L'Ater ha deciso di portare in tribunale il Centro di cultura popolare del Tufello a Roma per il pagamento della morosità accumulata per il godimento illegittimo del locale di proprietà Ater, dopo aver posto da anni una martellante richiesta di esagerate corresponsioni, un cumulo di assurdi arretrati per chi invece ha salvato i locali abbandonati di via Capraia, rendendoli agibili e messi al servizio del quartiere e non solo, svolgendo compiti sociali che nessuna istituzione ha saputo fare. Dal 1975 porta avanti le sue lotte di impegno civile; dalle tematiche legate alla lotta alla tossicodipendenza, ai problemi giovanili, delle donne, del lavoro, della lotta per la casa, sull'antirazzismo, l'immigrazione e la diversità, della cultura da ridare ai cittadini. Un elenco talmente ampio di iniziative fatte da non poter essere brevemente riportato, un lavoro negli anni che ha colmato il vuoto lasciato dalle istituzioni. Oggi invece di riconoscere la funzione sociale svolta sul territorio in quasi quarant'anni, ci portano in tribunale. Una associazione realmente no-profit, la nostra, dove l'unico sostegno è l'autofinanziamento, dove ancora oggi si sopravvive con corsi di vario genere, dal teatro per disabili ai laboratori di musica popolare, danze ecc., e che promuove spettacoli di vario genere, dando voce e spazi a chi altrimenti non l'avrebbe o non se lo potrebbe permettere. Tutto questo meriterebbe di essere difeso e sostenuto, appoggiato e finanziato, ma la realtà da contabili del profitto che animano certi enti pensa di non poter fare a meno dei soldi da spremere a luoghi e associazioni come il Ccp. Soldi che non abbiamo e che non possiamo avere, non siamo un esercizio commerciale, da noi le attività si svolgono a prezzi popolari, i soldi che entrano ci bastano appena per pagare le bollette. È il momento di difendere il Ccp, e tutte le associazioni che svolgono quel lavoro sociale nei territori che le istituzioni non fanno. Chiediamo il vostro sostegno non solo a chi ci ha conosciuto e vissuto in tutti questi anni, ma soprattutto alle istituzioni, a cui chiediamo che ci venga riconosciuto il valore sociale del lavoro che svolgiamo sui territori, la regolarizzazione del diritto di locazione, la variazione di destinazione d'uso dei locali dove svolgiamo le attività ma soprattutto l'abbattimento del canone in canone sociale. Non chiediamo denaro (anche se ci servirà, certo) ma solidarietà, testimonianza e sostegno.
Centro di cultura popolare del tufello, info: ccptufello.org;
E-mail: info@ccptufello.org
sabato 14 settembre
da martedì 17 settembre


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