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il manifesto 2013.09.10 - 14 COMMUNITY
Femminicidio, una legge insufficiente
LETTERE - Ignazio Messina
LETTERE - Ignazio Messina
Cara direttrice, le scrivo in merito al tema posto dall'approfondito articolo di Luisa Betti sul femminicidio. Noi dell'Italia dei Valori crediamo che le leggi mandino segnali di principio ai cittadini. Questi segnali sono positivi nel caso del decreto legge sulla violenza contro le donne.
Leggendo il testo del decreto, infatti, possiamo dire che è un buon inizio ma che non basta. Noi crediamo che le leggi che puniscono queste violenze debbano contenere precetti chiari, sanzioni adeguate e di certa applicazione. Crediamo che devono essere volte alla tutela della vita, dell'integrità psicofisica e della stessa dignità della donna. Ma ciò non ci impedisce di cogliere gli aspetti insufficienti o addirittura distorsivi insiti anche nei messaggi in principio positivi. Perciò ci fa piacere sottolineare che ci troviamo d'accordo sulla linea dell'articolo, soprattutto sul punto dell'insufficienza della sola repressione di questo fenomeno criminale. Alle considerazioni contenute nel pezzo, ci permettiamo di aggiungere che è sospetta l'ambiguità di questo governo che, da una parte dà spazio a forze politiche che dicono chiaramente di contestare il sistema penale e cercano di indebolirlo in ogni modo, a cominciare dalle sedi costituzionalmente deputate ad applicare le leggi, ma da un'altra parte dà vita ad una ipertrofia della legge penale per la quale, in mancanza di altri argomenti, ci si affida alla sola repressione pur sapendo che questa arriva a dramma avvenuto. Inoltre lo Stato non potrà essere in condizione di accertare le violazioni e di far applicare la sanzione. La prima grave critica che noi facciamo al decreto legge, quindi, è proprio sistemica, come bene è stato messo in evidenza dal suo giornale. Altrimenti si viaggia nella pura ipocrisia declamatoria, che è proprio ciò di cui le vittime della violenza non hanno bisogno. Il secondo punto consegue a queste considerazioni e riguarda l'aspetto culturale. Non si fa nulla per indurre il radicale cambiamento nel modo di concepire le relazioni di genere e il ruolo della donna, ma si fa solo un'opera di facciata. Fino a quando le donne saranno prive di potere effettivo, di parità concreta, di considerazione paritaria, la pur doverosa repressione servirà solo a prendere atto del tragico fatto già avvenuto, ma non avrà efficacia preventiva.
Con viva cordialità.
Ignazio Messina, segretario di Italia dei Valori
Leggendo il testo del decreto, infatti, possiamo dire che è un buon inizio ma che non basta. Noi crediamo che le leggi che puniscono queste violenze debbano contenere precetti chiari, sanzioni adeguate e di certa applicazione. Crediamo che devono essere volte alla tutela della vita, dell'integrità psicofisica e della stessa dignità della donna. Ma ciò non ci impedisce di cogliere gli aspetti insufficienti o addirittura distorsivi insiti anche nei messaggi in principio positivi. Perciò ci fa piacere sottolineare che ci troviamo d'accordo sulla linea dell'articolo, soprattutto sul punto dell'insufficienza della sola repressione di questo fenomeno criminale. Alle considerazioni contenute nel pezzo, ci permettiamo di aggiungere che è sospetta l'ambiguità di questo governo che, da una parte dà spazio a forze politiche che dicono chiaramente di contestare il sistema penale e cercano di indebolirlo in ogni modo, a cominciare dalle sedi costituzionalmente deputate ad applicare le leggi, ma da un'altra parte dà vita ad una ipertrofia della legge penale per la quale, in mancanza di altri argomenti, ci si affida alla sola repressione pur sapendo che questa arriva a dramma avvenuto. Inoltre lo Stato non potrà essere in condizione di accertare le violazioni e di far applicare la sanzione. La prima grave critica che noi facciamo al decreto legge, quindi, è proprio sistemica, come bene è stato messo in evidenza dal suo giornale. Altrimenti si viaggia nella pura ipocrisia declamatoria, che è proprio ciò di cui le vittime della violenza non hanno bisogno. Il secondo punto consegue a queste considerazioni e riguarda l'aspetto culturale. Non si fa nulla per indurre il radicale cambiamento nel modo di concepire le relazioni di genere e il ruolo della donna, ma si fa solo un'opera di facciata. Fino a quando le donne saranno prive di potere effettivo, di parità concreta, di considerazione paritaria, la pur doverosa repressione servirà solo a prendere atto del tragico fatto già avvenuto, ma non avrà efficacia preventiva.
Con viva cordialità.
Ignazio Messina, segretario di Italia dei Valori
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