EDIZIONE EBOOK
01 PRIMA PAGINA
02 LA PAGINA 3
03 LA PAGINA 3
04 POLITICA & SOCIETÀ
05
06
-
ARTICOLO L'Hollande d'Afrique di Anna Maria Merlo PARIGI
-
ARTICOLO Spagna, i socialisti votano «sì» con il Partido popular di Rajoy
-
ARTICOLO La vittoria non canta di Marco Boccitto
-
ARTICOLO news>br>dal mondo
-
ARTICOLO Sgomberato a forza il villaggio di tende degli attivisti palestinesi di michele giorgio
-
ARTICOLO DIA DELLA DIGNIDAD 4F · Festeggiamenti di ge. co.
-
ARTICOLO Operazione «Ezequiel Zamora», 21 anni fa la svolta bolivarina di Geraldina Colotti
07
08
Edizione html
il manifesto 2013.02.03 - 06
Venezuela /PARLA ARIAS CARDENAS, GOVERNATORE DELLO STATO ZULIA
Operazione «Ezequiel Zamora», 21 anni fa la svolta bolivarina
ARTICOLO - Geraldina Colotti
ARTICOLO - Geraldina Colotti
Ieri, Hugo Chávez ha compiuto 14 anni di governo. Da quasi due mesi manca dal Venezuela, dopo il quarto intervento chirurgico contro il tumore, effettuato a Cuba l'11 dicembre scorso. Il bollettino medico lo dà in lento e progressivo recupero, e il suo vice Nicolas Maduro, che assicura l'interim per decisione del Parlamento, garantisce che, dal letto d'ospedale all'Avana, sta firmando alcuni provvedimenti di governo. Tuttavia, per la prima volta dall'inizio del suo mandato, Chávez - rieletto presidente il 7 ottobre - mancherà anche la ricorrenza del 4 febbraio (a meno di sorprese dell'ultima ora). Domani si festeggiano i 21 anni dalla ribellione civico-militare con cui l'allora tenente colonnello tentò di rovesciare il governo di Carlos Andrés Pérez insieme a un gruppo di ufficiali progressisti del Movimiento Bolivariano Revolucionario-200 (Mbr 200). L'operazione si chiamava Ezequiel Zamora , in onore al difensore della lotta contadina e indipendentista, vissuto tra il 1 febbraio del 1817 e il 10 gennaio 1860. Venne condotta in diverse città del paese. Il comandante Arias Cardenas, oggi governatore dello stato Zulia, dirigeva il battaglione di Maracaibo: «Quel nostro tentativo spiega oggi al manifesto - prende corpo di fronte al fallimento delle politiche clientelari messe in campo dai governi succedutesi dopo la cacciata del dittatore Pérez Jimenez, il 23 gennaio del 1958. Le loro scelte rispondevano esclusivamente agli interessi dei gruppi di potere interni e internazionali che si spartivano la rendita petrolifera. Il 27 febbraio 1989, la rivolta popolare contro quelle politiche, denominata il caracazo , ha costituito uno spartiacque e ha evidenziato una situazione sociale esplosiva. Da tempo, noi dell'Mbr 200 stavamo cercando uno sbocco. Avevamo preso contatti con altri settori progressisti del paese: dalle università alle fabbriche, ai militanti che avevano partecipato alla lotta rivoluzionaria degli anni '60-70. Allora provammo a rompere con lo schema di potere tradizionale, ma fummo sconfitti e arrestati. E abbiamo riflettuto sui nostri errori». Nel '94, il nuovo presidente Rafael Caldera, spinto dalla pressione popolare, libera gli ufficiali ribelli. «Così - racconta Cardenas ci incorporammo alla vita politica. Nel '94, Caldera mi nominò presidente del Programma di Alimentazione Materno Infantile (Pami). Nel '95, diventai governatore del Zulia, candidato dal movimento La Causa R. Lavorammo allora con una maggior consapevolezza alla costruzione di alleanze più ampie che ci porteranno a vincere le elezioni, nel '98». Quando lo prendono, il 4 febbraio del '92, Chávez si assume tutta la responsabilità dell'accaduto: «Compagni, purtroppo la rivoluzione è fallita... per ora», dice davanti alle telecamere. Il suo discorso profetico è risuonato ogni anno nelle piazze gremite per il 4 febbraio. Visceralmente amato dal popolo e visceralmente odiato dall'opposizione che, nel 2002, gli ha armato contro un colpo di stato, Chávez ha comunque modificato il volto del paese e il modo di far politica. Il suo stile diretto e carismatico può incontrare critiche, ma ha rotto con 40 anni di democrazie delle élite. Nelle politiche sociali il governo ha investito 500mila milioni di bolivar: per aumentare il salario minimo, le pensioni, costruire scuole e case popolari. Che sia assente o meno, il presidente resta al centro della scena politica e del dibattito. Restano inscritte nell'attuale politica dell'America latina di sinistra, anche le simbologie indipendentiste legate al sogno della «Patria grande», su cui ha insistito tanto in questi anni. Venerdì, per i 196 anni dalla nascita di Zamora - una delle «tre radici bolivariane», insieme al libertador Simon Bolivar e al suo maestro Simon Rodriguez - Maduro si è presentato reggendo una lancia uguale a quella brandita allora da Ezequiel. Ha annunciato che la casa in cui nacque (nello stato di Miranda, uno dei tre governati dall'opposizione) diventerà patrimonio culturale della nazione. E per domani ha annunciato «una serie di eventi che commuoveranno il paese».
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
in edicola
sabato 15 diceMbre
sabato 15 diceMbre
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
di Mona Chollet
In edicola
da giovedì 13 dicembre
da giovedì 13 dicembre
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique

IN VENDITA NELLO STORE
MANIBLOG
LANAVIGAZIONE
• home • in edicola • attualità
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
ILSITO
Nicola Bruno
contatti
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
consiglio di amministrazione Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it




• 