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il manifesto 2013.09.10 - 14 COMMUNITY
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LE LETTERE
LETTERE
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I poveri chi li rappresenta?
Ho molto apprezzato l'intervento di Angelo d'Orsi sulla sinistra perduta, anch'io, come lui, ho votato Ingroia esprimendo però riserve sulla pochezza del suo programma di politica economica. Lo slittamento dell'Europa dal sogno di Rossi e Spinelli all'incubo Bce, indicato da d'Orsi, pone il tema principale all'attenzione. C'è una cosa che unisce tutti i soggetti e i movimenti richiamati: sono vittime del massiccio trasferimento di ricchezza dal lavoro al capitale operato negli ultimi decenni grazie alla progressiva cessione degli strumenti di politica economica e fiscale a favore del progetto europeo, e qui anche i migliori sono prigionieri del maledetto equivoco: Europa=Unione europea=euro. A sinistra siamo capaci di scannarci sull'interpretazione di una pagina scritta un secolo e mezzo fa ma non riusciamo ad individuare l'aguzzino che oggi ci massacra: non è l'Europa, che c'è sempre stata, né l'Unione che è un progetto di integrazione perfettibile e condivisibile, il problema, da scindere ed analizzare a parte, è la moneta unica, individuata da decenni come fonte di problemi, nelle condizioni presenti, ma voluta pervicacemente da chi ci guadagna: i ricchi e i Paesi ricchi, ed ottusamente da chi ci perde: i poveri e chi li rappresenta. Il popolo lo sente; la destra si attrezza a cavalcare il malcontento; la sinistra, credendo la cosa questione da ragionieri e non da politici, si dibatte fra sintomi e rimedi senza aver ancora individuato la malattia.
Mario Fiorentino
Con chi stare?
Cara direzione, leggendo i diversi articoli sulla crisi siriana, trovo posizioni molto diverse. In alcune emerge un non prendere posizione che appare esplicito nell'articolo «un premio nobel tutto solo» di Claudio De Flores. L'articolo è contro l'intervento perché - dice- non si può stare con il regime criminale di Assad, né con le bande ribelli egemonizzate da Al Quaeda, e sostiene che il conflitto si deve invece superare per via diplomatica. In verità se la situazione siriana è quella che Flores descrive, rimane difficile capire come la via diplomatica possa risolvere il conflitto fra queste forze. In realtà le forze in campo non sono solo queste, ci sono altre forze interne non egemoni sul piano militare, ma soprattutto le forze in campo sono forze esterne all'area. Lo scrive nell'articolo a fianco Raniero La Valle riportando il patriarca di Antiochia dei Melchiti Gregorio III che accusa Obama di avere alimentato l'odio e la violenza. Se si doveva seguire la strada dell'azione diplomatica questa non era certo la strada da seguire. Il fatto è che in Siria la politica americana persegue l'obbiettivo di ridisegnare il Medio Oriente, ossia di sostituire vecchi equilibri con nuovi che riportino sotto il controllo americano quell'area, come altre (ultima la Libia). Quindi il problema è: siamo d'accordo con la politica americana o no, a me sembra che questa sia la domanda da porci, e sulla quale scegliere da che parte stare, perché non si può solo stare a guardare. Aggiungo che se si definisce criminale il regime di Assad, non si definisca criminale il regime oligarchico americano, che di crimini ne commette ogni giorno.
Cavalieri Tiziano
Guerra o duello?
«L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo». All'articolo 11, dopo la sculacciata ad Enrico Letta da parte degli Usa, e la sua conseguente dichiarazione (partecipare alla guerra solo con l'Onu), andrebbe aggiunto: «Tranne nel caso in cui l'Onu decida diversamente». Ma perché la chiamano guerra? Sarebbe come chiamare duello lo scontro tra un uomo armato di mitragliatrice e uno armato di coltello. Sarebbe guerra se la Siria avesse la possibilità di bombardare le città americane, ma in tal caso Barak Obama abbasserebbe la cresta e smetterebbe di fare il Dio punitore dell'Antico Testamento. Ho ancora nella mente il suono delle sirene che annunciavano l'arrivo dei bombardieri al tempo dell'ultima guerra mondiale. Gli americani non l'hanno mai sentito quel suono. Per questo giocano alla guerra. E alle porte di casa nostra. E senza chiederci il permesso.
