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il manifesto 2013.09.03 - 05 POLITICA
REFERENDUM RADICALI
Pannella, il pomo della discordia nel governissimo
TAGLIO MEDIO - Gilda Maussier
ROMA
ROMA
TAGLIO MEDIO - Gilda Maussier - ROMA
Dove ha fallito la sinistra, forse potrà Pannella. I 12 referendum radicali, a cui Silvio Berlusconi si è abbarbicato come fosse il nuovo patto con gli italiani, rischiano di diventare il pomo della discordia nella santa alleanza Pd/Pdl che tiene in vita il governissimo. Ieri, mentre anche Renato Brunetta annunciava la sua apparizione, questa mattina alle 10,30 a Largo di Torre Argentina, a Roma, per accodarsi in pieno alla nouvelle vague pannelliana dei berluscones - al contrario di Maurizio Gasparri che di pelo sullo stomaco ne ha molto ma non fino al punto di firmare anche quei quesiti referendari che rischiano di far abrogare le leggi scellerate del centrodestra -, e ad Arcore i consiglieri comunali del Pdl preparano un allegro week end di raccolta firme, alla festa del Pd di Cortona si è consumata la rottura tra la militanza democratica e quella radicale. Espulsi dalla festa, per eccesso di berlusconite.
«Il fatto che Berlusconi avesse posto la sua firma ai nostri referendum ha scatenato la rabbia dei militanti del Pd; con le buone e cattive maniere siamo stati costretti ad uscire», ha spiegato il portavoce aretino dei pannelliani, Angelo Rossi. La dinamica non è così chiara, però. Il segretario del Pd cortonese, Andrea Bernardini, che pure si dice disponibile a firmare per i referendum, nega tutto: «Non è stato cacciato nessuno. A tanti nostri militanti non era piaciuta la presenza dei radicali nella festa dopo l'appoggio avuto da Berlusconi». Una presenza «inopportuna anche per la contemporanea presenza dell'onorevole Civati che stava tenendo un incontro pubblico». Come se a parlare di «giustizia giusta», tanto invocata dai Radicali, perfino il neo candidato alla segreteria di partito avesse potuto rischiare di incartarsi.
Liscio come l'olio invece il discorso dei consiglieri arcoresi del Pdl che sabato e domenica prossima invitano ai tavoli tutti i concittadini del Cav. Perché, arrivano a dire, «il referendum è una forma altissima di democrazia e oggi, a fronte delle divergenze politiche, è probabilmente anche l'unica via per arrivare ad una nuova giustizia in Italia». Anche Gasparri in fondo trova la quadra: «Firmerò solo 5 referendum per la riforma della giustizia». Contrario all'abolizione dell'ergastolo, il vicepresidente del Senato considera «portatori di pericolosa illegalità i referendum su droga e immigrazione che vanno avversati con energia. E mi auguro - aggiunge - che lo dicano tanti esponenti del centrodestra che mi hanno espresso opinioni analoghe a quelle che da tempo ho comunicato. Un conto è la spinta urgente per la riforma della giustizia. Un conto il resto. Non bisogna fare confusione»
«Il fatto che Berlusconi avesse posto la sua firma ai nostri referendum ha scatenato la rabbia dei militanti del Pd; con le buone e cattive maniere siamo stati costretti ad uscire», ha spiegato il portavoce aretino dei pannelliani, Angelo Rossi. La dinamica non è così chiara, però. Il segretario del Pd cortonese, Andrea Bernardini, che pure si dice disponibile a firmare per i referendum, nega tutto: «Non è stato cacciato nessuno. A tanti nostri militanti non era piaciuta la presenza dei radicali nella festa dopo l'appoggio avuto da Berlusconi». Una presenza «inopportuna anche per la contemporanea presenza dell'onorevole Civati che stava tenendo un incontro pubblico». Come se a parlare di «giustizia giusta», tanto invocata dai Radicali, perfino il neo candidato alla segreteria di partito avesse potuto rischiare di incartarsi.
Liscio come l'olio invece il discorso dei consiglieri arcoresi del Pdl che sabato e domenica prossima invitano ai tavoli tutti i concittadini del Cav. Perché, arrivano a dire, «il referendum è una forma altissima di democrazia e oggi, a fronte delle divergenze politiche, è probabilmente anche l'unica via per arrivare ad una nuova giustizia in Italia». Anche Gasparri in fondo trova la quadra: «Firmerò solo 5 referendum per la riforma della giustizia». Contrario all'abolizione dell'ergastolo, il vicepresidente del Senato considera «portatori di pericolosa illegalità i referendum su droga e immigrazione che vanno avversati con energia. E mi auguro - aggiunge - che lo dicano tanti esponenti del centrodestra che mi hanno espresso opinioni analoghe a quelle che da tempo ho comunicato. Un conto è la spinta urgente per la riforma della giustizia. Un conto il resto. Non bisogna fare confusione»
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