mercoledì 18 settembre 2013
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
 
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa
Edizione html
il manifesto 2013.09.05 - 07 SOCIETÀ
 
Val Susa/ MA IN FRANCIA AUMENTANO I DUBBI SULL'OPERA
«Sabotatori» o «terroristi»? L'estate calda del popolo No Tav
ARTICOLO - Mauro Ravarino TORINO

ARTICOLO - Mauro Ravarino TORINO
TORINO
Calda, ormai da anni, è l'estate No Tav. Le ultime tre settimane sono state un'escalation di fatti e interventi. Arresti tra le fila del movimento, l'incendio ai mezzi alla ditta Geomont che lavora per la Torino-Lione e, poi, le parole (con polemiche annesse) dello scrittore Erri De Luca («Giusto sabotare la Tav»), del filosofo Gianni Vattimo («In Valsusa non c'è terrorismo») e, in direzione opposta, del procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli: «Preoccupante il silenzio, rispetto alle violenze, di alcuni uomini della cultura, della politica, della pubblica amministrazione e dell'informazione, perché può partire dalla sottovalutazione del fenomeno per rasentare qualcosa di peggio: la connivenza». L'ultras Sì Tav, Stefano Esposito, senatore Pd che non ama fare il pompiere, evoca i Paesi Baschi: «Siamo alla "baschizzazione" della parte violenta No Tav».
Intanto, seppur i pasdaran dell'opera lo neghino a ripetizione, in Francia aumentano i dubbi sull'opera, Les Echos - principale giornale economico finanziario transalpino - ieri ha sottolineato le nubi che si addensano sulla Torino-Lione: il progetto non suscita entusiasmo, prosegue il cammino amministrativo «ma la questione del finanziamento non è ancora stata chiarita», nemmeno per quanto riguarda la quota francese (2,2 miliardi) del tratto internazionale in comune tra Parigi e Roma. Così facendo, ulteriori ritardi saranno inevitabili.
E in Valle? Mentre nei servizi dei telegiornali si adombrano scenari ogni volta più foschi, che aria si respira? «Noi abbiamo l'impressione che la repressione aumenti perché sono alla frutta. E tutto ciò si tramuta in una criminalizzazione scomposta», dice Nicoletta Dosio, insegnante in pensione e memoria storica del movimento. «Sentiamo tanto livore, ma anche tanta solidarietà - continua -; colpiscono i nostri giovani per colpire il futuro e dividere il patto tra generazioni che si è instaurato qui da noi». Dosio è stata sentita nei giorni scorsi dai magistrati della Procura di Torino insieme a Gianni Vattimo e Luca Abbà. Convocati perché il 15 agosto visitarono il carcere di Torino; l'europarlamentare Idv li presentò come i suoi consulenti. La Procura vuole chiarire se questa dichiarazione costituisce oppure no un reato di falso ideologico, visto che nessuno dei due ha un rapporto di consulenza ufficiale con Vattimo. «Consulo in latino significa consulto e consiglio. E chi ha bisogno di consigli va da chi se ne intende - spiega Dosio - è da tempo che conosco il professore e spesso si rivolge a me sul tema Tav».
La piccola delegazione aveva incontrato il No Tav Davide Giacobbe, arrestato il giorno prima con l'accusa di aver aggredito un sovrintendente di polizia nei pressi del cantiere di Chiomonte. «La vera violenza è quella dello Stato che militarizza il territorio per realizzare un'opera inutile», disse in un'intervista a La Repubblica il filosofo Vattimo, che si scolla l'etichetta di "cattivo maestro": «Loro teorizzavano la lotta armata. Io mi limito a difendere i blocchi stradali».
La notte del 30 agosto i carabinieri avevano fermato a Venaus una macchina. A bordo ci sono due studenti universitari che trasportavano, a detta degli inquirenti, razzi, molotov, cesoie, fionde, chiodi a tre punte. Si chiamano Davide Forgione, 21 anni, del centro sociale Askatasuna, e Paolo Rossi, 26 anni. Vengono arrestati. Il giorno dopo Gian Carlo Caselli, illustrando l'operazione, lancia l'allarme: «L'escalation delle violenze in Val Susa è preoccupante». E accusa, rivolgendosi alla politica: «Preoccupante è la connivenza». Il movimento non ci sta - incassa la solidarietà di Giorgio Cremaschi e il monito di Erri De Luca - e solleva dubbi sulla natura dell'incendio a due mezzi della Geomont di Giuseppe Benente, titolare dell'azienda, che annuncia di voler lasciare l'Italia: «La Val Susa non è tranquilla». Da domani, a Chiomonte, campeggio nazionale studentesco No Tav, fino al 9 settembre: dibattiti, concerti e iniziative di lotta. Sabato presidio di solidarietà a Paolo e Davide sotto il carcere delle Vallette.
 
[stampa]
 
 
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
    in edicola
sabato 14 settembre
 
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

  In edicola
da martedì 17 settembre
 
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale
 
      IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it