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il manifesto 2013.09.03 - 12 VISIONI
POLEMICHE
Quello sguardo pornografico
TAGLIO MEDIO - C. Pi.
TAGLIO MEDIO - C. Pi.
Ci sono film che un festival non dovrebbe selezionare. E certo non per lo «scandalo» di un padre incestuoso, che prostituisce le sue figlie e nipoti (assai probabilmente anch'esse sue figlie) nel silenzio complice di tutta la famiglia. Lo sguardo del regista greco inaccettabile per quel che di pornografico contiene, una sorta di tradimento del cinema nelle sue regole più semplici. Nella sua messa in scena studiata, replica di molto cinema greco attuale - possiamo parlare di un sotto Lanthimos il regista a Venezia con Alpi - Avranas ci mostra in Miss Violence (concorso) personaggi che disprezza totalmente, senza alcuna compassione.
Perché li filma non lo sappiamo visto che dietro alle sue geometrie non c'è nulla se non l'esibizione di chi vuole provocare con gratuità toccando tabù del nostro mondo. Il fatto è che nella sua superficialità non va da nessuna parte, se non verso il compiacimento del disgusto, cosa che è fondamento di un fascismo dell'immagine insopportabile. Perché donare a questo non-sguardo una tribuna, il cinema come provocazione politica e poetica di forme e di invenzioni è altro. A questo un festival dovrebbe tendere, senza farsi distrarre dalle facili esche di un «disturbante» che celebra soltanto ciò che pretende di criticare. Non serve a nessuno, meno che mai al cinema.
Perché li filma non lo sappiamo visto che dietro alle sue geometrie non c'è nulla se non l'esibizione di chi vuole provocare con gratuità toccando tabù del nostro mondo. Il fatto è che nella sua superficialità non va da nessuna parte, se non verso il compiacimento del disgusto, cosa che è fondamento di un fascismo dell'immagine insopportabile. Perché donare a questo non-sguardo una tribuna, il cinema come provocazione politica e poetica di forme e di invenzioni è altro. A questo un festival dovrebbe tendere, senza farsi distrarre dalle facili esche di un «disturbante» che celebra soltanto ciò che pretende di criticare. Non serve a nessuno, meno che mai al cinema.
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
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sabato 14 settembre
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Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).
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