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il manifesto 2013.02.05 - 14 LETTERE
LE LETTERE
ARTICOLO
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Devo dire allora che ha ragione Maurizio Crozza, che rivolgendosi all'On. Finocchiaro l'ha apostrofata: «Manca ancora un mese per perdere le elezioni!». Ecco, il succo di questa campagna elettorale della sinistra o di quello che resta, è tutto qui. E' una specie di maledizione che non riusciamo a scrollarci di dosso: come al solito ci facciamo del male da soli e ci riusciamo benissimo. E' mai possibile che da 20 anni a questa parte le campagne elettorali in Italia si riducano semplicemente a chi le spara più grosse o a chi non spara per nulla? E' chiedere troppo di poter parlare di problemi e di soluzioni, di programmi a medio lungo termine, di lavoro, di Costituzione, di diritti e chi più ne ha più ne metta?Sono stufa! Alla veneranda età di 52 anni per la prima volta ho una grande tentazione di non andare a votare, perché ovunque mi giro vedo il deserto. Mancano poche settimane al voto: se sul pianeta della sinistra c'è ancora vita, che qualcuno batta un colpo.
Tiziana, Roma
Sono una maestra del tempo pieno, insegno dal '91. Cerco di rispondere al sig. Pasquale Farmaco che nella sua lettera di venerdì scorso si chiedeva quali fossero le proposte sulla scuola dei vari schieramenti. Nel programma di Sinistra ecologia libertà (si trova sul sito) c'è scritto chiaramente: abolizione di costruzione e acquisto dei cacciabombardieri F35, rimessa in sicurezza degli edifici scolastici in tutta Italia, ripresa degli investimenti nell'istruzione (dal 9% del Pil attuali al 13% dell'Europa), tempo pieno garantito a tutti, innalzamento dell'obbligo, stabilizzazione dei precari, ritorno a livelli civili di ore di compresenza, laboratori, sostegno; non mi dilungo sull'università dove la proposta è in totale discontinuità con le politiche fallimentari che ci hanno fatto perdere oltre 50.000 studenti, spia di un arretramento culturale complessivo degli ultimi venti anni. Discontinuità deve essere la parola chiave: da quando insegno le condizioni di lavoro sono peggiorate anno dopo anno, fino al precipitare nel dramma con l'ultimo governo Berlusconi e l'orribile controriforma Gelmini, cui dobbiamo la perdita di 140.000 posti di lavoro e di migliaia di ore di studio, con aumento vertiginoso della dispersione scolastica, migliaia di giovani che non studiano e non lavorano, e buon ultimo uno scivolamento verso il basso nelle classifiche internazionali. Il ministro Profumo si è posto in continuità con questo disastro. Voglio che governi il centrosinistra per cambiare segno a tutto questo, perché l'istruzione sia un diritto, nello spirito della Costituzione, e non una merce.
Ilaria Ferrara, Pisa
Ho conosciuto Ilaria Cucchi; ho conosciuto Patrizia Moretti; ho conosciuto uomini e donne che, giustamente o ingiustamente condannati, hanno riportato danni fisici e morali che avrebbero indebolito tanti frequentatori dei palchi e delle tribune, i quali si affrettano a sputare sentenze. Non ho conosciuto l'ex ministro Giovanardi né tanti del suo genere, e spero di poterli evitare, ancorché costretto ad ascoltare i suoi insulti, rivolti a Ilaria. Ho imparato a frequentare coloro che soffrono ingiustamente per i mali della Giustizia. Li frequenterò sempre, con le associazioni, col mio lavoro, con le petizioni e le leggi, perché conoscendoli ho reso un po' più significativa la mia vita, imparando a farmi carico di parte dell'ingiustizia della società. Ma di fronte alla facilità con cui le destre, i reazionari, i bigotti distolgono l'occhio dei cittadini dalle loro mancanze, come fa Giovanardi, mi appello a tutti coloro che lavorano nella Giustizia, dalla minorile fino all'ultimo giorno di ergastolo, perché respingano quest'ultima provocazione e vadano a votare, non per la carriera politica di Ilaria Cucchi ma per la rappresentanza delle nostre idee, perché una volta almeno la società civile scelga i propri rappresentanti ed abbia una sponda in Parlamento, perché non ci facciamo dividere da chi usa l'unica arma che ha: la menzogna.
