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il manifesto 2013.09.05 - 14 COMMUNITY
 
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LE LETTERE
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LETTERE
Informazione di guerra
Quanto tempo ancora questa pseudo informazione main stream, nel mondo tutto, ma in modo estremamente più grave un' Italia, già altamente viziata da concentrazioni - la più anomala, Mediaset, che si è fatta pure governo del paese - lobbistiche economico-finanziarie, possa impunemente ri-trattarci da idioti, fornendoci ogni sorta di menzogne provocatrici? Si guardi il caso della crisi siriana. Una situazione tanto grave che non si può dire remoto il rischio del precipizio di una guerra totale dagli esiti inimmaginabili per l'umanità. Ora, è vero, il lettore medio italiano negli anni è stato abituato a credere a tutto, compresa la famosa bufala che Ruby era la nipote di Mubarak, ma pensare che non gli sia rimasto un minimo di senso logico per non comprendere che il ras siriano, Assad, non ricavi nessun vantaggio a fare un'operazione militare con il gas letale anzi, vuol dire considerarlo l'ultimo degli imbecilli. Il troppo stroppia davvero!
Giulio Raffi

La legge del «grilletto»
«Non è la prima. / Prima ci sono state altre guerre./ Alla fine dell'ultima c'erano vincitori e vinti. / Fra i vinti la povera gente faceva la fame. / Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente». (Bertolt Brecht) - Un tale gigantesco manifesto certo non lascerà ferme le pistole nelle fondine né impedirà a un bambino di soffrire. Ma senza nessuna voce il grido della verità giusta è uno sparo ancora più tremendo, soffocato nelle secche accidiose della retorica più scialba, e la politica una donnaccia deforme che ride compiaciuta del sangue che ha versato. "Sto con voi dalla parte della libertà, ma non sto contro mia madre" scriveva Camus ai tempi del conflitto in Algeria. La sconfitta di ogni generazione è il perenne tonfo nella stupidità umana, nelle cave gelide del potere, in una legge dettata dai grilletti.
Cristiano Cant Pesaro

Un governo per ricchi
Il governo Pd/Pdl/Monti, a mio parere, è una sciagura per il nostro Paese, perché non è in grado di trovare le risorse finanziarie dove sono: nella grande ricchezza, nella rendita finanziaria, nell'evasione fiscale (perchè non vogliono il Re degli Imbroglioni ed i suoi parlamentari/dipendenti), nei cacciabombardieri F35 e EuroFighter e nelle tante grandi opere inutili e dannose (perchè, insieme al Pdl e a Monti, non vogliono tagliarle neanche i massimi dirigenti del Pd). Il governo Letta non è in grado di realizzare nessuna scelta significativa di cambiamento per: ridurre la sofferenza sociale, per costruire un'Italia più giusta, per difendere e sviluppare Welfare e beni comuni fondamentali e per creare posti di lavoro in un'economia da sviluppare sul versante della sostenibilità ecologica, ridefinendo le priorità nella destinazione della spesa pubblica. Insomma, a mio parere, Enrico Letta, continua a «reggere il sacco al Re degli Imbroglioni» e l'ipotesi che il governo Letta vada avanti fino alle elezioni politiche da farsi nella primavera 2015, potrebbe avere un senso solo se il Pd non consentirà a Letta di continuare a cedere alla richieste elettoralistiche del Re degli Imbroglioni (come ha fatto sull'Imu), con la speranza di provocare l'uscita del Pdl dal governo. Se questa speranza si realizzerà, dopo una verifica parlamentare, potrebbe esserci la continuazione del governo Letta, come monocolore Pd che cerca la maggioranza in parlamento sui singoli provvedimenti (ma in questo caso è più realistico prevedere le elezioni politiche nel febbraio 2014).
Giuliano Ciampolini, Agliana (Pt)

