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il manifesto 2013.09.12 - 16 L'ULTIMA
CATALOGNA
Apre il museo storico sulla Barcellona del 1714, al via le celebrazioni
BREVE - l.t.b.
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Per celebrare i trecento anni dalla sconfitta del 1714, il comune di Barcellona e il governo catalano hanno preparato una serie di grandi eventi (del costo di circa 3,5 milioni di euro) che dureranno tutto l'anno che ci separa dal grande anniversario. Il primo di questi atti è stata l'inaugurazione, lunedì, del nuovo Born centro culturale di Barcellona (Bcc) dopo 12 anni di lavori e 84 milioni di investimenti. Si tratta di un mercato di stile modernista, aperto nel 1876 e chiuso nel 1971. Nel '77 si decise che doveva essere sede della biblioteca provinciale, ma nel 2001 durante i lavori di restauro si scoprirono resti archeologici risalenti proprio al periodo della Guerra di successione. E così, dopo varie vicissitudini, l'antico mercato riapre le sue porte come "museo storico" della Barcellona di inizio Settecento. Dato il momento in cui viene inaugurato, è destinato a diventare meta di tutti i nazionalisti catalani in cerca di maggiori informazioni sulla vita dei barcellonesi del XVIII secolo e sul terribile assedio delle truppe borboniche. Durante l'inaugurazione, il President Mas comparando la manifestazione di ieri con la marcia di Martin Luther King, aveva detto che se nel 1714 i catalani difesero la loro indipendenza con «coltelli, baionette, e fucili», oggi le armi sono altre: «Democrazia, civismo, spirito pacifico e mobilizzazione». Un concetto ribadito anche nel suo messaggio istituzionale televisivo alla vigilia delle celebrazioni della Diada 2013: la catena umana rappresenta «l'anelito di libertà, pace, democrazia e giustizia sociale» dei catalani, ha detto con notevole dose di retorica, aggiungendo che è disposto a utilizzare «tutti gli istrumenti democratici e legali» a sua disposizione per ottenere il «diritto a decidere»: è «la Catalan way».
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