Buon lavoro
Nicola De Lorenzo, Asti
Gentile Nicola, accolgo con entusiasmo la tua lettera (critiche comprese) perché solleva un problema che mi sta molto a cuore e che sembra in apparenza irrisolvibile.
Punto uno: uno stipendio di 4.000 euro - alto, ma non astronomico - non è così «fuori le righe» per un direttore straniero che venga a reggere le redini di una istituzione internazionale come è il Maxxi e che rilanci quel museo nel mondo; è bene che - in ogni settore - le competenze vengano riconosciute e siano pagate. Un paese privo di ricerca sconta anche un vuoto di futuro e di speranza. Si può discutere o meno sull'opportunità di istituire grandi musei se poi non si possono mantenere, ma resta sempre valida l'idea, a mio parere, che arte, cinema, musica, teatro, siano isole di benessere e davvero funzionino da antidepressivo (oltre che da «micce di coscienza»). Quando venne costruito l'Auditorium di Piano ci furono molte polemiche, però la scelta si rivelò giusta: quel luogo è oggi una «piazza» abitata dai suoi cittadini. Punto due: i costi della cultura e la situazione economica gravissima italiana. Qui, mi schiero completamente dalla tua parte. La soluzione c'è: se il biglietto per entrare al Maxxi è caro perché il mantenimento dell'edificio stesso e delle sue attività non permettono gare al ribasso, nulla vieta che si applichino dei parametri europei per far sì che la cultura non sia di élite. Per esempio: perché i minorenni pagano? In Europa, in moltissimi musei, entrano gratis fino a diciotto anni e poi, se studenti, usufruiscono di tessere speciali tutto l'anno. Così potrebbe essere per chi è disoccupato o cassaintegrato: penso a una tessera con ingressi agevolati, tipo carnet a costi contenutissimi. Oppure abbonamenti, offerte, gratuità in alcuni giorni: le formule sono infinite. Perché chi è in cassaintegrazione dovrebbe essere deprivato anche del piacere di ascoltare del jazz, vedere un bel film o andare a una mostra di Tiziano? Non sarebbe meglio applicare una politica strutturale che favorisca il «consumo culturale» rispetto agli eventi tipo Notti bianche?
Arianna Di Genova
sabato 14 settembre
da martedì 17 settembre


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