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il manifesto 2013.02.16 - 03 LA PAGINA 3
REGIONE SICILIA
Gli Usa: «Sospendiamo il Muos». Ma è giallo
ARTICOLO - Federico Scarcella
ARTICOLO - Federico Scarcella
Federico Scarcella
All'alba di ieri, saranno state le 5.30, davanti ai cancelli del Muos di Niscemi si è ripetuta una scena che va avanti da mesi: l'arrivo dei militari Usa che danno il cambio ai colleghi del turno di notte. Un rito bizzarro per un luogo in cui, a sentire le autorità statunitensi, i lavori sono sospesi. Il giorno prima era accaduta la stessa cosa, ma il presidio del comitato No Muos - che da mesi vigila il cantiere dove la Marina americana intende installare i radar del sistema satellitare di comunicazioni - aveva impedito l'ingresso a tre soldati e a cinque operai. Ieri mattina l'ha fatto di nuovo, per il secondo giorno consecutivo. E oggi? Sarà la prova del nove, visto che nel corso di un colloquio telefonico con il console Usa a Napoli, Donald L. Moore, il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta ha avuto assicurazioni circa la sospensione dei lavori di costruzione della base di contrada Ulmo. Avvenuta quando? Soltanto 24 ore prima i militari di stanza a Sigonella avevano sbattuto la porta in faccia a un funzionario della Regione che doveva consegnare un plico contenente la revoca delle autorizzazioni da parte della Regione.
Il console ha aggiunto che le autorità americane hanno sospeso il trasporto di materiali e operai nel cantiere, «in attesa di una definizione della vicenda», sottolineando che «è comunque inaccettabile il blocco di militari Usa diretti alla base da parte dei manifestanti». La revoca delle autorizzazioni non dovrebbe avere molti significati se non lo stop definitivo ai lavori. Ma il console, sempre nel colloquio con Crocetta, esprime «la disponibilità a incontrare la presidenza della regione per un esame di tutte le problematiche relative all'incidenza delle radiazioni elettromagnetiche dell'impianto sulle condizioni di salute della popolazione». In soldoni, gli Usa sosterranno, come hanno fatto finora, che non esistono rischi, con buona pace del sindaco di Niscemi, Francesco La Rosa, terrorizzato quanto basta dai dati contenuti in una perizia redatta da accademici del Politecnico di Torino.
La Rosa si occuperebbe volentieri d'altro, ma in questo momento la vera emergenza di Niscemi è questa. Lo sa la popolazione e lo sanno soprattutto le donne, preoccupate per la salute dei propri figli. Ieri mattina un gruppo di madri si è unito ai manifestanti all'alba, tornando a casa alle 15, solo dopo che i militari Usa avevano fatto dietrofront. Alle 5 del mattino, prima che il gallo canti, a Niscemi comincia la quotidiana battaglia contro il mostro con le antenne. E se va bene si va avanti per dieci ore.
All'alba di ieri, saranno state le 5.30, davanti ai cancelli del Muos di Niscemi si è ripetuta una scena che va avanti da mesi: l'arrivo dei militari Usa che danno il cambio ai colleghi del turno di notte. Un rito bizzarro per un luogo in cui, a sentire le autorità statunitensi, i lavori sono sospesi. Il giorno prima era accaduta la stessa cosa, ma il presidio del comitato No Muos - che da mesi vigila il cantiere dove la Marina americana intende installare i radar del sistema satellitare di comunicazioni - aveva impedito l'ingresso a tre soldati e a cinque operai. Ieri mattina l'ha fatto di nuovo, per il secondo giorno consecutivo. E oggi? Sarà la prova del nove, visto che nel corso di un colloquio telefonico con il console Usa a Napoli, Donald L. Moore, il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta ha avuto assicurazioni circa la sospensione dei lavori di costruzione della base di contrada Ulmo. Avvenuta quando? Soltanto 24 ore prima i militari di stanza a Sigonella avevano sbattuto la porta in faccia a un funzionario della Regione che doveva consegnare un plico contenente la revoca delle autorizzazioni da parte della Regione.
Il console ha aggiunto che le autorità americane hanno sospeso il trasporto di materiali e operai nel cantiere, «in attesa di una definizione della vicenda», sottolineando che «è comunque inaccettabile il blocco di militari Usa diretti alla base da parte dei manifestanti». La revoca delle autorizzazioni non dovrebbe avere molti significati se non lo stop definitivo ai lavori. Ma il console, sempre nel colloquio con Crocetta, esprime «la disponibilità a incontrare la presidenza della regione per un esame di tutte le problematiche relative all'incidenza delle radiazioni elettromagnetiche dell'impianto sulle condizioni di salute della popolazione». In soldoni, gli Usa sosterranno, come hanno fatto finora, che non esistono rischi, con buona pace del sindaco di Niscemi, Francesco La Rosa, terrorizzato quanto basta dai dati contenuti in una perizia redatta da accademici del Politecnico di Torino.
La Rosa si occuperebbe volentieri d'altro, ma in questo momento la vera emergenza di Niscemi è questa. Lo sa la popolazione e lo sanno soprattutto le donne, preoccupate per la salute dei propri figli. Ieri mattina un gruppo di madri si è unito ai manifestanti all'alba, tornando a casa alle 15, solo dopo che i militari Usa avevano fatto dietrofront. Alle 5 del mattino, prima che il gallo canti, a Niscemi comincia la quotidiana battaglia contro il mostro con le antenne. E se va bene si va avanti per dieci ore.
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