Attilio Doni
Mezza Italia con De Luca
La Ltf dovrebbe denunciare mezza (o più?) Italia. Una denuncia contro lo scrittore Erri De Luca verrà presentata nei prossimi giorni da Ltf, la società che si occupa della realizzazione del Tav Torino-Lione. Lo si è appreso da fonti vicine alla stessa società. L'iniziativa è legata alle recenti prese di posizione di De Luca in favore delle azioni di «sabotaggio» contro il cantiere. L'ex di Lotta Continua in alcune interviste aveva legittimato «cesoie e sabotaggi» nella protesta contro la realizzazione della Torino-Lione(Ansa - Torino, 5 Settembre). Se mezza Italia (o più?) potesse esprimere pubblicamente ciò che pensa, probabilmente direbbe le stesse cose che ha sostenuto quella persona onesta, buona e intelligente che è Erri De Luca, e Ltf dovrebbe denunciare mezza (o più?) Italia. I credo che mezza Italia (o più?) ritenga, come Erri De Luca, che la «Tav è un'opera nociva e inutile» (parole sue) e che è quindi giusto sabotare opere nocive e inutili. Credo che milioni di persone, come Erri De Luca, ritengano che sono «le banche e coloro che devono lucrare a danno della vita e della salute di un'intera valle» (sempre parole sue) a volere la Tav, e che «la politica ha semplicemente e servilmente dato il via libera». Elisa Merlo
Interessi dietro la guerra
Trovo lodevole l'iniziativa della veglia di preghiera promossa dal Santo Padre al quale hanno aderito 70mila... pensionati, si direbbe dalle immagini. Tuttavia mi aspettavo azioni più concrete per fermare la guerra; spesso infatti i conflitti sono mossi da interessi economici più che umanitari e credo che se il Papa rivelasse le reali motivazioni per cui Obama intende promuovere un'azione militare contro la Siria, sarebbe molto più incisivo: perchè non lo fa?
Roberto Colombo
Ho molto apprezzato l'intervento di Angelo d'Orsi sulla sinistra perduta, anch'io, come lui, ho votato Ingroia esprimendo però riserve sulla pochezza del suo programma di politica economica. Lo slittamento dell'Europa dal sogno di Rossi e Spinelli all'incubo Bce, indicato da d'Orsi, pone il tema principale all'attenzione. C'è una cosa che unisce tutti i soggetti e i movimenti richiamati: sono vittime del massiccio trasferimento di ricchezza dal lavoro al capitale operato negli ultimi decenni grazie alla progressiva cessione degli strumenti di politica economica e fiscale a favore del progetto europeo, e qui anche i migliori sono prigionieri del maledetto equivoco: Europa=Unione europea=euro. A sinistra siamo capaci di scannarci sull'interpretazione di una pagina scritta un secolo e mezzo fa ma non riusciamo ad individuare l'aguzzino che oggi ci massacra: non è l'Europa, che c'è sempre stata, né l'Unione che è un progetto di integrazione perfettibile e condivisibile, il problema, da scindere ed analizzare a parte, è la moneta unica, individuata da decenni come fonte di problemi, nelle condizioni presenti, ma voluta pervicacemente da chi ci guadagna: i ricchi e i Paesi ricchi, ed ottusamente da chi ci perde: i poveri e chi li rappresenta. Il popolo lo sente; la destra si attrezza a cavalcare il malcontento; la sinistra, credendo la cosa questione da ragionieri e non da politici, si dibatte fra sintomi e rimedi senza aver ancora individuato la malattia.
Mario Fiorentino
Con chi stare?
