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il manifesto 2013.09.13 - 06 ITALIA
LAMEZIA TERME
Esplode un silo: due operai morti e un ferito grave
TAGLIO MEDIO
TAGLIO MEDIO
Nuova tragedia sul lavoro, ieri in Calabria. Una cisterna di un'industria per la trasformazione di oli combustibili è esplosa nell'area industriale di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro. Tre operai che stavano lavorando su una gru alla manutenzione del silo sono stati investiti da una fiammata improvvisa. Due sono morti carbonizzati, mentre il terzo è gravemente ferito.
Le vittime sono Daniele Gasbarrone di Latina e Alessandro Panella di Velletri, in provicia di Roma, entrambi saldatori di 32 anni. Il terzo operaio, Enrico Amati, di 47 anni, della Val di Chiana in Toscana, è rimasto a lungo all'interno della cisterna e quando i vigili del fuoco lo hanno estratto aveva ustioni su tutto il corpo. L'uomo è stato trasferito d'urgenza in ospedale a bordo di un'eliambulanza.
L'esplosione è avvenuta nello stabilimento di San Pietro Lametino della «Ilsap Biopro», un'azienda con sede a Latina che produce oli raffinati, biomasse, glicerina e biodiesel ed è stata avvertita ad alcuni chilometri di distanza.
Una donna che ha assistito all'incidente ha detto di avere sentito uno scoppio e di avere visto una fiammata e qualcosa che volava in aria. Sgomento e cordoglio anche dal sindaco della città, Gianni Speranza: «Siamo vicini alle famiglie delle vittime e dei feriti. La polizia municipale e i responsabili di altri settori del comune sono già sul posto a portare i primi soccorsi, io mi sto recando personalmente a rendermi conto della situazione», ha detto ieri dopo l'infortunio.
«Abbiamo appreso con sgomento e profonda tristezza la notizia del grave incidente nell'area industriale di Lamezia Terme - ha commentato il vescovo di Lamezia, Luigi Antonio Cantafora - In questo momento penso alle mogli e ai figli che a casa sono venuti a conoscenza di questa tragedia. Sono particolarmente vicino a loro».
Accanto alla disperazione, arrivano anche rabbia e polemiche: «Quanto accaduto non fa altro che confermare ulteriormente il senso delle nostre quotidiane denunce finalizzate a garantire maggiori tutele ai lavoratori e cioè più sicurezza e attenzione per le condizioni di salute sui luoghi di lavoro», ha commentato la Cisl calabrese.
Cordoglio anche dalla Cgil nazionale, che esprime «profondo cordoglio» alle famiglie dei lavoratori coinvolti dal grave incidente sul lavoro alla Ilsap di Lamezia Terme che ha provocato due morti e un ferito in gravissime condizioni. «Auspichiamo - si legge in una nota congiunta di Cgil nazionale e Calabria - che in tempi brevi gli organi competenti accertino dinamiche e responsabilità dell'incidente».
Cordoglio anche da parte di Giuseppe Scopelliti, governatore della regione: «Si tratta - dice in una nota - di un incidente gravissimo e sconcertante, che addolora tutta la comunità calabrese». «L'esplosione del silos - dice Rosi Bindi, del Pd - riporta all'ordine del giorno la questione della sicurezza sul lavoro, che vede il nostro paese ancora in gravissimo ritardo nel resto dell'Europa». «La morte di due giovani operai e il ferimento di un terzo ci addolorano profondamente - dichiarano Sebastiano Barbanti e Francesco Molinari, del M5S - Non possiamo che rimanere sconcertati dal fatto che nel 2013 ancora possano accadere incidenti sul lavoro, un luogo che dovrebbe nobilitare l'uomo e che invece si trasforma in una gabbia mortale».
Le vittime sono Daniele Gasbarrone di Latina e Alessandro Panella di Velletri, in provicia di Roma, entrambi saldatori di 32 anni. Il terzo operaio, Enrico Amati, di 47 anni, della Val di Chiana in Toscana, è rimasto a lungo all'interno della cisterna e quando i vigili del fuoco lo hanno estratto aveva ustioni su tutto il corpo. L'uomo è stato trasferito d'urgenza in ospedale a bordo di un'eliambulanza.
L'esplosione è avvenuta nello stabilimento di San Pietro Lametino della «Ilsap Biopro», un'azienda con sede a Latina che produce oli raffinati, biomasse, glicerina e biodiesel ed è stata avvertita ad alcuni chilometri di distanza.
Una donna che ha assistito all'incidente ha detto di avere sentito uno scoppio e di avere visto una fiammata e qualcosa che volava in aria. Sgomento e cordoglio anche dal sindaco della città, Gianni Speranza: «Siamo vicini alle famiglie delle vittime e dei feriti. La polizia municipale e i responsabili di altri settori del comune sono già sul posto a portare i primi soccorsi, io mi sto recando personalmente a rendermi conto della situazione», ha detto ieri dopo l'infortunio.
«Abbiamo appreso con sgomento e profonda tristezza la notizia del grave incidente nell'area industriale di Lamezia Terme - ha commentato il vescovo di Lamezia, Luigi Antonio Cantafora - In questo momento penso alle mogli e ai figli che a casa sono venuti a conoscenza di questa tragedia. Sono particolarmente vicino a loro».
Accanto alla disperazione, arrivano anche rabbia e polemiche: «Quanto accaduto non fa altro che confermare ulteriormente il senso delle nostre quotidiane denunce finalizzate a garantire maggiori tutele ai lavoratori e cioè più sicurezza e attenzione per le condizioni di salute sui luoghi di lavoro», ha commentato la Cisl calabrese.
Cordoglio anche dalla Cgil nazionale, che esprime «profondo cordoglio» alle famiglie dei lavoratori coinvolti dal grave incidente sul lavoro alla Ilsap di Lamezia Terme che ha provocato due morti e un ferito in gravissime condizioni. «Auspichiamo - si legge in una nota congiunta di Cgil nazionale e Calabria - che in tempi brevi gli organi competenti accertino dinamiche e responsabilità dell'incidente».
Cordoglio anche da parte di Giuseppe Scopelliti, governatore della regione: «Si tratta - dice in una nota - di un incidente gravissimo e sconcertante, che addolora tutta la comunità calabrese». «L'esplosione del silos - dice Rosi Bindi, del Pd - riporta all'ordine del giorno la questione della sicurezza sul lavoro, che vede il nostro paese ancora in gravissimo ritardo nel resto dell'Europa». «La morte di due giovani operai e il ferimento di un terzo ci addolorano profondamente - dichiarano Sebastiano Barbanti e Francesco Molinari, del M5S - Non possiamo che rimanere sconcertati dal fatto che nel 2013 ancora possano accadere incidenti sul lavoro, un luogo che dovrebbe nobilitare l'uomo e che invece si trasforma in una gabbia mortale».
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