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il manifesto 2013.02.05 - 03 LA PAGINA 3
 
DIRITTO ALLO STUDIO
Studenti pronti a occupare: «Profumo mente»
ARTICOLO

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Roberto Ciccarelli
Serve maggiore concorrenza tra le università e bisogna permettere agli studenti di scegliere liberamente gli atenei. Questo è il programma annunciato ieri da Mario Monti su radio Rtl 102.5 ed è il vecchio spartito dei liberalizzatori che promettono maggiori tutele, cioè borse di studio, mentre irrigidiscono il diritto allo studio sulla base del reddito familiare. Si dà il caso che il governo dimissionario, e in piena campagna elettorale, si stia adoperando attivamente per realizzare il comandamento professorale del lunedì, come dimostra la vicenda del decreto ministeriale sul diritto allo studio che sarà discusso dalla Conferenza Stato-Regioni dopodomani.
Il ministro dell'Istruzione Profumo in un'intervista rilasciata ieri a la Stampa ha pasticciato ancora di più le carte a disposizione sul suo tavolo. Profumo sostiene che il provvedimento «rimodulerà su base geografica e permetterà di favorire gli studenti svantaggiati e fuorisede e penalizzare i fuoricorso». Apriti cielo. Per gli studenti dell'Udu, che promettono di occupare nelle prossime ore tutte le residenze universitarie, l'intenzione di colpire i fuoricorso rivela la «falsità» di Profumo: «Tutti sanno - afferma Michele Orezzi dell'Udu - che gli studenti fuoricorso non possono in alcun modo ricevere la borsa di studio». I tagli ai borsisti ci saranno perché il decreto sono stati cambiati i criteri di reddito in base ai quali vengono erogate le borse di studio.
Per gli studenti Profumo vuole stravolgere il diritto allo studio «prevedendo la diminuzione degli studenti che potranno richiedere la borsa di studio, degli importi delle borse e una forte discriminazione territoriale tra nord e sud». «Il decreto - spiega Federico Del Giudice della Rete della Conoscenza - ridefinisce i criteri Isee e del merito e di fatto riduce la platea degli studenti aventi diritto. Uno studente di Lecce con un Isee pari a 16 mila euro non avrà possibilità di studiare nella propria regione perché il limite per avere una borsa di 14.300 euro e dovrà trasferirsi a Milano dove il limite Isee è di 20 mila euro». Per il governo questo significa garantire la «mobilità» degli studenti, e anche la «concorrenza» tra gli atenei.
Nei fatti, metterà in concorrenza gli studenti, e le loro famiglie, da Sud a Nord, in un'aspra contesa di un posto letto a colpi di dichiarazioni dei redditi. Sempre che quel posto letto esista e non accada, come a Torino, che i tagli al fondo statale per il diritto allo studio o a quello regionale voluto dal leghista Cota chiudano le case degli studenti. I vincitori di borsa, giunti da tutta Italia nella città di Profumo sono costretti da mesi a vivere in affitto, e a lavorare di notte, per pagarsi le spese. Una realtà che il ministro dovrebbe conoscere.
Gli studenti della rete Link di Pisa, Siena e Firenze hanno ottenuto dalla vicepresidente della regione Toscana, Stella Targetti, la difesa delle loro ragioni alla Conferenza Stato-regioni di giovedì. Nichi Vendola ha risposto alle sollecitazioni degli studenti pugliesi con l'impegno del governo di centrosinistra «a realizzare un piano straordinario sull'edilizia scolastica e di sostegno al diritto allo studio» nei primi 100 giorni. I rappresentanti di centro-sinistra al Consiglio Nazionale degli studenti universitari hanno scritto lettere di protesta al presidente Napolitano, alla Conferenza Stato-Regioni e a Profumo.
 
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