Cara direzione, leggendo i diversi articoli sulla crisi siriana, trovo posizioni molto diverse. In alcune emerge un non prendere posizione che appare esplicito nell'articolo «un premio nobel tutto solo» di Claudio De Flores. L'articolo è contro l'intervento perché - dice- non si può stare con il regime criminale di Assad, né con le bande ribelli egemonizzate da Al Quaeda, e sostiene che il conflitto si deve invece superare per via diplomatica. In verità se la situazione siriana è quella che Flores descrive, rimane difficile capire come la via diplomatica possa risolvere il conflitto fra queste forze. In realtà le forze in campo non sono solo queste, ci sono altre forze interne non egemoni sul piano militare, ma soprattutto le forze in campo sono forze esterne all'area. Lo scrive nell'articolo a fianco Raniero La Valle riportando il patriarca di Antiochia dei Melchiti Gregorio III che accusa Obama di avere alimentato l'odio e la violenza. Se si doveva seguire la strada dell'azione diplomatica questa non era certo la strada da seguire. Il fatto è che in Siria la politica americana persegue l'obbiettivo di ridisegnare il Medio Oriente, ossia di sostituire vecchi equilibri con nuovi che riportino sotto il controllo americano quell'area, come altre (ultima la Libia). Quindi il problema è: siamo d'accordo con la politica americana o no, a me sembra che questa sia la domanda da porci, e sulla quale scegliere da che parte stare, perché non si può solo stare a guardare. Aggiungo che se si definisce criminale il regime di Assad, non si definisca criminale il regime oligarchico americano, che di crimini ne commette ogni giorno.
Cavalieri Tiziano
Guerra o duello?
«L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo». All'articolo 11, dopo la sculacciata ad Enrico Letta da parte degli Usa, e la sua conseguente dichiarazione (partecipare alla guerra solo con l'Onu), andrebbe aggiunto: «Tranne nel caso in cui l'Onu decida diversamente». Ma perché la chiamano guerra? Sarebbe come chiamare duello lo scontro tra un uomo armato di mitragliatrice e uno armato di coltello. Sarebbe guerra se la Siria avesse la possibilità di bombardare le città americane, ma in tal caso Barak Obama abbasserebbe la cresta e smetterebbe di fare il Dio punitore dell'Antico Testamento. Ho ancora nella mente il suono delle sirene che annunciavano l'arrivo dei bombardieri al tempo dell'ultima guerra mondiale. Gli americani non l'hanno mai sentito quel suono. Per questo giocano alla guerra. E alle porte di casa nostra. E senza chiederci il permesso.
Attilio Doni
Mezza Italia con De Luca
La Ltf dovrebbe denunciare mezza (o più?) Italia. Una denuncia contro lo scrittore Erri De Luca verrà presentata nei prossimi giorni da Ltf, la società che si occupa della realizzazione del Tav Torino-Lione. Lo si è appreso da fonti vicine alla stessa società. L'iniziativa è legata alle recenti prese di posizione di De Luca in favore delle azioni di «sabotaggio» contro il cantiere. L'ex di Lotta Continua in alcune interviste aveva legittimato «cesoie e sabotaggi» nella protesta contro la realizzazione della Torino-Lione(Ansa - Torino, 5 Settembre). Se mezza Italia (o più?) potesse esprimere pubblicamente ciò che pensa, probabilmente direbbe le stesse cose che ha sostenuto quella persona onesta, buona e intelligente che è Erri De Luca, e Ltf dovrebbe denunciare mezza (o più?) Italia. I credo che mezza Italia (o più?) ritenga, come Erri De Luca, che la «Tav è un'opera nociva e inutile» (parole sue) e che è quindi giusto sabotare opere nocive e inutili. Credo che milioni di persone, come Erri De Luca, ritengano che sono «le banche e coloro che devono lucrare a danno della vita e della salute di un'intera valle» (sempre parole sue) a volere la Tav, e che «la politica ha semplicemente e servilmente dato il via libera». Elisa Merlo
Interessi dietro la guerra
Trovo lodevole l'iniziativa della veglia di preghiera promossa dal Santo Padre al quale hanno aderito 70mila... pensionati, si direbbe dalle immagini. Tuttavia mi aspettavo azioni più concrete per fermare la guerra; spesso infatti i conflitti sono mossi da interessi economici più che umanitari e credo che se il Papa rivelasse le reali motivazioni per cui Obama intende promuovere un'azione militare contro la Siria, sarebbe molto più incisivo: perchè non lo fa?
Roberto Colombo
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Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
in edicola
sabato 14 settembre
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Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).
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da martedì 17 settembre
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