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il manifesto 2013.09.07 - 07 POLITICA
BOREAL FESTIVAL - L'incontro forse a Como
Milano evita il raduno dei nazifascisti
TAGLIO MEDIO - Giorgio Salvetti
MILANO
MILANO
TAGLIO MEDIO - Giorgio Salvetti - MILANO
Una mezza vittoria. Il «Boreal festival», il raduno di estrema destra organizzato da Forza Nuova che tra il 12 e il 14 settembre attirerà nazifascisti da mezza Europa, con ogni probabilità non si terrà più a Milano. Tutto dovrebbe spostarsi in una località nei pressi del lago di Como.
La notizia è stata data dall'Osservatorio sulle nuove destre che ha intercettato alcuni tweet e messaggi dei militanti neo-fascisti, in particolare di esponenti di Forza Nuova, degli spagnoli di Democracia Nacional e dei gruppi in arrivo dalla Germania. Solo martedì prossimo alle 11 del mattino, con una conferenza stampa nella sede milanese di Forza Nuova in piazza Aspromonte, verrà presumibilmente comunicata la nuova location.
Sembra tramontata anche l'ipotesi di un trasloco nei pressi di Monza dove due capannoni a Solaro e a Seregno non sarebbero più stati resi disponibili dai proprietari. Oltre agli organizzatori solo prefetture e questure delle città interessate dovrebbero sapere quale sarà la destinazione finale dei nazifascisti.
Si annuncia la discesa in Lombardia di qualche centinaio di persone, spesso litigiose anche fra loro. Forza Nuova a questo punto teme di fare una figuraccia con i camerati in arrivo dagli altri paesi e cerca di dribblare le contromanifestazioni già annunciate dalle forze democratiche e antifasciste.
Il capoluogo lombardo, città medaglia d'oro della Resistenza, ha saputo reagire per tempo e evitare che sul suo territorio avesse luogo un evento incompatibile con la sua storia passata, ma anche con il suo presente. Non si è commessa la stessa colpevole disattenzione che invece lo scorso maggio aveva permesso che si tenesse un'altra kermesse internazionale di nazifascisti organizzata dagli hammerskin milanesi a Rogoredo. Contro il raduno questa volta hanno preso chiaramente posizione il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il vicesindaco Lucia De Cesaris. Si è schierata l'Anpi, ma anche la comunità ebraica. Si sono mossi i partiti - Prc, Sel, Pd - e i sindacati. «Serve una legge più incisiva che impedisca i raduni nazi-fascisti anche quando sono in luoghi privati», ha chiesto ieri la Camera del Lavoro di Milano che ha annunciato di aderire e promuovere «una grande manifestazione antifascista». La fuga da Milano è uno smacco per Forza Nuova e solleva gli antifascisti dal dovere di organizzare una forte risposta in città. Si manifesterà contro il festival ovunque si terrà, ma Milano è salva.
Si tratta di una buona notizia che cade in un momento difficile per il movimento milanese. Martedì scorso sono stati arrestati Simone Di Rienzo, 26 anni, e Lorenzo Kalisa Minani, 30 anni. Due militanti del centro sociale Panetteria Occupata accusati di aver pestato selvaggiamente Fabrizio, un ragazzo che il 14 febbraio scorso era andato a un festa organizzata dagli occupanti dell'ex libreria Cuem all'università Statale.
Fabrizio avrebbe solo la «colpa» di aver pasticciato con un pennarello un manifesto senza nessuna intenzione politica. Per questo sarebbe stato aggredito, forse da 20 persone, che lo avrebbero preso a calci e pugni fino a spaccargli la testa. Lui non ha avuto neppure la forza di denunciare i suoi aggressori.
Si tratta di un fatto gravissimo. Il Corriere della Sera ne ha parlato in prima pagina e ha iniziato una vera e propria campagna che tende a scaricare la responsabilità politica del pestaggio su tutto il movimento, milanese e non solo. Nel mirino sono finiti gli occupanti della Libreria Cuem, ma anche i No Tav e i centri sociali nel loro complesso. Il rettore della Statale ha già annunciato di voler mettere i tornelli all'ingresso dell'università. Dalle varie anime del movimento, che per lo più nulla hanno a che fare con il pestaggio, per ora si registra un imbarazzante silenzio. Ma la questione non potrà non essere affrontata, altrimenti non sarà né possibile né sostenibile ogni tentativo di difendersi da inevitabili strumentalizzazioni.
