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il manifesto 2013.09.04 - 14 COMMUNITY
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LE LETTERE
LETTERE
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Per la pace in Siria
Siamo stretti in queste ultime ore nella morsa dell'angoscia e dell'apprensione per la tragedia che ancora una volta ci sovrasta.Questa volta ne percepiamo ancor più di sempre tutta la gravità. Gli ondeggiamenti,il rinvio, il rifiuto del conflitto da parte di paesi dell'Eurozona e del Medio Oriente ne sono un segnale inequivocabile. Per la prima volta l'alleanza atlantica mette in discussione la sua sudditanza agli Usa. Il ripudio della guerra contenuto nella nostra Costituzione e il suo utilizzo come strumento di risoluzione delle controversie internazionali assume in questo momento una concretezza impressionante. Le guerre di Bush hanno lasciato infatti una scia di situazioni irrisolte che dimostrano come la democrazia non si esporti con la forza, (...) Il groviglio di conflitti religiosi e interessi economici, di etnie che non sanno più trovare gli stili di una tollerante convivenza,il dramma del popolo palestinese, tutto ciò travaglia i paesi del Medio Oriente e non può essere risolto con un punitivo intervento armato. Apprezziamo la posizione del ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, che si è esposta con determinazione guidando la posizione del nostro governo,che ha dimostrato questa volta il rispetto dei principi costituzionali e della Carta delle Nazioni Unite. La nostra Associazione Nazionale «Per la Scuola della Repubblica» nata per diffondere nelle scuole la tutela e l'attuazione dei principi costituzionali, i valori della pace nella giustizia sociale, della ricerca di soluzioni razionali in luogo di imposizioni violente, si rivolge ai poteri che possono decidere delle sorti del mondo , in particolare al presidente Obama, affinché sappia rappresentare quello che ritiene il suo «ruolo-missione di salvatore della democrazia nel mondo» rifiutando interventi armati dal sapore punitivo che provocherebbero ritorsioni militari a catena con danni ancora più gravi per le popolazioni coinvolte. E' tempo di voltare le spalle alla logica di sempre: aggressioni travestite da guerre umanitarie, bombardamenti "mirati", scontri velati da «meritate punizioni».... La comunità internazionale, assai più incerta che in passato sull'efficacia di un intervento militare di proporzioni mondiali, come stanno dimostrando le grandi proteste delle popolazioni di tutti i paesi, ci fa sentire più vicina la possibilità di una svolta e ci incoraggia a pretendere dagli Usa quella scelta coraggiosa che può segnare finalmente una storica inversione di tendenza. L'art.11 della nostra Costituzione potrebbe diventare realtà.
Associazione nazionale "Per la Scuola della Repubblica"
Il «fascismo dell'immagine»
Non ho visto il film di cui parla Cristina Piccino sul manifesto («Quello sguardo pornografico») ma voglio ringraziarla perché ha avuto il coraggio di affermare un principio che purtroppo oggi sembra completamente dimenticato e cioè che se le immagini del cinema, come ci si compiace spesso di dire, possono «liberare la testa», «cambiare la vita» (e quindi anche il mondo) allora possono anche produrre l'effetto contrario, cioè quello che Piccino opportunamente definisce «fascismo dell'immagine». In un momento come questo, dominato da una cultura delle tendenze che nella sua vaghezza, superficialità e indeterminazione non è mai stata così conformista (pretendendo costantemente, a priori, di non esserlo) questo articolo mi è sembrato un prezioso momento di verità.
Francesco Dal Bosco
Siamo stretti in queste ultime ore nella morsa dell'angoscia e dell'apprensione per la tragedia che ancora una volta ci sovrasta.Questa volta ne percepiamo ancor più di sempre tutta la gravità. Gli ondeggiamenti,il rinvio, il rifiuto del conflitto da parte di paesi dell'Eurozona e del Medio Oriente ne sono un segnale inequivocabile. Per la prima volta l'alleanza atlantica mette in discussione la sua sudditanza agli Usa. Il ripudio della guerra contenuto nella nostra Costituzione e il suo utilizzo come strumento di risoluzione delle controversie internazionali assume in questo momento una concretezza impressionante. Le guerre di Bush hanno lasciato infatti una scia di situazioni irrisolte che dimostrano come la democrazia non si esporti con la forza, (...) Il groviglio di conflitti religiosi e interessi economici, di etnie che non sanno più trovare gli stili di una tollerante convivenza,il dramma del popolo palestinese, tutto ciò travaglia i paesi del Medio Oriente e non può essere risolto con un punitivo intervento armato. Apprezziamo la posizione del ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, che si è esposta con determinazione guidando la posizione del nostro governo,che ha dimostrato questa volta il rispetto dei principi costituzionali e della Carta delle Nazioni Unite. La nostra Associazione Nazionale «Per la Scuola della Repubblica» nata per diffondere nelle scuole la tutela e l'attuazione dei principi costituzionali, i valori della pace nella giustizia sociale, della ricerca di soluzioni razionali in luogo di imposizioni violente, si rivolge ai poteri che possono decidere delle sorti del mondo , in particolare al presidente Obama, affinché sappia rappresentare quello che ritiene il suo «ruolo-missione di salvatore della democrazia nel mondo» rifiutando interventi armati dal sapore punitivo che provocherebbero ritorsioni militari a catena con danni ancora più gravi per le popolazioni coinvolte. E' tempo di voltare le spalle alla logica di sempre: aggressioni travestite da guerre umanitarie, bombardamenti "mirati", scontri velati da «meritate punizioni».... La comunità internazionale, assai più incerta che in passato sull'efficacia di un intervento militare di proporzioni mondiali, come stanno dimostrando le grandi proteste delle popolazioni di tutti i paesi, ci fa sentire più vicina la possibilità di una svolta e ci incoraggia a pretendere dagli Usa quella scelta coraggiosa che può segnare finalmente una storica inversione di tendenza. L'art.11 della nostra Costituzione potrebbe diventare realtà.
Associazione nazionale "Per la Scuola della Repubblica"
Il «fascismo dell'immagine»
Non ho visto il film di cui parla Cristina Piccino sul manifesto («Quello sguardo pornografico») ma voglio ringraziarla perché ha avuto il coraggio di affermare un principio che purtroppo oggi sembra completamente dimenticato e cioè che se le immagini del cinema, come ci si compiace spesso di dire, possono «liberare la testa», «cambiare la vita» (e quindi anche il mondo) allora possono anche produrre l'effetto contrario, cioè quello che Piccino opportunamente definisce «fascismo dell'immagine». In un momento come questo, dominato da una cultura delle tendenze che nella sua vaghezza, superficialità e indeterminazione non è mai stata così conformista (pretendendo costantemente, a priori, di non esserlo) questo articolo mi è sembrato un prezioso momento di verità.
Francesco Dal Bosco
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
in edicola
sabato 14 settembre
sabato 14 settembre
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).
In edicola
da martedì 17 settembre
da martedì 17 settembre
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale

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XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique

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