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il manifesto 2013.09.17 - 07 EUROPA
 
INDUSTRIA
Fuga dal Partenone la Viohalco all'estero
TAGLIO MEDIO

TAGLIO MEDIO
Non solo fuga dei cervelli, dalla Grecia, ma anche di imprese.
Per aggirare il fisco ellenico e al contempo diventare più appetibili agli occhi dei grandi finanziatori, in modo da reperire soldi sul mercato internazionale, sono in molte ormai le grandi aziende che lasciano la loro sede centrale ad Atene e nel resto del Paese per trasferirla all'estero. Dopo la Coca-Cola, anche la Viohalco - colosso metallurgico leader della lavorazione del rame e dell'alluminio che dà lavoro a 8500 dipendenti e ha fatturato nel 2013 1,5 miliardi di euro - ha annunciato che tra breve trasferirà il suo centro direttivo a Bruxelles.
In Grecia rimarranno la maggior parte delle fabbriche della Viohalco la cui produzione è destinata comunque perlopiù al mercato estero. Entro la fine di novembre la sede legale belga dell'azienda verrà fusa con la filiale locale diventando così la sede capogruppo del colosso industriale. La new company, rinnovata di passaporto, verrà quotata nella borsa di Bruxelles e potrà così puntare a un rifinanziamento e a una ricollocazione sul mercato internazionale. Allo stesso tempo, la Viohalco potrà evitare la tassazione greca giunta ormai a livelli molto alti, a causa di una crisi senza precedenti. Qualche tempo fa era fuggita all'estero, in modo simile, anche la Coca-Cola Hellenic Bottling, seconda società al mondo nel business dell'imbottigliamento e la prima in Europa. Dalla Grecia alla Svizzera, dove ha trasferito a fine 2012 il suo quartier generale.
 
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