Tasse, il grande imbroglio
E' ufficiale! Berlusconi è un imbroglione: è lui che ha ideato e beneficiato della frode fiscale allo scopo di evadere le tasse, di non pagare il dovuto allo Stato anche quando era Presidente del Consiglio. In pratica, mentre ricopriva una delle più alte istituzioni dello Sato aveva già imbrogliato il fisco dello Sato che rappresentava. Mentre decideva le tasse che dovevano pagare gli italiani e diceva di combattere l'evasione. in realtà, il Presidente Berlusconi, aveva già evaso le tasse. C'è un solo momento in cui è stato sincero, quando ha detto che se uno Stato strangola con le tasse è legittimo che il cittadino le evada e, mentre lo diceva, aveva già applicato l'invito, aveva trasformato l'affermazione verbale in dato di fatto per se stesso. Nel pieno rispetto della sua innata propensione a imbrogliare e dire bugie, è andato in televisione a dire che il Pdl ha mantenuto le promesse elettorali, ha abolito l'Imu e che gli italiani ricordino questo fatto e gli diano di nuovo il voto. Con questa ennesima uscita televisiva si è raggiunto un livello impensabile e insopportabile di prepotenza, arroganza istituzionale. E' l'ennesima presa in giro con la solita faccia di bronzo. Quello che è stato abolito è in realtà, solo il nome Imu perché, più o meno, la stessa tassa, rincarata, è stata sostituita con la «Service Tax» , futura Taser, che unirà la Tares e la Service.
Io spero che gli italiani ricordino bene, quando andranno a pagare di più chi è corresponsabile di questa ennesima rapina direttamente dalle loro tasche e spero siano capaci di collegare le dichiarazioni ingannatrici di Berlusconi con la realtà del «borseggio» in atto ai loro danni mentre, l'evasore in terzo grado, è ancora al potere ancora pagato da noi, ancora beneficiario di tutti i privilegi di cui ha impropriamente goduto e di cui continua ingiustamente a godere, pronto a ricandidarsi e a essere stupidamente o provocatoriamente votato.
Lo Stato e il Pd stanno dimostrando di essere impotenti di fronte alla prepotenza dei potenti.
Mancini Amando Viareggio

Contratti Expo
Ho letto sul Manifesto l'appello: «Non generalizzare i contratti dell'expo» e mi trovo sostanzialmente d'accordo su quello che è scritto e cioè che simili accordi violano le norme vigenti, arretrano e svuotano le tipologie contrattuali esistenti. Tipologie contrattuali che a loro volta sono il risultato di altre leggi e accordi che le hanno continuamente svuotate e deregolamentate senza con questo aumentare i posti di lavoro. D'altronde il loro scopo non è aumentare i posti di lavoro, ma sostituire lavoratori che hanno dei diritti con altri che ne hanno di meno. Meno salario, più basso inquadramento, salario indiretto e garanzie di continuazione del lavoro eliminati, costo contributivo per l'azienda pressoché azzerato. Oltre alle Grandi Opere quasi tutte inutili e dannose per l'ambiente, ora si inventano anche i Grandi Eventi e finte professionalità come «operatore, specialista, tecnico Grande Evento», pescando tra cassa integrati, disoccupati o in mobilità che alla fine del "Grande Evento" ritorneranno tali e per fare questo si abusa dei contratti di apprendistato, di stage (1.300 unità) e, udite udite, di «volontari» (18.500 unità) che saranno usati per ricevere i visitatori, per indirizzarli e controllarli e chissà quanto altro ancora. Come dice bene l'appello questo è lavoro che da pagato viene erogato in modo gratuito e in cambio di chissà quali promesse. Prima e dopo l'accordo Napolitano, Letta, Giovannini, Sacconi, il Comune di Milano si sono dichiarati soddisfatti e pronti a generalizzare l'accordo anche attraverso decreti legge specifici. I firmatari chiedono che questo non venga fatto, ma lo chiedono a chi? A coloro che questi accordi capestro li firmano continuamente senza nessuna remora o pudore e in ogni settore di questo nostro squinternato sistema produttivo? Penso che l'appello avrebbe avuto molto più senso e forza se i firmatari si fossero rivolti a tutti coloro che verranno chiamati a lavorare per l'Expo 2015, affinché si organizzino lottando per «riportare condizioni lavorative dignitose in questo grande evento», dichiarandosi loro stessi fin da ora disponibili a sostenerli sotto il profilo legale, sindacale, politico e comunicativo.
Gianni Sbrogiò Padova

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Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
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Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

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