La notizia è stata data dall'Osservatorio sulle nuove destre che ha intercettato alcuni tweet e messaggi dei militanti neo-fascisti, in particolare di esponenti di Forza Nuova, degli spagnoli di Democracia Nacional e dei gruppi in arrivo dalla Germania. Solo martedì prossimo alle 11 del mattino, con una conferenza stampa nella sede milanese di Forza Nuova in piazza Aspromonte, verrà presumibilmente comunicata la nuova location.
Sembra tramontata anche l'ipotesi di un trasloco nei pressi di Monza dove due capannoni a Solaro e a Seregno non sarebbero più stati resi disponibili dai proprietari. Oltre agli organizzatori solo prefetture e questure delle città interessate dovrebbero sapere quale sarà la destinazione finale dei nazifascisti.
Si annuncia la discesa in Lombardia di qualche centinaio di persone, spesso litigiose anche fra loro. Forza Nuova a questo punto teme di fare una figuraccia con i camerati in arrivo dagli altri paesi e cerca di dribblare le contromanifestazioni già annunciate dalle forze democratiche e antifasciste.
Il capoluogo lombardo, città medaglia d'oro della Resistenza, ha saputo reagire per tempo e evitare che sul suo territorio avesse luogo un evento incompatibile con la sua storia passata, ma anche con il suo presente. Non si è commessa la stessa colpevole disattenzione che invece lo scorso maggio aveva permesso che si tenesse un'altra kermesse internazionale di nazifascisti organizzata dagli hammerskin milanesi a Rogoredo. Contro il raduno questa volta hanno preso chiaramente posizione il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il vicesindaco Lucia De Cesaris. Si è schierata l'Anpi, ma anche la comunità ebraica. Si sono mossi i partiti - Prc, Sel, Pd - e i sindacati. «Serve una legge più incisiva che impedisca i raduni nazi-fascisti anche quando sono in luoghi privati», ha chiesto ieri la Camera del Lavoro di Milano che ha annunciato di aderire e promuovere «una grande manifestazione antifascista». La fuga da Milano è uno smacco per Forza Nuova e solleva gli antifascisti dal dovere di organizzare una forte risposta in città. Si manifesterà contro il festival ovunque si terrà, ma Milano è salva.
Si tratta di una buona notizia che cade in un momento difficile per il movimento milanese. Martedì scorso sono stati arrestati Simone Di Rienzo, 26 anni, e Lorenzo Kalisa Minani, 30 anni. Due militanti del centro sociale Panetteria Occupata accusati di aver pestato selvaggiamente Fabrizio, un ragazzo che il 14 febbraio scorso era andato a un festa organizzata dagli occupanti dell'ex libreria Cuem all'università Statale.
Fabrizio avrebbe solo la «colpa» di aver pasticciato con un pennarello un manifesto senza nessuna intenzione politica. Per questo sarebbe stato aggredito, forse da 20 persone, che lo avrebbero preso a calci e pugni fino a spaccargli la testa. Lui non ha avuto neppure la forza di denunciare i suoi aggressori.
Si tratta di un fatto gravissimo. Il Corriere della Sera ne ha parlato in prima pagina e ha iniziato una vera e propria campagna che tende a scaricare la responsabilità politica del pestaggio su tutto il movimento, milanese e non solo. Nel mirino sono finiti gli occupanti della Libreria Cuem, ma anche i No Tav e i centri sociali nel loro complesso. Il rettore della Statale ha già annunciato di voler mettere i tornelli all'ingresso dell'università. Dalle varie anime del movimento, che per lo più nulla hanno a che fare con il pestaggio, per ora si registra un imbarazzante silenzio. Ma la questione non potrà non essere affrontata, altrimenti non sarà né possibile né sostenibile ogni tentativo di difendersi da inevitabili strumentalizzazioni.
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