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il manifesto 2013.09.07 - 14 COMMUNITY
VERITÀ NASCOSTE
Il maestro e l'allieva
RUBRICA - Sarantis Thanopulos
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Un professore di liceo di mezza età, carismatico e stimato da tutti, ha avuto relazioni erotiche con due sue allieve in grado, a basarsi sulla loro età, di avere rapporti sessuali consenzienti. Mentre nel caso della pedofilia l'orrore di una violenza devastante e evidente alza dentro di noi una barriera contro i desideri incestuosi rimossi, i rapporti sessuali consenzienti tra maestri e allievi tendono a favorire il ritorno del rimosso. Attivano fortemente nel nostro mondo interno il fantasma della seduzione, l'esperienza di plagio subita dalla prima seduttrice: la madre. Il misto di riprovazione e di attrazione con cui reagiamo testimonia, quindi, un compromesso tra l'esigenza di censurare e quella di soddisfare il desiderio proibito. Non di seduzione dell'allieva da parte del maestro si dovrebbe parlare ma di un cedimento di entrambi alla fascinazione della madre seduttrice che continua a imporsi dentro di loro. Per il professore attempato l'allieva, «che avrebbe potuto essere sua figlia», rappresenta l'illusione di un capovolgimento dei rapporti di forza nel legame erotico con una madre virginale (avulsa dal legame coniugale con il padre) che continua a dominare la sua vita: tentazione di sostituire con l'iniziazione sessuale della donna in fiore la seduzione antica subita. Per la ragazza la situazione è più complessa e più rischiosa. In un libro sul caso di Dora, Patrick Mahony, un analista canadese esperto di letteratura, critica aspramente Freud colpevole di aver affermato che se Dora non fosse stata isterica (a causa di un trauma di seduzione pregresso) avrebbe reagito al bacio del sig. K, il marito dell'amante del padre che ha cercato di sedurla, con piacere sessuale e non con disgusto. Mahony definisce Freud cinico e si rammarica della sua mancanza di sensibilità e di compassione nei confronti di un'adolescente. In realtà Freud, che si manteneva lontano dai buoni sentimenti e dai giudizi morali, si preoccupava soprattutto di rintracciare la corrente del desiderio nelle sue pazienti. L'analisi di Dora fallì non per insensibilità ma perché Freud scoprì in ritardo che la corrente rimossa del desiderio nella paziente andava nella direzione della ginecofilia: attraverso il sig. K. (sostituto del padre) Dora aveva occultato, a se stessa, la sig.ra K. (sostituta della madre), la vera seduttrice. L'allieva che intraprende una relazione con il suo professore non è esattamente sotto l'influenza di un legame edipico irrisolto con il proprio padre. È piuttosto alle prese con un'apertura difficile nei confronti del corpo maschile che non può essere realizzata senza la sua partecipazione contemporanea alla trama omofilica che la lega ai corpi delle altre donne (e sottende il suo erotismo). Il fantasma di una figura materna non adeguatamente contenuta dal padre, invade il suo rapporto con la sensualità del proprio corpo e perturba la sua evoluzione sessuale. Una figura maschile idealizzata e, al tempo stesso, insidiosamente vicina alla disillusione, soddisfa sia la sua accesa competizione con la madre sia la sua sottostante complicità con lei che esclude l'uomo deludente.
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