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il manifesto 2013.02.16 - 08 INTERNAZIONALE
IRAN Nuovo round negoziale sul nucleare
Aiea: «Nulla di fatto». Tehran prende tempo
ARTICOLO
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Pressioni internazionali in vista della missione dei 5+1 in Kazakistan. Gli Stati Uniti accusano: «Avete acquistato migliaia di magneti»
I nuovi colloqui sul nucleare iraniano si sono chiusi con un nulla di fatto. È quanto ha annunciato il capo della delegazione dell'Aiea, Herman Nackaerts. La delegazione si era recata in Iran per visitare il sito militare di Parchin in vista della missione dei 5+1 (membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con la Germania), in programma per il 26 febbraio in Kazakistan. Ma le autorità di Tehran hanno chiesto, in cambio della disponibilità ad aprire il sito militare alle ispezioni, il riconoscimento del diritto all'uso civile del nucleare nell'ambito del Trattato di non proliferazione. «Non ci è stato consentito di accedere al sito di Parchin. Ma il nostro impegno per la continuazione del dialogo è incrollabile. Adesso lavoreremo duro per provare a risolvere le divergenze residue, ma c'è bisogno di tempo per riflettere sulla via da seguire», è quanto ha dichiarato Nackaerts.
Ma le pressioni internazionali su Tehran non si fermano. Il presidente francese François Hollande, in visita ufficiale in India, ha chiesto al governo di New Delhi di convincere l'Iran ad entrare in negoziati seri sull'uso del nucleare e a rispettare gli obblighi internazionali riguardanti la proliferazione. Parigi aveva duramente criticato «il rifiuto persistente» dell'Iran a «fare piena luce sulle finalità del suo programma nucleare». Mentre gli Stati Uniti hanno denunciato che Tehran cerca di ottenere «materiale proibito» per far avanzare il programma nucleare. Secondo il Washington Post, gli iraniani avrebbero di recente acquisito decine di migliaia di magneti altamente sofisticati che vengono usati nelle centrifughe per l'arricchimento dell'uranio, nonostante le sanzioni internazionali lo vietino. Tuttavia, Olli Heinonen, capo delegazione dell'Aiea fino al 2010, ha spiegato che i magneti che l'Iran ha tentato di acquistare dalla Cina alla fine del 2011 sono compatibili con le centrifughe IR-1, ma non con quelle di nuova generazione IR-2 M, che Tehran ha di recente testato.
Negli ultimi mesi i responsabili del programma nucleare hanno lanciato messaggi contraddittori. Alcuni ingegneri iraniani hanno annunciato di aver convertito una parte delle riserve di uranio sotto forma di metallo. Si tratta di un processo che rende più difficile utilizzare l'uranio per produrre armi nucleari. Anche il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehmanparast, ha confermato queste rivelazioni. (giu. acc.)
Ma le pressioni internazionali su Tehran non si fermano. Il presidente francese François Hollande, in visita ufficiale in India, ha chiesto al governo di New Delhi di convincere l'Iran ad entrare in negoziati seri sull'uso del nucleare e a rispettare gli obblighi internazionali riguardanti la proliferazione. Parigi aveva duramente criticato «il rifiuto persistente» dell'Iran a «fare piena luce sulle finalità del suo programma nucleare». Mentre gli Stati Uniti hanno denunciato che Tehran cerca di ottenere «materiale proibito» per far avanzare il programma nucleare. Secondo il Washington Post, gli iraniani avrebbero di recente acquisito decine di migliaia di magneti altamente sofisticati che vengono usati nelle centrifughe per l'arricchimento dell'uranio, nonostante le sanzioni internazionali lo vietino. Tuttavia, Olli Heinonen, capo delegazione dell'Aiea fino al 2010, ha spiegato che i magneti che l'Iran ha tentato di acquistare dalla Cina alla fine del 2011 sono compatibili con le centrifughe IR-1, ma non con quelle di nuova generazione IR-2 M, che Tehran ha di recente testato.
Negli ultimi mesi i responsabili del programma nucleare hanno lanciato messaggi contraddittori. Alcuni ingegneri iraniani hanno annunciato di aver convertito una parte delle riserve di uranio sotto forma di metallo. Si tratta di un processo che rende più difficile utilizzare l'uranio per produrre armi nucleari. Anche il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehmanparast, ha confermato queste rivelazioni. (giu. acc.)
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