Edizione html
il manifesto 2013.09.05 - 06 ECONOMIA
SCUOLA - Docenti precari mobilitati in tutto il paese
«Questo Stato prima ci usa e poi ci getta»
TAGLIO MEDIO - Silvia Colangeli
TAGLIO MEDIO - Silvia Colangeli
Seimila insegnanti «quota 96» sulla corda. Le risorse sono state prosciugate dall'abolizione dell'Imu
Sei, ventitre, diciassette, quaranta. I numeri scritti sulle maglie gialle indicano gli anni di precariato. Queste le divise scelte dal gruppo «Precari contro la crisi», insegnanti attivi in rete che ieri pomeriggio hanno protestato in diverse città italiane e saranno a Montecitorio con un presidio fino al 9 settembre,giorno in cui il consiglio dei ministri dovrebbe indicare dove prendere i 600 milioni (ma la cifra ieri era ancora incerta, dopo l'abolizione dell'Imu per tutti) per le assunzioni e gli incarichi dei docenti. I loro problemi, con l'inizio dell'anno scolastico, non sembrano affatto risolti. In molte regioni mancano le graduatorie definitive di presidi e docenti. Se la ministra dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza rivendica con orgoglio l'assunzione di 11.628 docenti, dal coordinamento precisano che «nemmeno la regina dei tagli Gelmimi aveva fatto peggio: è una cifra insignificante se si pensa che gli insegnanti vincitori di concorsi e abilitati, in attesa del passaggio di ruolo, sono oltre 150 mila. Quest'anno sono stati incaricati 100 mila docenti. Dunque lo spazio c'è. Dobbiamo evitare che la chiamata diventi la prassi e il concorso a cattedra un calvario».
Fra le prime a prendere il microfono Francesca, insegnante d'inglese alle superiori e precaria da dieci anni.«Speriamo che il consiglio dei ministri convocato per il 9 trovi le risorse per passare dalle promesse ai fatti. Ancora nessuno ci dice come risolvere il problema degli inidonei, gli oltre 3500 docenti che dovrebbero transitare verso mansioni di solito svolte da personale Ata».
Altro tasto dolente i cosiddetti «quota 96», 6000 insegnanti che non possono andare in pensione a causa della Riforma Fornero. Fra questi Francesco, catanese, 61 anni: «Sono in quota 101, ho quarant'anni di servizio, insegnavo tecnologia prima nelle scuole serali e poi alle medie. Grazie alla riforma del precedente governo non posso andare in pensione, ma il giudice del lavoro mi ha dato ragione. Ora aspetto il pronunciamento della Corte costituzionale il 19 novembre e intanto partecipo al presidio». Ieri c'erano anche Bernardo e Giovanni, campani , ma per motivi di lavoro trapiantati a Roma.«Ci siamo abilitati in educazione fisica e sostegno, infatti per anni abbiamo lavorato con ragazzi disabili. Io all'inizio viaggiavo da Castellamare, poi mi sono rassegnato a trasferirmi. Quest'anno, contrariamente a quanto ci avevano promesso, le assunzioni sono molte meno». L'anno scorso infatti, in cambio di 22 mila nuovi assunti, i prof di sostegno si sono fatti bloccare lo scatto stipendiale. In proposito il prossimo consiglio dei ministri già ha abbassato la cifra a 18 mila nei prossimi 2 anni.
Mara è venuta dalla Sardegna per protestare, oggi è già di ritorno a Cagliari. «Ho cinquant'anni, la mia storia comincia nel '90: sono laureata in economia e ho niziato a insegnare informatica, poi nel 2000, grazie a Berlinguer, mi hanno annullato cattedra e punteggi. Ho preso finora altre sei abilitazioni, l'ultima col Tfa, e ora insegno geografia,una materia che sta sparendo dai programmi di quasi tutte le scuole».
Fra le prime a prendere il microfono Francesca, insegnante d'inglese alle superiori e precaria da dieci anni.«Speriamo che il consiglio dei ministri convocato per il 9 trovi le risorse per passare dalle promesse ai fatti. Ancora nessuno ci dice come risolvere il problema degli inidonei, gli oltre 3500 docenti che dovrebbero transitare verso mansioni di solito svolte da personale Ata».
Altro tasto dolente i cosiddetti «quota 96», 6000 insegnanti che non possono andare in pensione a causa della Riforma Fornero. Fra questi Francesco, catanese, 61 anni: «Sono in quota 101, ho quarant'anni di servizio, insegnavo tecnologia prima nelle scuole serali e poi alle medie. Grazie alla riforma del precedente governo non posso andare in pensione, ma il giudice del lavoro mi ha dato ragione. Ora aspetto il pronunciamento della Corte costituzionale il 19 novembre e intanto partecipo al presidio». Ieri c'erano anche Bernardo e Giovanni, campani , ma per motivi di lavoro trapiantati a Roma.«Ci siamo abilitati in educazione fisica e sostegno, infatti per anni abbiamo lavorato con ragazzi disabili. Io all'inizio viaggiavo da Castellamare, poi mi sono rassegnato a trasferirmi. Quest'anno, contrariamente a quanto ci avevano promesso, le assunzioni sono molte meno». L'anno scorso infatti, in cambio di 22 mila nuovi assunti, i prof di sostegno si sono fatti bloccare lo scatto stipendiale. In proposito il prossimo consiglio dei ministri già ha abbassato la cifra a 18 mila nei prossimi 2 anni.
Mara è venuta dalla Sardegna per protestare, oggi è già di ritorno a Cagliari. «Ho cinquant'anni, la mia storia comincia nel '90: sono laureata in economia e ho niziato a insegnare informatica, poi nel 2000, grazie a Berlinguer, mi hanno annullato cattedra e punteggi. Ho preso finora altre sei abilitazioni, l'ultima col Tfa, e ora insegno geografia,una materia che sta sparendo dai programmi di quasi tutte le scuole».
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
in edicola
sabato 14 settembre
sabato 14 settembre
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).
In edicola
da martedì 17 settembre
da martedì 17 settembre
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale

IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique

IN VENDITA NELLO STORE
MANIBLOG
LANAVIGAZIONE
• home • in edicola • attualità
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
ILSITO
Nicola Bruno
contatti
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
consiglio di amministrazione Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
02/ 89074385
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it


• 