Il percorso intellettuale di Michael Hardt inizia con gli studi in ingegneria. Finito il college, lavora per alcune imprese specializzate in energia solare. Lavoro che lo porta a collaborare con alcune Ong e a fare la spola tra gli Stati Uniti e l'America Latina. È solo alla metà degli anni Ottanta che Hardt si laurea con una tesi di letteratura comparata. Dopo il dottorato, inizia la sua attività di ricercatore alla Duke University (dove tutt'ora insegna). Agli inizi degli anni Novanta pubblica un saggio sulla filosofia di Gilles Deleuze. Negli anni Novanta comincia la sua collaborazione con Toni Negri. Pubblicano insieme «Il lavoro di Dioniso» (manifestolibri). Poi, con Paolo Virno, cura il volume «Radical Thought in Italy». Con Negri pubblica «Impero» (Rizzoli), «Moltitudine» e «Comune» (sempre per Rizzoli). Lo scorso anno è stato infine pubblicato il volume, scritto sempre con Negri, «Questo non è un manifesto» (Feltrinelli).
L'intervista è pubblicata anche nel sito: wwww.commonware.irg
sabato 14 settembre
da martedì 17 settembre


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