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il manifesto 2013.09.12 - 07 POLITICA
FINANZIAMENTO PARTITI
Da Sel proposta blocca-Cavaliere
TAGLIO MEDIO
ROMA
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TAGLIO MEDIO - ROMA
Il ddl sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, atteso ieri nell'aula della camera in prima lettura, potrebbe anche essere rispedito in commissione, come prevedono i 5 stelle. Il comitato dei 9 della commissione affari costituzionali ha deciso di riaggiornarsi a questa mattina per discutere i nuovi emendamenti presentati per l'aula dai gruppi (tutti, tranne Lega e Movimento 5 Stelle). Oggetto del contendere sono ancora il tetto massimo alla donazioni da parte dei privati - chiesto dal Pd che prevede 100 mila euro ma il Pdl si oppone - e la depenalizzazione del finanziamento illecito, spinta invece dal Pdl. Sulle due questioni che già avevano bloccato i lavori prima dell'estate, i due gruppi hanno presentato nuovi emendamenti.
Un altro emendamento presentato da Sel prevede invece il divieto di finanziare i partiti per chi è stato condannato in via definitiva per danno all'erario, concussione e corruzione. Se approvato (e chissà come voterà il Pd) , Silvio Berlusconi non potrebbe insomma foraggiare il Pdl (o la sua nuova Forza Italia). La proposta recita: «Chiunque sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per i reati previsti dagli articoli 314, 1 comma, 316 bis, 316 ter, 317, 318, 319, 319 ter, 320 del codice penale o dagli articoli 2, 3, 8, 9, 10, 11 del decreto legislativo n. 74 del 2000, non può destinare sotto qualunque forma erogazioni, liberali o meno, denaro o altra forma di altre utilità in favore di partiti, movimenti, liste e fondazioni politiche». Il divieto, prosegue il testo dell'emendamento, «si estende alle persone giuridiche amministrate, controllate o partecipate in misura superiore al 20% da persone condannate per i reati» in questione. Inoltre, «nei confronti di chiunque violi le disposizioni è applicata una sanzione amministrativa pari a tre volte la somma o il valore dell'erogazione prestata».
Un altro emendamento presentato da Sel prevede invece il divieto di finanziare i partiti per chi è stato condannato in via definitiva per danno all'erario, concussione e corruzione. Se approvato (e chissà come voterà il Pd) , Silvio Berlusconi non potrebbe insomma foraggiare il Pdl (o la sua nuova Forza Italia). La proposta recita: «Chiunque sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per i reati previsti dagli articoli 314, 1 comma, 316 bis, 316 ter, 317, 318, 319, 319 ter, 320 del codice penale o dagli articoli 2, 3, 8, 9, 10, 11 del decreto legislativo n. 74 del 2000, non può destinare sotto qualunque forma erogazioni, liberali o meno, denaro o altra forma di altre utilità in favore di partiti, movimenti, liste e fondazioni politiche». Il divieto, prosegue il testo dell'emendamento, «si estende alle persone giuridiche amministrate, controllate o partecipate in misura superiore al 20% da persone condannate per i reati» in questione. Inoltre, «nei confronti di chiunque violi le disposizioni è applicata una sanzione amministrativa pari a tre volte la somma o il valore dell'erogazione prestata».
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