Edizione html
il manifesto 2013.09.13 - 04 POLITICA
SENATO - Il leader del Pdl vuole la crisi, la «colomba» Schifani tenta un ultimo appello: aspetta il voto segreto in aula e il risultato potrebbe rovesciare i pronostici
La notte della verità
APERTURA - Andrea Colombo
APERTURA - Andrea Colombo
Accordo fatto in Giunta per la prima votazione sulla decadenza dell'ex premier. La seduta decisiva convocata per mercoledì prossimo a partire dalle 20.30 Esito scontato, la reazione di Berlusconi no
Tra chi chiedeva il voto sulla relazione Augello martedì prossimo e chi insisteva per il giovedì, ben 48 ore dopo, non è che ci volesse un titanico sforzo di fantasia per individuare la mediazione possibile. Un salomonico mercoledì, proposto dal presidente della Giunta per le immunità del Senato Dario Stefàno, ha messo d'accordo tutti. Unanimità. La discussione iniziata ieri proseguirà lunedì e martedì, con tutti i componenti della Giunta già iscritti a parlare, poi, mercoledì si dovranno trarrele conclusioni. E' giorno d'aula, dunque la seduta più attesa inizierà alle 20.30 con voto notturno. Nessunissima suspence sull'esito della votazione: la relazione che propone di convalidare il senatoriale seggio di Silvio Berlusconi verrà respinta.
E poi? Beh, poi dovrebbe esserci la nomina di un nuovo relatore, dopo una decina di giorni il nuovo voto sulla relazione bis, se richiesta la seduta pubblica con l'imputato/condannato a difendere le proprie ragioni con immancabile codazzo d'avvocati. Intorno al 10 ottobre la proposta di far decadere il seantore più famoso d'Italia e forse del mondo sarebbe approvata La parola passerebe in tempi rapidi all'aula, che non potrebbe che convalidare e rendere operativo il severo verdetto.
Tra la sentenza d'appello di Milano sull'interdizione e il voto al Senato sarebbe dunque un testa a testa. Questione di ore. Il Colle preferirebbe che a dire la parola definitiva fosse la Corte, per depotenziare la minaccia di crisi evitando la defenestrazione del pregiudicato per mano degli alleati di governo. Le colombe pdl concordano entusiaste e considerano un risultato prezioso anche il ritardo di due giorni conquistato in Giunta.
In realtà, però, nessuno può dire cosa succederà dopo il voto di mercoledì. Nella tempesta di voci impazzite che da giorni e giorni imperversano nel Palazzo, adesso è il turno dell' "ideona", cioè la mossa a sorpresa che Berlusconi starebbe preparando. Impossibile dire se la voce è fondata, e tanto meno in cosa consisterebbe la succitata "ideona". Potrebbe passare per un'incursione a Porta a Porta e di certo Bruno Vespa ci spera. Ma per dire cosa? L'ipotesi dimissioni resta in campo, ma con quotazioni in picchiata. Berlusconi pare che non ci pensi per niente, nonostante i consigli filiali ( sui quali, peraltro, non c'è nessuna certezza: anche gli eredi temono di ritrovarsi candidati alla ghigliottimna subito dopo papà, e nemmeno loro sono convinti che la resa sia più sicura della guerra).
Molto più probabile la rottura che, in un colombaio mai così depresso, veniva data ieri per ormai inevitabile, con dimissioni dei ministri tra giovedì e venerdì. I lavori della Giunta proseguirebbero comunque ma la tempistica, a fronte di una crisi e del rischio di elezioni anticipate dietro l'angolo inevitabilmente sarebbe un po' modificata. Ma a quel punto i riflettori sarebbero puntati su un altro scenario, quello del possibile Letta bis, e dopo l'estenuante tira e molla sulla sorte di Silvio Berlusconi inizierebbe quello, fortunatamente più breve, sul destino del governicchio dimezzato e di una legislatura nata sotto i peggiori auspici ma proseguita peggio.
Sempre che, invece, il ghigliottinando non decida di affidarsi al voto dell'aula, come gli avrebeb consigliato ieri il capo dei senatori Schifani, in un etremo sforzo per evitare l'inevitabile. Nel segreto del pulsante elettorale, le previsioni sono per forza molto più incerte. Sulla carta la decadenza è certa, ma di senatori che non vogliono tornare a casa dopo pochi mesi ce ne sono tanti, le correnti pd potrebebro decidere di giocarsi un pezzo di congresso ricorrendo ai già noti franchi tiratori, nel M5S qualche testa fina potrebbe tendere un trappolone bocciando la decadenza per poi addossarne la colpa all'immoda casta. Il voto segreto è sempre un po' un tiro di dadi: Silvio ripensaci.
Di certo, per ora, i segnali di guerra tra i sedicenti alleati non mancano. Uno per tutti, eloquente. In commissione cultura il Pdl ha bocciato il decreto cultura. Trenta milioni per Firenze. Troppi soldi per un sindaco che dà già per cadavere l'amato e perseguitato leader. E per capire con quanta serenità si attende il voto della verità si consiglia visione del garbato scambio tra Marco Travaglio e Daniela Santanchè nel corso del programma di Gianluigi Paragone La gabbia: un duello a colpi di "Delinquente, mi sa che a te le donne non ti piacciono. Mica mi faresti godere, che ci vuole un uomo", "Per te ci vuole l'esorcista. E comunque la prova pratica non te la dò". Roba da far morire d'invidia i benemeriti protagonisti dell'indimenticato cinema trash dei vecchi tempi: Pierino, Bombolo, Aldo Maccione...
