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il manifesto 2013.02.05 - 05 POLITICA & SOCIETÀ
 
SPOT Berlusconi passa alla madre di tutte le promesse. Il Wall Street Journal fa i conti: dovrà tagliare anche le medicine
L'Imu, il condono, e adesso Equitalia
ARTICOLO

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Bersani non replica. Si affida a Schauble e ai supermercati. La polemica del Pdl è tutta con Monti
ROMA
Non solo l'abolizione, non solo la restituzione dell'Imu sulla prima casa. Nell'agenda fantastica di Berlusconi c'è spazio anche per il condono fiscale tombale e fa capolino una parola magica: Equitalia. Poteva il cavaliere lasciare fuori dalla sua propaganda l'agenzia più odiata dagli italiani? Naturalmente no, e infatti «faremo un condono interno a Equitalia», è la nuova - al momento ancora timida - promessa. Renato Brunetta si incarica di articolarla giusto un po': «È un punto centrale del programma, tagliare sanzioni, interessi e oneri aggiuntivi». Retroattivamente, anche in questo caso, oppure no. Ancora non si sa, ci sarà tempo. In fondo siamo solo al programma del primo consiglio dei ministri dell'eventuale quarto governo Berlusconi. Chissà quante «altre cose leggere e vaganti» ci aspettano, per citare la poesia di Umberto Saba che ieri, a Trieste, Berlusconi ha recitato a memoria. Passando subito dopo a Teddy Reno, «altra gloria locale» e berlusconiano della prima ora.
La «bomba» domenicale dell'Imu, l'immodesta proposta che nei piani del cavaliere, come nel 2006, dovrebbe alimentare la rimonta impossibile, è esplosa ieri sulla stampa economica internazionale. Al di qua e al di là dell'oceano, Financial Times e Wall Strett Journal hanno messo nel conto del cavaliere l'immediata crisi di borsa e l'impennata degli spread. Il quotidiano americano ha fatto in più due calcoli sulle promesse di abbattimento della spesa pubblica. Date le poste immodificabili nel bilancio, e dati i già bassi livelli di spesa dell'Italia nella difesa, nell'istruzione e sul versante degli investimenti, i poderosi risparmi del cavaliere (più del doppio rispetto a quanto promesso da ogni altro concorrente alle prossime elezioni, nota il corrispondente del Wsj Christopher Emsden) potranno essere ottenuti solo falcidiando (con tagli oltre il 30%) «cose tipo l'acquisto di medicinali e la manutenzione delle strade». Tutto questo a volerlo prendere sul serio.
Cosa che nel partito democratico cominciano a fare, tant'è che Bersani sta cercando di evitare di rispondere direttamente a Berlusconi, così da non contribuire a tenerlo al centro dell'attenzione. Contro il cavaliere si è scatenato molto di più Mario Monti, che è passato dall'accusa di compravendita dei voti («con i soldi degli italiani») a quella non più leggera di «usura». Posizioni che hanno offerto il destro al Pdl per riproporre la tesi di un patto già scritto tra il Pd e il presidente del Consiglio in carica, per la prossima legislatura. Per tacere di tutta una serie di economisti laureati o no del centrodestra, volenterosamente impegnati a spiegare la sostenibilità tecnica delle proposte berlusconiane. O l'opportunità del «condono tombale», che come tutti sanno si accompagna alle riforme strutturali del fisco... argomenti buoni oggi come vent'anni fa. Persino Tremonti - uno che secondo Monti «è particolarmente non riconosciuto nel mondo accademico» - dubita della fattibilità dell'ideona berlusconiana. «Che le banche svizzere vengano a pagare l'Imu in Italia mi sembra molto strano...», ha voluto far notare.
Bersani non è andato oltre un telegrafico «mai più un condono» dettato all'Ansa. A replicare alla fantasia degli avversari hanno pensato tutti gli altri, da D'Alema a Finocchiaro, da Fassina a Franceschini. Il segretario è rimasto a riflettere su come evitare la trappola della rimonta sul fisco, quella che risultò fatale a Prodi e che ebbe un peso anche nella prima vittoria di Berlusconi, nel '94. L'idea è quella di volare alti, oggi Bersani sarà a Berlino ricevuto dal ministro delle finanze tedesco, il democristiano Wolfgang Schaeuble. In Germania, «con la quale litigare non ha senso», questo pomeriggio il candidato del centrosinistra terrà un discorso «sul futuro dell'Europa» presso il German Council on Foreign Relations. Poi, quando planerà nel vivo della campagna elettorale italiana, il segretario ha intenzione di fare un giro nei supermercati «lì dove la sofferenza si vede di più». E sabato pomeriggio sarà a Torino allo Juventus stadium per vedere la partita Juve-Fiorentina con il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Bersani è tifoso bianconero, il suo rivale delle primarie tiene per la viola. Più che un appuntamento elettorale, sarà uno sketch. a. fab. 8 I MILIARDI DELL'IMU
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