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il manifesto 2013.02.02 - 07 INTERNAZIONALE
 
IL CAIRO In piazza contro Morsi. Anche ieri decine di feriti
Assalto al palazzo presidenziale La mediazione del gran mufti
ARTICOLO

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Giuseppe Acconcia
Al Cairo, il palazzo presidenziale è tornato nel mirino dei manifestanti. Il governo islamista non convince i movimenti rivoluzionari egiziani. E così viene preso di mira il luogo simbolo del potere presidenziale, già teatro di imponenti manifestazioni lo scorso novembre contro Mohammed Morsi.
Alcuni manifestanti hanno tentato di scavalcare le mura che circondano il palazzo, decine sono i feriti. Ma è arrivata immediatamente la condanna dell'azione da parte dei Fratelli musulmani che hanno accusato su Twitter «agitatori e sabotatori» di provocare gli scontri. Stesso scenario si è registrato nei pressi dell'Ambasciata degli Stati uniti in piazza Simon Bolivar nel quartiere di Garden City. Nei tafferugli tra manifestanti e forze di polizia sono state lanciate bottiglie incendiarie e lacrimogeni. Secondo la stampa locale, sono rimaste ferite almeno dieci persone. Manifestazioni imponenti contro il governo islamista si sono svolte in tutte le principali città egiziane. I cortei più significativi hanno avuto luogo a Port Said e Suez. Si sono registrate qui oltre 50 vittime negli scontri della scorsa settimana, innescati dalla condanna a morte di 21 teppisti e tifosi, responsabili della strage di ultras nello stadio della locale squadra dell'al-Masry.
A calmare gli animi ha contribuito anche l'iniziativa di Ahmed el-Tayeb, gran muftì della moschea di Al-Azhar. Il centro dell'Islam sunnita, che ha acquisito speciali poteri nel dirimere controversie con l'entrata in vigore della nuova Costituzione lo scorso dicembre, ha proposto un'iniziativa di dialogo tra i movimenti politici per la fine delle violenze. Nel documento di al-Azhar si fa riferimento all'uso di «milizie che hanno attaccato e torturato i manifestanti». Tra i firmatari del testo, ci sono i principali leader di opposizione. Anche il nasserista Hamdin Sabbahi ha sottoscritto l'iniziativa ma ha chiarito di non accettare l'equiparazione tra i martiri «per mano dello stato» e le reazioni alle violenze subite da parte dei manifestanti. Sui metodi di protesta ha insistito il liberale Mohammed el-Baradei che in un tweet ha ammesso che la forza del movimento è nell'«unità» e nei metodi «pacifici».
Anche ieri alcune donne sono state assalite e molestate nelle manifestazioni. Sul tema è intervenuta Navi Pallay, commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, che ha accusato le autorità egiziane di non fare abbastanza per la difesa delle donne che manifestano in piazza.
 
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