E poi? Beh, poi dovrebbe esserci la nomina di un nuovo relatore, dopo una decina di giorni il nuovo voto sulla relazione bis, se richiesta la seduta pubblica con l'imputato/condannato a difendere le proprie ragioni con immancabile codazzo d'avvocati. Intorno al 10 ottobre la proposta di far decadere il seantore più famoso d'Italia e forse del mondo sarebbe approvata La parola passerebe in tempi rapidi all'aula, che non potrebbe che convalidare e rendere operativo il severo verdetto.
Tra la sentenza d'appello di Milano sull'interdizione e il voto al Senato sarebbe dunque un testa a testa. Questione di ore. Il Colle preferirebbe che a dire la parola definitiva fosse la Corte, per depotenziare la minaccia di crisi evitando la defenestrazione del pregiudicato per mano degli alleati di governo. Le colombe pdl concordano entusiaste e considerano un risultato prezioso anche il ritardo di due giorni conquistato in Giunta.
In realtà, però, nessuno può dire cosa succederà dopo il voto di mercoledì. Nella tempesta di voci impazzite che da giorni e giorni imperversano nel Palazzo, adesso è il turno dell' "ideona", cioè la mossa a sorpresa che Berlusconi starebbe preparando. Impossibile dire se la voce è fondata, e tanto meno in cosa consisterebbe la succitata "ideona". Potrebbe passare per un'incursione a Porta a Porta e di certo Bruno Vespa ci spera. Ma per dire cosa? L'ipotesi dimissioni resta in campo, ma con quotazioni in picchiata. Berlusconi pare che non ci pensi per niente, nonostante i consigli filiali ( sui quali, peraltro, non c'è nessuna certezza: anche gli eredi temono di ritrovarsi candidati alla ghigliottimna subito dopo papà, e nemmeno loro sono convinti che la resa sia più sicura della guerra).
Molto più probabile la rottura che, in un colombaio mai così depresso, veniva data ieri per ormai inevitabile, con dimissioni dei ministri tra giovedì e venerdì. I lavori della Giunta proseguirebbero comunque ma la tempistica, a fronte di una crisi e del rischio di elezioni anticipate dietro l'angolo inevitabilmente sarebbe un po' modificata. Ma a quel punto i riflettori sarebbero puntati su un altro scenario, quello del possibile Letta bis, e dopo l'estenuante tira e molla sulla sorte di Silvio Berlusconi inizierebbe quello, fortunatamente più breve, sul destino del governicchio dimezzato e di una legislatura nata sotto i peggiori auspici ma proseguita peggio.
Sempre che, invece, il ghigliottinando non decida di affidarsi al voto dell'aula, come gli avrebeb consigliato ieri il capo dei senatori Schifani, in un etremo sforzo per evitare l'inevitabile. Nel segreto del pulsante elettorale, le previsioni sono per forza molto più incerte. Sulla carta la decadenza è certa, ma di senatori che non vogliono tornare a casa dopo pochi mesi ce ne sono tanti, le correnti pd potrebebro decidere di giocarsi un pezzo di congresso ricorrendo ai già noti franchi tiratori, nel M5S qualche testa fina potrebbe tendere un trappolone bocciando la decadenza per poi addossarne la colpa all'immoda casta. Il voto segreto è sempre un po' un tiro di dadi: Silvio ripensaci.
Di certo, per ora, i segnali di guerra tra i sedicenti alleati non mancano. Uno per tutti, eloquente. In commissione cultura il Pdl ha bocciato il decreto cultura. Trenta milioni per Firenze. Troppi soldi per un sindaco che dà già per cadavere l'amato e perseguitato leader. E per capire con quanta serenità si attende il voto della verità si consiglia visione del garbato scambio tra Marco Travaglio e Daniela Santanchè nel corso del programma di Gianluigi Paragone La gabbia: un duello a colpi di "Delinquente, mi sa che a te le donne non ti piacciono. Mica mi faresti godere, che ci vuole un uomo", "Per te ci vuole l'esorcista. E comunque la prova pratica non te la dò". Roba da far morire d'invidia i benemeriti protagonisti dell'indimenticato cinema trash dei vecchi tempi: Pierino, Bombolo, Aldo Maccione...
Alias:11 settembre, Ground Zero. La guerra in Afghanistan Ultraoltre: intervista a Massimo Guerrini autore di Murasaki Baby Ultrasuoni: la scena di Manchester Ultrasport Action City, le attrezzature per lo sport nei luoghi pubblici: intervista al prof. Antonio Borgogni
in edicola
sabato 14 settembre
sabato 14 settembre
Le «maschiette»
di Riyad
Ispirate da serie televisive sia locali che americane, alcune studentesse saudite,indipendentemente dal loro orientamento sessuale, adottano uno stile di abbigliamento androgino. E si autodefiniscono «buya» («maschiette»).
In edicola
da martedì 17 settembre
da martedì 17 settembre
VENICEBIENNALE
Dream, and It'll Pass
Viewing the 55th Venice Biennale

IN VENDITA su kindle
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique

IN VENDITA NELLO STORE
MANIBLOG
LANAVIGAZIONE
• home • in edicola • attualità
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
ILSITO
Nicola Bruno
contatti
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
consiglio di amministrazione Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione(at)ilmanifesto.it
redazione di Milano
Via Lario 39 - 20159
02/ 89074385
02/ 89074385
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it


• 