Marcello Pesarini
Molto triste lo spettacolo offerto in questi giorni dai due noti Pm Boccassini e Ingroia. Il protagonismo di chi dovrebbe agire nella massima riservatezza pregiudica l'immagine della maggioranza dei magistrati che lavorano nel silenzio. Era proprio necessario rilasciare pubbliche dichiarazioni di reciproca disistima?
Enrico Pagano
Sono del 1947 e finora ho sempre votato. Prima aspettavi con ansia il primo voto, ti vestivi a festa. Anche la mia generazione, nata dopo la guerra. Ho sempre votato Pci fin quando è esistito e, lo confesso, negli ultimi anni ho incominciato a turarmi il naso. Dopo sono approdata, con entusiasmo, a Rifondazione, ma Bertinotti mi ha fatto capire che ormai gli iscritti servivano solo per dare soldi, non per essere consultati con potere decisionale e pertanto ormai non faccio più politica attiva, pur continuando la stessa ad interessarmi. Il mio stato d'animo attuale ondeggia tra scheda bianca, nulla, Sel, lista Ingroia. Oggi, 31 gennaio, sono nel giorno dell'annullamento perché darei il voto a due persone che non hanno capito che vorremmo qualcosa di diverso che gli insulti bambineschi. Vorremmo sentire programmi a confronto, magari nelle piazze invece che in tv. Ieri avrei votato Ingroia (ingoiando il rospo Di Pietro, bello grosso) per il suo programma di pace. Oggi non mi sento rappresentata per nulla. Chissà che giorno sarà il 24, le amicizie intorno hanno i miei stessi dubbi. Giovanna de Benedittis
RETTIFICA
Nelle due pagine di inchiesta sugli ospedali valdesi soppressi dalla Regione Piemonte - pubblicate sabato 2 febbraio - non erano citate le fonti di due delle immagini che le illustravano: «Foto P. Romeo/Riforma» e «Foto A. Corsani/Riforma». Ce ne scusiamo con gli autori, che ringraziamo per la gentile collaborazione.
Tiziana, Roma
Sono una maestra del tempo pieno, insegno dal '91. Cerco di rispondere al sig. Pasquale Farmaco che nella sua lettera di venerdì scorso si chiedeva quali fossero le proposte sulla scuola dei vari schieramenti. Nel programma di Sinistra ecologia libertà (si trova sul sito) c'è scritto chiaramente: abolizione di costruzione e acquisto dei cacciabombardieri F35, rimessa in sicurezza degli edifici scolastici in tutta Italia, ripresa degli investimenti nell'istruzione (dal 9% del Pil attuali al 13% dell'Europa), tempo pieno garantito a tutti, innalzamento dell'obbligo, stabilizzazione dei precari, ritorno a livelli civili di ore di compresenza, laboratori, sostegno; non mi dilungo sull'università dove la proposta è in totale discontinuità con le politiche fallimentari che ci hanno fatto perdere oltre 50.000 studenti, spia di un arretramento culturale complessivo degli ultimi venti anni. Discontinuità deve essere la parola chiave: da quando insegno le condizioni di lavoro sono peggiorate anno dopo anno, fino al precipitare nel dramma con l'ultimo governo Berlusconi e l'orribile controriforma Gelmini, cui dobbiamo la perdita di 140.000 posti di lavoro e di migliaia di ore di studio, con aumento vertiginoso della dispersione scolastica, migliaia di giovani che non studiano e non lavorano, e buon ultimo uno scivolamento verso il basso nelle classifiche internazionali. Il ministro Profumo si è posto in continuità con questo disastro. Voglio che governi il centrosinistra per cambiare segno a tutto questo, perché l'istruzione sia un diritto, nello spirito della Costituzione, e non una merce.
