mercoledì 18 settembre 2013
invia per email
Segnala l'articolo
al seguente indirizzo email



 
ricerca nella sezione attualità
inserisci la parola da cercare
 
utility
invia per email
condividi

 
ricerca stampa
Edizione html
il manifesto 2013.09.06 - 05 LAVORO
 
L'ANALISI
Ilva e Ansaldo un governo zero industria
COMMENTO - Riccardo Chiari

COMMENTO - Riccardo Chiari
Politiche industriali, chi le ha viste? I ripetuti sos della Cgil non sembrano smuovere il governo Letta da una sostanziale inazione. A metà tra il fatalismo, e il «vorrei ma non posso». Nel comparto siderurgico non va avanti la possibile sinergia fra l'Ilva di Taranto e le Acciaierie di Piombino. Questo nonostante la presenza di due commissari governativi sul ponte di comando delle aziende, e il dato di fatto di un obbligatorio rallentamento della produzione in Puglia, per i ben noti problemi ambientali.
Se possibile, va ancora peggio in Finmeccanica. Nella holding a partecipazione pubblica che controlla il più grande gruppo industriale italiano, si continua a volere vendere gioielli della corona come Ansaldo Energia e Ansaldo Sts.
Solo 48 ore fa, al termine di una giornata movimentata dalle anticipazioni dell'agenzia Reuters sulla imminente cessione di una quota di maggioranza di Ansaldo Energia alla sudcoreana Doosan Heavy Industries, su richiesta della Consob da piazza Monte Grappa è stato precisato: «Al momento, nell'ambito delle trattative in corso, non sono stati raggiunti accordi vincolanti in merito alla cessione di Ansaldo Energia». Però la trattativa esiste.
C'è da preoccuparsi. Non solo perché, al pari di Ansaldo Sts, Ansaldo Energia continua a conquistare commesse in giro per il mondo: l'ultima, da 440 milioni, la vedrà impegnata in Sudafrica insieme a Fata. Soprattutto la concreta ipotesi di una cessione fa a pugni con quanto dichiarato da palazzo Chigi. Il segretario ligure della Uilm, Antonio Apa, ha subito segnalato che a fine agosto i sindacati hanno incontrato Enrico Letta e il ministro Zanonato. «Dal premier - puntualizza Apa - abbiamo avuto rassicurazioni sul fatto che il governo non ha maturato nessuna idea sul versante delle cessioni. Mentre il ministro Zanonato ha dichiarato la sua indisponibilità a cedere asset strategici per il paese, e ha individuato un possibile percorso per la loro salvaguardia grazie alla Cassa depositi e prestiti». Tra Finmeccanica e il suo maggiore azionista, evidentemente, le strategie d'azione sono non poco divergenti.
Quanto alla siderurgia, dopo la doccia gelata inflitta da Enrico Bondi a operai e sindacati delle Acciaierie, l'incontro, due giorni fa, alla festa piombinese del Pd fra il sottosegretario De Vincenti e Susanna Camusso non ha certo diradato le nubi sul futuro della ex Lucchini. La numero uno della Cgil ha ribadito che l'altoforno toscano deve restare acceso, almeno fino al 2015. Mentre De Vincenti ha spiegato che a Taranto hanno paura di perdere il loro, di altoforno, se alcune produzioni fossero trasferite a Piombino. Però il governo appare paralizzato. E sì che, mai come oggi, le condizioni sarebbero favorevoli. Senza nemmeno ricorrere all'aborrita parola «nazionalizzazioni», che pure è diventata di attualità perfino in Confindustria.
 
[stampa]
 
 
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan  Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
 
    in edicola
sabato 14 settembre
 
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).

  In edicola
da martedì 17 settembre
 
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale
 
      IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique
 
    IN VENDITA NELLO STORE
RECENSIONI
 
 
 
 
 
ILSITO
implementazione e sviluppo
Mir
hanno partecipato
Gianni Fotia [ab&c]
Raffaele Mastrolonardo
Nicola Bruno
contatti
 
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
 
consiglio di amministrazione   Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
 
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
 
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
 
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it