EDIZIONE EBOOK
01 PRIMA PAGINA
02 LA PAGINA 3
03 LA PAGINA 3
04 POLITICA & SOCIETÀ
05 POLITICA & SOCIETÀ
06 POLITICA & SOCIETÀ
-
ARTICOLO Vendola: «A Roma ho paura di uscire da solo la sera» di Leo Lancari ROMA
-
ARTICOLO La rettifica del Vaticano: niente diritti alle coppie gay
-
ARTICOLO Le parole di Bagnasco e la Cei smemorata dell'era Berlusconi
-
ARTICOLO Gayfriendly europei e nel mondo
-
ARTICOLO Matrimoni omosex, Londra approva
07 EUROPA
08 INTERNAZIONALE
09 INTERNAZIONALE
10 CULTURA
11 CULTURA
12 VISIONI
13 VISIONI
14 LETTERE
15 LETTERE
16 STORIE
Edizione html
il manifesto 2013.02.06 - 04 POLITICA & SOCIETÀ
VENETO
L'asse Pdl e Lega va in affanno Spuntano i grillini
ARTICOLO - Nicola Massaro VENEZIA
ARTICOLO - Nicola Massaro VENEZIA
VENEZIA
Il Veneto fatica a rispecchiarsi nella campagna elettorale. Non entusiasma Bersani (ora si attende Renzi...). Ma il monopolio Pdl&Lega delle Regionali 2010 è di fatto, un pallido ricordo. Le solite lobby tifano Monti, e si rivela in affanno l'Udc di Toni De Poli. Così riprende fiato Beppe Grillo che con Roberto Castiglion vanta il primo sindaco d'Italia a 5 stelle nel municipio vicentino di Sarego.
A impressionare nel nordest è l'implosione del Carroccio. Luca Zaia, governatore scelto da Bossi, è costretto a masticare amaro e a tenere un basso profilo. I maroniti dettano legge con il celestiale Flavio Tosi che si smarca pubblicamente da Berlusconi dopo aver epurato le liste dei candidati. E la «vecchia guardia»? Reagisce in modo clamoroso: Santino Bozza, consigliere regionale, rivendica l'esposto alla Guardia di finanza che ha innescato i controlli sulle spese «istituzionali» dei gruppi. Nei rari gazebo «padani» c'è chi bestemmia il federalismo affidato al professor Luca Antonini, rimpiange il lighismo autonomo dalla Lombardia e sogna ancora la secessione serenissima. Non va meglio per gli amministratori: l'assessore regionale all'ambiente Maurizio Conte è sulla graticola; l'astro nascente Federico Caner (capogruppo in Regione e braccio destro di Maroni) non riesce a imporsi nemmeno a Treviso; Francesca Zaccariotto, presidente della provincia di Venezia, annaspa; a Vicenza per la sfida delle Comunali al «civismo sussidiario» di Variati rispunta la candidatura di Manuela Dal Lago. Sintetizza Giuseppe Covre, ex deputato e sindaco di Oderzo, in polemica con Tosi: «Non si può mettere in lista per Camera e Senato una persona solo perché è fedele. La fedeltà la si pretende dai cani. Il rinnovamente vero, consiste nelle capacità in base alla meritocrazia e al territorio».
Non va meglio fra i berluscones che si ritrovano ad eleggere a scatola chiusa Galan, Brunetta, Sacconi, Longo, Ghedini. Nel Pdl veneto si fa a gara per cercare nuovi lidi: Domenico Menorello, vice presiente di Veneto Strade, ha seguito Mario Mauro nella «scelta civica»; i manipoli della destra si sono stretti intorno a Giorgia Meloni; i liberisti hanno traslocato da Giannino; altri dirigenti sono approdati al Mir. «Alla fine, terremo botta. E in qualche modo salviamo il premio di maggioranza al Senato. Ma si perde la Regione...» confessa un forzista della prima ora. Non resta che votarsi a Berlusconi che dovrebbe, trovar posto in agenda per un minitour in Veneto. Del resto ha già pagato di tasca sua 90 mila euro di Imu alla fondazione Città della speranza e può sguazzare nel caso Mps.
Ma si può cominciare ad archiviare il «mitologico» Veneto fai-da-te, con il cuore di cemento e l'anima nera. Lo confermano le più recenti «mappature» dell'Osservatorio sul Nord Est che fa capo a Demos di Ilvo Diamanti: «Dopo vent'anni di dominio di Pdl e Lega qualcosa sembra essersi rotto. Nella seconda Repubblica, il Veneto è stato una riserva di voti del centrodestra: alle Politiche 2008. Quell'anno erano più di 20 i punti percentuali che separavano la coalizione guidata da Berlusconi a quella di Veltroni (Pd e Idv). Alle Regionali 2010, il divario aumentava a oltre 34 punti. Ora i sondaggi sugli orientamenti di voto sembrano portare grandi novità». A cominciare da Beppe Grillo? Oggi pomeriggio «sbarca» in piazza delle Erbe a Padova e alle 21 a Venezia, in alternativa al carnevale...
CONDONO, MARONI BOCCIA SILVIO
Neanche al segretario leghista va giù la ricetta shock di Berlusconi: «Non mi piacciono condoni e colpi di spugna. Non sono d'accordo. Il condono non è nel programma».
