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il manifesto 2013.02.06 - 06 POLITICA & SOCIETÀ
 
OMOFOBIA Alemanno: «Così offende la capitale»
Vendola: «A Roma ho paura di uscire da solo la sera»
ARTICOLO - Leo Lancari ROMA

ARTICOLO - Leo Lancari ROMA
ROMA
Un dito puntato contro l'omofobia, ma anche un'accusa precisa contro la Giunta Alemanno che accusa di aver «sdoganato piccoli gruppi dediti all'igiene del mondo». A parlare è il leader di Sel Nichi Vendola che, in un'intervista al Fatto quotidiano denuncia di non sentirsi sicuro quando cammina per le strade della capitale a causa dei numerosi episodi di violenza e intolleranza nei confronti delle persone omosessuali. «Questo clima mi impone di limitare gli spazi della mia vita privata . Sono costretto a gestire ogni mossa con molta prudenza - ha detto Vendola -. Se a Roma di sera mi viene voglia di fare due passi da solo, rinuncio».
La denuncia del leader di Sel provoca la reazione del sindaco. Poche battute che Gianni Alemanno affida a Twitter: «Vendola offende Roma. Dall'europride del 2011 a ogni gaypride la nostra città ha sempre garantito accoglienza e rispetto per tutti».
Roma accogliente verso le persone omosessuali? Se il sindaco leggesse i giornali non sarebbe così sicuro nel fare certe affermazioni. Le aggressioni contro gay e lesbiche nella capitale sono un fatto purtroppo tutt'altro che episodico. E se Roma non può essere definita più omofobica di altre città, di certo i casi di violenza non mancano. L'ultimo, odioso, risale propri a ieri mattina, con le scritte apparse al liceo Tacito contro uno studente di 15 anni, dichiaratamente omosessuale, eletto a stragrande maggioranza rappresentante d'istituto. «Frocio dimettiti», ha scritto qualcuno sul muro della scuola. Insulto firmato con una croce celtica.
Ma si tratta, appunto, solo dell'ultimo caso. Al numero verde istituito dall'Arcigay (800713713) arrivano ogni anno circa 20 mila telefonate di persone che dichiarano di essere state offese o addirittura aggredite perché omosessuali. E di queste circa il 30% riguardano la capitale, cioè 6.000. «Il 12% di queste riguarda aggressioni fisiche o verbali comunque di carattere violento. Per il resto si tratta invece di discriminazioni subite», spiega il presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo. Violenze compiute all'interno della stessa famiglia, ma anche a scuola e nelle strade. Basti pensare che l'anno scorso si sono contate ben sei aggressioni a ragazzi gay in sole due settimane. Ma Roma è anche la città dove due ragazzi sono stati fermati dai carabinieri solo per essersi baciati sotto il Colosseo.
«Comprendiamo perfettamente dal racconto di Nichi Vendola, la sua percezione di sentirsi minacciato», ha detto ieri il circolo Mario Mieli solidarizzato con il leader di Sel. «E' quello che succede a centinaia e centinaia di omosessuali che escono di casa e che potrebbero all'improvviso essere coinvolti in episodi di discriminazione e aggressione verbale o fisica. L'amministrazione di centrodestra - ha commentato il presidente del circolo, Andrea Maccarrone - ha sdoganato vecchi e nuovi 'ripulitori' che si sono sentiti autorizzati a prendersela con gay, lesbiche e trans, donne e stranieri».
Solidarietà allo studente del Tacito è stata invece espressa da Nicola Zingaretti: «Le scritte omofobe - ha detto il presidente della Provincia -, sono un gesto vile di persone che vogliono intimidire tutti coloro che si impegnano contro la violenza e le discriminazioni».

Foto: le telefonate annuali
al numero verde dell'Arcigay per denunciare aggressioni subite nella capitale

 
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