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il manifesto 2013.02.02 - 03 LA PAGINA 3
 
Mps /I PM DI ROMA ACQUISISCONO ATTI SU BANKITALIA E CONSOB
La procura di Trani indaga sui derivati
ARTICOLO

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Sotto la lente i contratti swap di 5 banche nazionali. E nella capitale si indaga su eventuali ostacoli dei vertici della fondazione senese agli organismi di vigilanza
Riccardo Chiari
Monte Paschi di nuovo maglia nera a piazzaffari (-5,9%) e azioni a 0,23 euro. La banca precipita a prima del prestito di 3,9 miliardi concesso dal governo Monti per salvarla dalla sua profonda sofferenza. Legata ai tre fattori concomitanti dell'acquisto a prezzi altissimi di Antonveneta, dell'eccesso di titoli di Stato (25 miliardi) posseduti, e dei perduranti effetti della crisi finanziaria. Ma la colpa, secondo Giorgio Napolitano, è anche della stampa.
Per il secondo giorno consecutivo il capo dello stato parla dell'inchiesta Mps, e lo fa proprio ricevendo una delegazione dell'Ordine dei Giornalisti: «Abbiamo spesso degli effetti non positivi, quasi dei cortocircuiti tra l'informazione, che tende ad avere il massimo di elementi nella ricerca della verità, e la riservatezza necessaria delle indagini giudiziarie. C'è stato un richiamo piuttosto brusco della Procura della Repubblica di Siena, che segue la scottante e complessa indagine sul Monte dei Paschi, di fronte alla pubblicazione di notizie che ha dichiarato totalmente infondate e di cui ha anche fatto comprendere la grave possibile ricaduta destabilizzante sui mercati, al punto da annunciare o da ventilare provvedimenti per aggiotaggio e insider trading».
Ma è solo per l'infondatezza di alcune notizie che le azioni Mps scendono? Eppure si cerca in ogni modo di tranquillizzare gli azionisti. L'ad Fabrizio Viola anche ieri ha rassicurato: «La banca è solida, non ha problemi nella sua operatività». E l'agenzia di rating Fitch, diversamente da quanto fatto il giorno precedente da Standard & Poors, ha lasciato invariata la valutazione sull'affidabilità (bassa) dei titoli Mps. Segnalando peraltro di vedere «un'alta probabilità che le autorità italiane forniscano un sostegno costante» all'istituto di credito. Perché, ammette Fitch, «non si possono escludere ulteriori perdite». Però sul fronte della Fondazione Mps, primo azionista della banca, il presidente Gabriello Mancini ha smentito possibili problemi di liquidità a partire dall'estate.
Intanto le indagini sul sistema bancario italiano interessano più di una procura. Ad esempio quella di Trani, non nuova a inchieste del genere, sta approfondendo il tema dell'uso disinvolto dei derivati da parte di cinque banche italiane fra cui il Monte, e ha sequestrato 359mila euro in una sua filiale barese, dopo la denuncia di un imprenditore che aveva sottoscritto contratti swap. Mentre a Roma la procura, che sembra lavorare in parallelo con Siena, ha ampliato il fronte di indagine: oltre alla manipolazione del mercato, si guarda all'ostacolo alla vigilanza da parte del vecchio management Mps, in altre parole si ipotizza che siano stati messi bastoni fra le ruote ai controlli di Bankitalia e Consob. Su quest'ultimo punto però, sulla base della stessa relazione di Bankitalia presentata dal ministro Grilli in commissione parlamentare, Di Pietro osserva: «Gli ispettori di Bankitalia hanno scritto già a maggio 2010 che c'erano due operazioni che destavano grandi sospetti. Sono proprio quelle da cui sono partiti gli scandali, Alexandria e Santorini. Dunque leggi e strumenti ci sono, è mancata è solo la volontà di usarli».
 
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