
MESSINA
San Valentino non ha portato bene al teatro Pinelli di Messina. Lo storico teatro in riva allo Stretto che era stato occupato lo scorso 15 dicembre e restituito alla città con due mesi di intensa programmazione culturale, è stato sgombrato ieri mattina con un operazione affidata alla Digos di Messina e al reparto mobile della questura di Catania.
Lo sgombero è avvenuto a seguito di un decreto di sequestro preventivo dei locali dell'ex Teatro in Fiera e del cosiddetto padiglione A1 emesso dal gip del tribunale di Messina Daniela Urbani su richiesta del pm Capece.
I funzionari della questura, accompagnati da un foltissimo numero di agenti in tenuta antisommossa, appoggiati da sei camionette , un elicottero e persino da un mezzo della Marina militare hanno notificato il provvedimento dell'autorità giudiziaria ai sei occupanti sorpresi nel sonno e ad altri dieci componenti il collettivo del Pinelli, ai quali è stato anche notificato un avviso di garanzia per «apertura abusiva di luoghi pubblici, deturpamento e imbrattamento e invasione di edificio».
L'edificio in questione - ricordano gli occupanti - si trova nel cuore della città, affacciato sul mare. E' parte integrante dell'ex cittadella fieristica. «Uno dei luoghi simbolo della memoria dei cittadini peloritani» e «bene comune sottratto alla cittadinanza». Ogni giorno - dallo scorso mese di dicembre - lavoratori dello spettacolo, della conoscenza, precari e intermittenti, studenti, attivisti, migranti, pensionati, bambini, hanno attraversato i suoi spazi e se ne sono presi cura «aprendoli in concreto alla creatività e all'intelligenza di tutta la società». Mentre L'autorità portuale di Messina, che gestisce l'area della Fiera - è ad oggi titolare delle decisioni ultime sul destino dell'intera cittadella fieristica «ha, di fatto, dimostrato la sua totale inadeguatezza, sottraendo alla collettività uno dei luoghi fondamentali per lo sviluppo sociale, culturale ed economico dell'intera città». «Dopo i 17 anni di abbandono, degrado e incuria» -sottolineano gli occupanti - «il Teatro in fiera è tornato a vivere diventando un crocevia di relazioni e di performance artistiche, un laboratorio per una nuova e vera democrazia dal basso, che ha coinvolto una pluralità in fermento. Le attività di più di un mese di occupazione hanno dimostrato come prendersi realmente cura di questi spazi sia possibile: non più delegando a enti pubblici che tentano di assoggettare a logiche privatistiche beni che sono di tutti, ma impegnandosi a mettere in gioco i corpi, con gioia e creatività».
Questo percorso è stato ieri interrotto dallo sgombero. Un'operazione che è durata per l'intera mattinata e si è svolta in maniera tutto sommato ordinata e senza violenze, anche se lo spiegamento di forze è parso ai più eccessivo e sproporzionato rispetto alla reale entità della questione. I mezzi della polizia hanno bloccato il traffico di un arteria fondamentale per la circolazione messinese, impedendo persino ai mezzi pesanti in transito verso i vicinissimi imbarcaderi privati verso la Calabria di recarsi ai moli, mentre anche la linea tranviaria è stata interrotta per alcune ore.
Immediata è scattata la solidarietà di tutti coloro i quali nei primi due mesi di occupazione hanno attraversato lo spazio che il Pinelli ha restituito alla fruizione dei cittadini.
Ieri sera è cominciato un presidio permanente davanti ai cancelli dell'ex fiera, mentre oggi i militanti del Pinelli parteciperanno al corteo organizzato dalla Rete degli studenti medi. «La bellezza non si sgombera».
San Valentino non ha portato bene al teatro Pinelli di Messina. Lo storico teatro in riva allo Stretto che era stato occupato lo scorso 15 dicembre e restituito alla città con due mesi di intensa programmazione culturale, è stato sgombrato ieri mattina con un operazione affidata alla Digos di Messina e al reparto mobile della questura di Catania.
Lo sgombero è avvenuto a seguito di un decreto di sequestro preventivo dei locali dell'ex Teatro in Fiera e del cosiddetto padiglione A1 emesso dal gip del tribunale di Messina Daniela Urbani su richiesta del pm Capece.
I funzionari della questura, accompagnati da un foltissimo numero di agenti in tenuta antisommossa, appoggiati da sei camionette , un elicottero e persino da un mezzo della Marina militare hanno notificato il provvedimento dell'autorità giudiziaria ai sei occupanti sorpresi nel sonno e ad altri dieci componenti il collettivo del Pinelli, ai quali è stato anche notificato un avviso di garanzia per «apertura abusiva di luoghi pubblici, deturpamento e imbrattamento e invasione di edificio».
L'edificio in questione - ricordano gli occupanti - si trova nel cuore della città, affacciato sul mare. E' parte integrante dell'ex cittadella fieristica. «Uno dei luoghi simbolo della memoria dei cittadini peloritani» e «bene comune sottratto alla cittadinanza». Ogni giorno - dallo scorso mese di dicembre - lavoratori dello spettacolo, della conoscenza, precari e intermittenti, studenti, attivisti, migranti, pensionati, bambini, hanno attraversato i suoi spazi e se ne sono presi cura «aprendoli in concreto alla creatività e all'intelligenza di tutta la società». Mentre L'autorità portuale di Messina, che gestisce l'area della Fiera - è ad oggi titolare delle decisioni ultime sul destino dell'intera cittadella fieristica «ha, di fatto, dimostrato la sua totale inadeguatezza, sottraendo alla collettività uno dei luoghi fondamentali per lo sviluppo sociale, culturale ed economico dell'intera città». «Dopo i 17 anni di abbandono, degrado e incuria» -sottolineano gli occupanti - «il Teatro in fiera è tornato a vivere diventando un crocevia di relazioni e di performance artistiche, un laboratorio per una nuova e vera democrazia dal basso, che ha coinvolto una pluralità in fermento. Le attività di più di un mese di occupazione hanno dimostrato come prendersi realmente cura di questi spazi sia possibile: non più delegando a enti pubblici che tentano di assoggettare a logiche privatistiche beni che sono di tutti, ma impegnandosi a mettere in gioco i corpi, con gioia e creatività».
Questo percorso è stato ieri interrotto dallo sgombero. Un'operazione che è durata per l'intera mattinata e si è svolta in maniera tutto sommato ordinata e senza violenze, anche se lo spiegamento di forze è parso ai più eccessivo e sproporzionato rispetto alla reale entità della questione. I mezzi della polizia hanno bloccato il traffico di un arteria fondamentale per la circolazione messinese, impedendo persino ai mezzi pesanti in transito verso i vicinissimi imbarcaderi privati verso la Calabria di recarsi ai moli, mentre anche la linea tranviaria è stata interrotta per alcune ore.
Immediata è scattata la solidarietà di tutti coloro i quali nei primi due mesi di occupazione hanno attraversato lo spazio che il Pinelli ha restituito alla fruizione dei cittadini.
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