Ilaria Ferrara, Pisa
Ho conosciuto Ilaria Cucchi; ho conosciuto Patrizia Moretti; ho conosciuto uomini e donne che, giustamente o ingiustamente condannati, hanno riportato danni fisici e morali che avrebbero indebolito tanti frequentatori dei palchi e delle tribune, i quali si affrettano a sputare sentenze. Non ho conosciuto l'ex ministro Giovanardi né tanti del suo genere, e spero di poterli evitare, ancorché costretto ad ascoltare i suoi insulti, rivolti a Ilaria. Ho imparato a frequentare coloro che soffrono ingiustamente per i mali della Giustizia. Li frequenterò sempre, con le associazioni, col mio lavoro, con le petizioni e le leggi, perché conoscendoli ho reso un po' più significativa la mia vita, imparando a farmi carico di parte dell'ingiustizia della società. Ma di fronte alla facilità con cui le destre, i reazionari, i bigotti distolgono l'occhio dei cittadini dalle loro mancanze, come fa Giovanardi, mi appello a tutti coloro che lavorano nella Giustizia, dalla minorile fino all'ultimo giorno di ergastolo, perché respingano quest'ultima provocazione e vadano a votare, non per la carriera politica di Ilaria Cucchi ma per la rappresentanza delle nostre idee, perché una volta almeno la società civile scelga i propri rappresentanti ed abbia una sponda in Parlamento, perché non ci facciamo dividere da chi usa l'unica arma che ha: la menzogna.
Marcello Pesarini
Molto triste lo spettacolo offerto in questi giorni dai due noti Pm Boccassini e Ingroia. Il protagonismo di chi dovrebbe agire nella massima riservatezza pregiudica l'immagine della maggioranza dei magistrati che lavorano nel silenzio. Era proprio necessario rilasciare pubbliche dichiarazioni di reciproca disistima?
Enrico Pagano
Sono del 1947 e finora ho sempre votato. Prima aspettavi con ansia il primo voto, ti vestivi a festa. Anche la mia generazione, nata dopo la guerra. Ho sempre votato Pci fin quando è esistito e, lo confesso, negli ultimi anni ho incominciato a turarmi il naso. Dopo sono approdata, con entusiasmo, a Rifondazione, ma Bertinotti mi ha fatto capire che ormai gli iscritti servivano solo per dare soldi, non per essere consultati con potere decisionale e pertanto ormai non faccio più politica attiva, pur continuando la stessa ad interessarmi. Il mio stato d'animo attuale ondeggia tra scheda bianca, nulla, Sel, lista Ingroia. Oggi, 31 gennaio, sono nel giorno dell'annullamento perché darei il voto a due persone che non hanno capito che vorremmo qualcosa di diverso che gli insulti bambineschi. Vorremmo sentire programmi a confronto, magari nelle piazze invece che in tv. Ieri avrei votato Ingroia (ingoiando il rospo Di Pietro, bello grosso) per il suo programma di pace. Oggi non mi sento rappresentata per nulla. Chissà che giorno sarà il 24, le amicizie intorno hanno i miei stessi dubbi. Giovanna de Benedittis
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Nelle due pagine di inchiesta sugli ospedali valdesi soppressi dalla Regione Piemonte - pubblicate sabato 2 febbraio - non erano citate le fonti di due delle immagini che le illustravano: «Foto P. Romeo/Riforma» e «Foto A. Corsani/Riforma». Ce ne scusiamo con gli autori, che ringraziamo per la gentile collaborazione.
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
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sabato 15 diceMbre
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La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
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