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il manifesto 2013.09.06 - 07 POLITICA
5 Stelle/ DA OGGI BANCHETTI IN 500 PIAZZE IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE
Campanella: «Questa classe politica non è legittimata a cambiare la Carta»
INTERVISTA - Carlo Lania
ROMA
ROMA
INTERVISTA - Carlo Lania - ROMA
Tre giorni per difendere la Costituzione. Da oggi fino a domenica in 500 piazze italiane il Movimento 5 stelle allestirà banchetti per informare i cittadini sulla «violazione della Costituzione da parte dei partiti»». A Roma l'appuntamento è per domani alle 14 in piazza SS. Apostoli, anche se già oggi i parlamentari pentastellati si troveranno davanti Montecitorio per incontrare i cittadini. Una manifestazione che prende avvio in concomitanza con la ripresa, oggi alla Camera, del dibattito sulle riforme. «Vogliono derogare l'articolo 138 della Costituzione, ma molti costituzionalisti hanno già spiegato che non è possibile: il 138 si può modificare ma non si può derogare, perché è il percorso obbligato che garantisce tutti sulla ponderatezza delle modifiche alla Carta», spiega il senatore Franco Campanella. «Pd e Pdl, che pure sono i promotori di queste modifiche, non hanno neanche una visione comune, anzi hanno idee proprio opposte. Uno immagina di modificare il sistema parlamentare per renderlo in qualche modo più agile, e l'altro vuole invece la repubblica presidenziale. La verità è che vogliono prendersi i 18 mesi di tempo che si sono dati per fare le riforme, garantendo così al governo il tempo per poter continuare ad agire.
E questo per voi è un colpo di Stato?
Personalmente tendo a evitare espressioni così forti. In questo caso si tratta di una grave scorrettezza, un grave vulnus allo spirito della Costituzione. Anche perché quelle a cui si sta pensando sono riforme importanti. Consideri che i costituenti vedevano nell'articolo 138 lo strumento per apportare dei correttivi. Ora una cosa è un correttivo, un'altra è cambiare tutto.
Perdipiù accorciando i tempi per approvare le riforme.
Esatto. Chiedono una deroga all'articolo 138 con un alleggerimento della procedura per fare modifiche più grandi di quelle che l'articolo 138 prevede.
Il ministro Quagliarello però sostiene che i cittadini avranno sempre il referendum per decidere.
Questo ragionamento mi lascia un po' perplesso, perché è una procedura che non garantisce nulla. Il referendum va richiesto e i cittadini devono essere informati. Secondo me l'intenzione di Pd e Pdl non vogliono ascoltare i cittadini, ma scavalcarli. Consideri poi che i tentativi di modifica della Costituzione sono diventati più pervasivi e più devastanti da quando c'è Berlusconi.
A fare le riforme sarà un parlamento di nominati, persone elette con una legge viziata di incostituzionalità.
Vede c'è una visione della vita politica e istituzionale, un attaccamento alle norme estremamente attento alle procedure in funzione protettiva di Berlusconi, al punto di ignorare lo spirito stesso delle norme. Guardi cosa succede con la giunta delle elezioni. Sappiamo tutti che non hanno legittimità politica. Io spero che nel Pd ci sia qualcuno che non ha dimenticato i motivi per cui è entrato in politica. E che un po' vergognandosi, un po' spinto dal proprio elettorato decida di non votare questa riforma.
Sabato sarà un banco di prova anche per voi in un momento in cui il movimento è in difficoltà. Che succede se la partecipazione sarà scarsa?
Perché le persone non dovrebbero venire? E comunque non la metterei su questo piano, perché se la gente verrà non sarà solo per noi, e se la gente non verrà il problema nostro sarà il minimo.
E questo per voi è un colpo di Stato?
Personalmente tendo a evitare espressioni così forti. In questo caso si tratta di una grave scorrettezza, un grave vulnus allo spirito della Costituzione. Anche perché quelle a cui si sta pensando sono riforme importanti. Consideri che i costituenti vedevano nell'articolo 138 lo strumento per apportare dei correttivi. Ora una cosa è un correttivo, un'altra è cambiare tutto.
Perdipiù accorciando i tempi per approvare le riforme.
Esatto. Chiedono una deroga all'articolo 138 con un alleggerimento della procedura per fare modifiche più grandi di quelle che l'articolo 138 prevede.
Il ministro Quagliarello però sostiene che i cittadini avranno sempre il referendum per decidere.
Questo ragionamento mi lascia un po' perplesso, perché è una procedura che non garantisce nulla. Il referendum va richiesto e i cittadini devono essere informati. Secondo me l'intenzione di Pd e Pdl non vogliono ascoltare i cittadini, ma scavalcarli. Consideri poi che i tentativi di modifica della Costituzione sono diventati più pervasivi e più devastanti da quando c'è Berlusconi.
A fare le riforme sarà un parlamento di nominati, persone elette con una legge viziata di incostituzionalità.
Vede c'è una visione della vita politica e istituzionale, un attaccamento alle norme estremamente attento alle procedure in funzione protettiva di Berlusconi, al punto di ignorare lo spirito stesso delle norme. Guardi cosa succede con la giunta delle elezioni. Sappiamo tutti che non hanno legittimità politica. Io spero che nel Pd ci sia qualcuno che non ha dimenticato i motivi per cui è entrato in politica. E che un po' vergognandosi, un po' spinto dal proprio elettorato decida di non votare questa riforma.
Sabato sarà un banco di prova anche per voi in un momento in cui il movimento è in difficoltà. Che succede se la partecipazione sarà scarsa?
Perché le persone non dovrebbero venire? E comunque non la metterei su questo piano, perché se la gente verrà non sarà solo per noi, e se la gente non verrà il problema nostro sarà il minimo.
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