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il manifesto 2013.09.11 - 03 POLITICA
 
FORZA NUOVA
Il sindaco di Cantù (centrosinistra) e il nazi-raduno
TAGLIO MEDIO - Luca Fazio

TAGLIO MEDIO - Luca Fazio
Chissà cosa passa per la testa del sindaco di Cantù Claudio Bizzozero (lista civica di centrosinistra). Difficile pensare che per uno come lui sia sufficiente parlare in punta di diritto per giustificare la presenza sul «suo» territorio, in uno spazio pubblico, di centinaia di neofascisti e neonazisti provenienti da tutta Europa su invito di Forza Nuova (da domani a sabato). Discuteranno di politica, e la stampa selezionata potrà prendere appunti sulle derive nazionaliste che infettano l'Europa, poi si apriranno le danze. A porte chiuse però: «Si sa che quando uno festeggia - se la ride Marco Mantovani, segretario provinciale milanese di Forza Nuova - può capitare qualche simpatico eccesso».
Le mascherate da voltastomaco, o «eccessi», sono sicuramente sgradite anche a Bizzozero, che si dice antifascista. Ma come è possibile? Semplicemente perché per il sindaco di Cantù, che vanta una laurea con specializzazione in «Istituzioni e tecniche di tutela dei diritti umani», che dirige il Coordinamento comasco per la pace, e che ha ospitato in consiglio comunale il ministro Kyenge in segno di solidarietà, Forza Nuova è un partito come un altro: «E' un movimento politico legalmente costituito e che partecipa normalmente alle elezioni nazionali, regionali (e a Cantù persino comunali) e in quanto tale va trattato esattamente come ogni altra forza politica legalmente costituita e operante nel nostro paese». Già, la legalità.
Dunque il sindaco ha dalla sua la Legge (con la L maiuscola) e chiama in causa questura e prefettura di Como, che hanno autorizzato il raduno non avendo rilevato alcun problema di ordine pubblico (ci sarebbe stato a Milano, che ha evitato l'adunata grazie all'opposizione della città, sindaco Pisapia in testa). Bizozzero avrà anche ragione ma la sua posizione - pur segnalando un problema gli antifascisti - è inaccettabile perché di fatto darebbe agibilità politica a qualunque delirio fascista e razzista. Il «problema» che ci riguarda, invece, lo mette a fuoco Luciano Muhlbauer (Prc di Milano): «Questa vicenda evidenzia anche i limiti degli appelli che invocano i divieti per le iniziative nazifasciste, perché alla fine della fiera ottieni qualcosa soltanto se riesci a mettere in campo una pressione politica, culturale e di piazza sufficientemente forte. In altre parole, l'antifascismo deve ri-vivere nel corpo della società, nella testa e nel cuore delle persone, e non solo quando c'è un raduno nazi, ma tutti i giorni, in tutti i luoghi. Non c'è alternativa se vogliamo fermare la proliferazione di manifestazioni nazifasciste sul territorio, anche perché finito questo raduno, ne arriverà un altro e un altro ancora».
Nel frattempo, deboli come non mai, accade che l'Anpi domani alle 18 manifesterà a Como, davanti al monumento alla Resistenza europea di viale Mafalda di Savoia. Venerdì, invece, il Pd di Cantù inviterà i cittadini a occupare piazza Garibaldi. Va da sé che trattandosi di un partito come un altro il puntiglioso sindaco Bizzozero non avrà nulla da ridire.
 
[stampa]
 
 
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