Il Veneto fatica a rispecchiarsi nella campagna elettorale. Non entusiasma Bersani (ora si attende Renzi...). Ma il monopolio Pdl&Lega delle Regionali 2010 è di fatto, un pallido ricordo. Le solite lobby tifano Monti, e si rivela in affanno l'Udc di Toni De Poli. Così riprende fiato Beppe Grillo che con Roberto Castiglion vanta il primo sindaco d'Italia a 5 stelle nel municipio vicentino di Sarego.
A impressionare nel nordest è l'implosione del Carroccio. Luca Zaia, governatore scelto da Bossi, è costretto a masticare amaro e a tenere un basso profilo. I maroniti dettano legge con il celestiale Flavio Tosi che si smarca pubblicamente da Berlusconi dopo aver epurato le liste dei candidati. E la «vecchia guardia»? Reagisce in modo clamoroso: Santino Bozza, consigliere regionale, rivendica l'esposto alla Guardia di finanza che ha innescato i controlli sulle spese «istituzionali» dei gruppi. Nei rari gazebo «padani» c'è chi bestemmia il federalismo affidato al professor Luca Antonini, rimpiange il lighismo autonomo dalla Lombardia e sogna ancora la secessione serenissima. Non va meglio per gli amministratori: l'assessore regionale all'ambiente Maurizio Conte è sulla graticola; l'astro nascente Federico Caner (capogruppo in Regione e braccio destro di Maroni) non riesce a imporsi nemmeno a Treviso; Francesca Zaccariotto, presidente della provincia di Venezia, annaspa; a Vicenza per la sfida delle Comunali al «civismo sussidiario» di Variati rispunta la candidatura di Manuela Dal Lago. Sintetizza Giuseppe Covre, ex deputato e sindaco di Oderzo, in polemica con Tosi: «Non si può mettere in lista per Camera e Senato una persona solo perché è fedele. La fedeltà la si pretende dai cani. Il rinnovamente vero, consiste nelle capacità in base alla meritocrazia e al territorio».
Non va meglio fra i berluscones che si ritrovano ad eleggere a scatola chiusa Galan, Brunetta, Sacconi, Longo, Ghedini. Nel Pdl veneto si fa a gara per cercare nuovi lidi: Domenico Menorello, vice presiente di Veneto Strade, ha seguito Mario Mauro nella «scelta civica»; i manipoli della destra si sono stretti intorno a Giorgia Meloni; i liberisti hanno traslocato da Giannino; altri dirigenti sono approdati al Mir. «Alla fine, terremo botta. E in qualche modo salviamo il premio di maggioranza al Senato. Ma si perde la Regione...» confessa un forzista della prima ora. Non resta che votarsi a Berlusconi che dovrebbe, trovar posto in agenda per un minitour in Veneto. Del resto ha già pagato di tasca sua 90 mila euro di Imu alla fondazione Città della speranza e può sguazzare nel caso Mps.
Ma si può cominciare ad archiviare il «mitologico» Veneto fai-da-te, con il cuore di cemento e l'anima nera. Lo confermano le più recenti «mappature» dell'Osservatorio sul Nord Est che fa capo a Demos di Ilvo Diamanti: «Dopo vent'anni di dominio di Pdl e Lega qualcosa sembra essersi rotto. Nella seconda Repubblica, il Veneto è stato una riserva di voti del centrodestra: alle Politiche 2008. Quell'anno erano più di 20 i punti percentuali che separavano la coalizione guidata da Berlusconi a quella di Veltroni (Pd e Idv). Alle Regionali 2010, il divario aumentava a oltre 34 punti. Ora i sondaggi sugli orientamenti di voto sembrano portare grandi novità». A cominciare da Beppe Grillo? Oggi pomeriggio «sbarca» in piazza delle Erbe a Padova e alle 21 a Venezia, in alternativa al carnevale...
CONDONO, MARONI BOCCIA SILVIO
Neanche al segretario leghista va giù la ricetta shock di Berlusconi: «Non mi piacciono condoni e colpi di spugna. Non sono d'accordo. Il condono non è nel programma».
Enzo Jannacci intervistato da Aldo Colonna. Ultravista: Andy e Lana (già Larry) Wachowski e Tom Tykwer sul nuovo film Cloud Atlas. Sport e Shoah. Ultrasuoni: Atlante sonoro: transito e tradizione musicale nelle città del Mediterraneo. Come salvare il catalogo della Norton distrutto dall'uragano Sandy.
in edicola
sabato 15 diceMbre
sabato 15 diceMbre
La malattia della velocità
La battaglia per l’orario di lavoro non esaurisce la questione del rapporto problematico che le società occidentali contemporanee hanno con la tirannia dell’orologio.
di Mona Chollet
di Mona Chollet
In edicola
da giovedì 13 dicembre
da giovedì 13 dicembre
XX SECOLO
Atlante storico
di Le Monde
Diplomatique

IN VENDITA NELLO STORE
MANIBLOG
LANAVIGAZIONE
• home • in edicola • attualità
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
• dossier • multimedia
• eventi • lettere • area abbonati
• abbonamenti • info • privacy
ILSITO
Nicola Bruno
contatti
ILMANIFESTO
direttore responsabile Norma Rangeri
consiglio di amministrazione Benedetto Vecchi (presidente),
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni
il nuovo manifesto società coop editrice
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
redazione amministrazione
00153 Roma via A. Bargoni 8
FAX 06 68719573, TEL. 06 687191
redazione@ilmanifesto.it
amministrazione@ilmanifesto.it
Partita IVA: 12168691009
Codice fiscale: 12168691009
per la pubblicità su questo sito adv(at)mir.it




• 