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il manifesto 2013.02.03 - 05
VERSO IL VOTO · I programmi dei partiti
Italia ancora al palo, ma a sinistra si spera
ARTICOLO - Carlo Lania ROMA
ARTICOLO - Carlo Lania ROMA
Dal modello tedesco del Pd, alla «libertà» di sposarsi di Grillo. Mentre Monti si scorda l'Europa
Ein Italia? Anche sui matrimoni gay, come su molte altre questioni, il nostro Paese fino a oggi è rimasto a guardare. E non potrebbe essere altrimenti con un parlamento che non riesce nemmeno ad approvare una legge contro l'omofobia, figuriamoci il riconoscimento dell'unione tra due persone dello stesso sesso. E questo nonostante una sentenza della Cassazione del 15 marzo 2012 abbia stabilito che coppie dello stesso sesso, purché abbiano una relazione stabile, hanno il diritto di vedersi riconosciuta la loro «vita familiare» e quindi lo stesso trattamento garantito dalla legge ai coniugi etero. E così mentre l'Europa va avanti per la sua strada, migliorando sensibilmente le condizioni di vita dei suoi cittadini, l'Italia resta al palo, paralizzata da pregiudizi omofobici, integralismo cattolico e ignoranza. Al punto che, stufe di essere giudicate per i propri sentimenti, ogni anno centinaia di coppie omosessuali emigrano all'estero per sposarsi. Sarà per sempre così? La speranza è che le prossime elezioni portino una maggioranza che abbia il coraggio di allinearci questa volta per un motivo serio - al resto d'Europa. «Sono ottimista, sulla carta ci sono i numeri per poter finalmente approvare una legge che riconosca le unioni omosessuali», afferma Paola Concia, deputata Pd che ha sposato in Germania la propria compagna. Seppure timidamente e senza tanto entusiasmo da parte dei vari leader, quello delle unione gay è comunque un tema entrato forse per la prima volta in una campagna elettorale. E almeno a parole a sinistra finora tutti si sono detti d'accordo sulla necessità di una legge che metta sullo stesso piano le coppie omo e quelle etero. Annunciato da Pierluigi Bersani, il modello a cui pensa il Pd è quello tedesco del «Lebenspartnerschaftsgesetz» (atto di partnership civile), la formula più simile a un vero e proprio matrimonio insieme al modello britannico, e che equipara in tutto e per tutto coppie etero e omosessuali, prevedendo anche l'omogenitorialità. Da parte sua Sel si è più volte detta favorevole sia ai matrimoni che alle adozioni per i gay anche senza pretendere, come ha spiegato Nichi Vendola, che diventino parte del programma di centrosinistra. Stessa cosa per la Rivoluzione civile dove seppure in maniera un po' generica la questione unioni gay appare al secondo punto del programma del movimento di Antonio Ingroia: «Vogliano uno Stato laico - è scritto - che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un'occasione per crescere». C'è poi il Movimento 5 stelle il cui leader Beppe Grillo si è più volte detto favorevole alla «libertà di chiunque di sposarsi». Il fronte pro unioni gay finisce però qui. L'europeismo di Mario Monti di ferma infatti di fronte ai diritti civili, al punto che la sua Scelta civica neanche affronta la questione continuando a ribadire come la famiglia - ovviamente quella tradizionale - sia «il cuore pulsante della società italiana» (e del resto con l'Udc di Casini e Paola Binetti cosa avrebbe potuto affermare di diverso?). Famiglia tradizionale che pulsa anche nei programmi di Pdl e Lega , con il primo che arriva addirittura a specificare come l'unica «comunità naturale» sia quella «fondata sul matrimonio tra uomo e donna».
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